books about movies: 3 libri su Andrej Tarkovskij (e dove trovarli)

andrei-tarkovskijAndrej Arsen’evič Tarkovskij è pressoché unanimemente riconosciuto come il più grande regista russo della seconda metà del Novecento.

Eppure il suo nome è spesso sconosciuto al grande pubblico.

Scomparso nel 1986, Tarkovskij è caduto in un immeritato oblio. Non ovviamente tra gli appassionati di cinema, che non possono non essersi confrontati con la sua filmografia o quanto meno con alcuni dei suoi capolavori. 

In questo articolo verranno esaminati tre libri su Andrej Tarkovskij, per aiutare coloro che vogliano approfondire (o semplicemente conoscere) l’opera del Maestro russo a destreggiarsi tra le pubblicazioni più importanti uscite per il mercato italiano.

tarkovskij-castoroNon si può che partire dal testo di riferimento: Andrej Tarkovskij, il “Castoro” di Tullio Masoni e Paolo Vecchi, uscito nel 1997, a vent’anni di distanza da quello di Achille Frezzato (quest’ultimo scritto quando il regista era in piena attività e doveva ancora creare tre dei suoi sette lungometraggi: Stalker, Nostalghia e Sacrificio).

Un piccolo inciso per i meno avvezzi alle pubblicazioni in materia cinematografica: quando si parla di un “Castoro” (tra virgolette) ci si riferisce alle monografie edite dalla casa editrice Il Castoro, inconfondibili per il loro formato quadrato – che fa sì che vengano chiamate anche i “quadrati” – e celeberrime tra appassionati e addetti ai lavori per il loro rigore e per il prestigio dei loro autori.

II libro di Masoni-Vecchi si apre – come d’uso per i “quadrati” de Il Castoro – con una carrellata di citazioni tratte da interviste e soprattutto dalla ricchissima produzione saggistica del regista, che in vita scrisse diversi libri in cui esprimeva la sua concezione della settima arte (tra cui il preziosissimo Scolpire il tempo).

Tali libri non saranno tuttavia oggetto di questo articolo, in quanto volto a presentare le opere letterarie su Tarkovskij (e non quelle di Tarkovskij).

Il Piccolo dizionario tarkovskijano del Masoni-Vecchi è suddiviso per argomenti: dall’acqua, elemento tanto caro al cineasta russo, al tema della catastrofe, che ricorre negli ultimi lungometraggi; dai suoi pensieri sui padri letterari della Russia, Dostoevkskij e Tolstoj, alle concezioni sul montaggio, spesso in disaccordo con l’altro grande del cinema russo del Novecento, Sergej Ėjzenštejn.

Dopo una breve introduzione biografica, i due critici analizzano in primis il rapporto tra il regista e la sua terra, quella Russia nella quale non fu mai veramente amato e da cui dovette auto-esiliarsi negli anni Ottanta. Si passa dunque all’analisi dettagliata dei suoi sette lungometraggi: L’infanzia di Ivan (1962), Andrej Rublëv (1966), Solaris (1972), Lo specchio (1975), Stalker (1979), Nostalghia (1983), Sacrificio (1986).

Oltre ai sette film a soggetto, vengono anche analizzati Il rullo compressore e il violino (1960), il mediometraggio con cui Tarkovskij si diplomò al VGIK, la più importante scuola di cinematografia dell’Unione Sovietica, e Tempo di viaggio (1983), il documentario, ideato dallo stesso regista insieme a Tonino Guerra, che illustra il viaggio in Italia di Tarkovskij e la genesi del film Nostalghia.

Masoni e Vecchi concludono questo testo fondamentale con un breve paragrafo in cui si analizza – forse in modo un po’ sbrigativo – l’eredità di Tarkovskij sul cinema contemporaneo, lasciando la chiusura alle parole di un grandissimo come Ingmar Bergman:

Il film, quando non è un documentario, è un sogno. È per questo che Tarkovskij è il più grande di tutti. Si sposta con sicurezza nello spazio dei sogni, non spiega nulla, e d’altronde, cosa potrebbe spiegare? È un visionario che è riuscito a mettere in scena le sue visioni grazie al medium più pesante, ma anche più duttile. Ho bussato tutta la vita alla porta di quei luoghi in cui lui si sposta con tanta sicurezza. Solo qualche rara volta sono riuscito a intrufolarmi”.

Il Masoni-Vecchi è purtroppo attualmente fuori catalogo, considerato che pure la seconda edizione, uscita nel 2005, è andata esaurita. Il libro è tuttavia disponibile in formato e-book. Per gli scettici del digitale non resta che sperare in una riedizione da parte della casa editrice Il Castoro, oppure in una ricerca nelle biblioteche o nelle bancarelle dell’usato.

andrej-tarkovskij-bergamo-film-meetingIl secondo libro esaminato, anch’esso intitolato con il nome e cognome del regista, è uscito nel 2004 in occasione della retrospettiva dedicata a Tarkovskij dal Bergamo Film Meeting. Si tratta di una monografia curata da Angelo Signorelli, la cui prima edizione è andata rapidamente esaurita. La seconda edizione è uscita in formato digitale ed è pertanto reperibile sui principali siti di e-commerce.

Occorre premettere che l’opera si pone sostanzialmente come alternativa al “Castoro” di Tullio Masoni e Paolo Vecchi, sia perché essa affronta tutti i film del Maestro, sia perché al suo interno sono contenuti alcuni brani tratti proprio da tale opera (ad esempio l’introduzione che segue la prefazione di Signorelli).

Il libro è stato scritto a più mani, con ciascun autore che si è occupato di uno o più film: Andrea Frambosi ha esaminato L’infanzia di Ivan e Il rullo compressore e il violino (pescando a piene mani dal “Castoro” di Masoni – Vecchi, come confessa fin dal principio).

Francesco Cattaneo si occupa dell’Andrej Rublëv, con l’analisi probabilmente più complessa dell’intero libro, in linea peraltro con la difficoltà del film.

Marco Dell’Oro recensisce Solaris, il film di maggior successo internazionale di Tarkovskij, anche a causa dell’accostamento con il 2001: Odissea nello spazio di Kubrick; un parallelo che il commentatore si affretta ad accantonare, ma che per certi versi è inevitabile.

Il commento a Lo specchio è affidato ad Adriano Piccardi, attuale direttore di Cineforum, rivista di riferimento per i cinefili e la critica italiani.

Il curatore Angelo Signorelli si occupa invece di Stalker, altro capolavoro di Tarkovskij, quello in cui il regista riuscì nel non facile intento di proporre un film di fantascienza in cui i clichè tipici del genere fossero pressoché ininfluenti. La recensione di Signorelli è forse la più semplice e lineare tra quelle presenti nella monografia.

Gli ultimi due film diretti dal regista russo prima della morte, Nostalghia e Sacrificio, non erano oggetto della rassegna del Bergamo Film Meeting e dunque per essi ci si limita a riportare ampi stralci del commento di Masoni e Vecchi tratti dal già citato “Castoro”. La rassegna era infatti dedicata ai film di Tarkovskij girati in Russia mentre gli ultimi due sono invece noti come “i film dell’esilio”, girati rispettivamente in Italia (Nostalghia, con la collaborazione di Tonino Guerra) e in Svezia (Sacrificio), dopo l’ostracismo intellettuale subito dal regista in patria.

In appendice è presente una lunga sezione denominata Antologia Tarkovskijana che riporta – per ciascun film – scritti, interviste e discorsi dello stesso regista, tratti dai suoi libri e diari. È inoltre presente – vero valore aggiunto dell’opera – la celebre lettera scritta nel 1963 da Jean-Paul Sartre all’Unità, con cui il filosofo francese difese a spada tratta L’infanzia di Ivan, che aveva ricevuto ingiuste e pesanti stroncature da parte di critici sovietici ed italiani, soprattutto dopo la vittoria del Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia.

L’unica opera per cui non sono riportate parole dirette del regista è Sacrificio, completato ed uscito quando egli era ammalato di cancro e si avviava a concludere la sua esistenza sul finire del 1986. Per Sacrificio viene dunque riportato uno scritto del collaboratore di Tarkovskij Micha Leszczylowski, che ne curò il montaggio e la post-produzione durante la degenza del Maestro. È l’occasione per un appassionato ricordo, che conclude – insieme ad una ricca filmografia curata da Andrea Frambosi – un’opera che si pone come valida alternativa al più celebrato Masoni-Vecchi.

Ext Nostalgia Tarko_Layout 1.pdf, page 1 @ Preflight ( Ext NostaIl terzo libro, Tarkovskij. La nostalgia dell’armonia (il sottotitolo è la frase con cui il Maestro definiva il suo cinema), è scritto da Francesca Pirani, regista e sceneggiatrice italiana diplomata in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove entrò con uno scritto sull’Andrej Rublëv.

A differenza delle opere precedentemente menzionate, l’autrice si dedica all’esame approfondito di tre film soltanto: Andrej Rublëv, Stalker e Sacrificio. Tre pellicole, uscite in tre diversi decenni, che la Pirani mette costantemente in collegamento: se Stalker e Sacrificio sono piuttosto simili per struttura, ambientazione e contenuto, più difficile è invece mettere in contatto queste due opere con il film sul pittore di icone che visse a cavallo tra XIV e XV secolo.

Emerge nell’opera della Pirani l’assoluto rigore nell’uso delle fonti: basti dare un’occhiata alla bibliografia che chiude il volume, una delle più complete che si possano trovare sull’opera di Tarkovskij.

Anche questo terzo libro è attualmente fuori catalogo, e in questo caso non è disponibile nemmeno in formato digitale. Occorre dunque eventualmente cercarlo nelle biblioteche o nell’usato.

___

Andrej Tarkovskij, di Tullio Masoni e Paolo Vecchi (Il Castoro, 1997/2005, 133 pagg.)

Andrej Tarkovskij, a cura di Angelo Signorelli (Edizioni Bergamo Film Meeting, 2004, 136 pagg.)

Tarkovskij. La nostalgia dell’armonia, di Francesca Pirani (Le Mani, 2009, 141 pagg.)

3 thoughts on “books about movies: 3 libri su Andrej Tarkovskij (e dove trovarli)

  1. Ho condiviso molte pellicole girate da questo grande artista, e il tuo approfondimento sulla sua figura attraverso questi libri è importante, proprio per apprezzarlo nella sua dimensione divulgativa. Della tua recensione mi hanno colpito il primo e l’ultimo, e penso di cercarne almeno uno dei due, anche perché di Tarkovskij ho a casa soltanto un libro con le sue poesie, e mi hai risvegliato la voglia di andarmelo a riprendere.
    Complimenti… bel blog!!!

    1. Ciao!
      Questo post nasce proprio dalla volontà di aiutare chi voglia cimentarsi con i libri su Tarkovksij a trovare quello più consono alle proprie esigenze, visto che non tutti hanno il tempo e la voglia – come il sottoscritto – di leggerseli tutti 😀
      Tra l’altro ne ho letti anche degli altri, e penso che scriverò qualcosa anche su quelli…
      Grazie a nome di tutti gli autori per i complimenti.
      Mi precipito a dare un’occhiata ai tuoi articoli su Tarkovskij e al tuo blog in generale…

Commenti

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