books about movies: Naziskino, ebrei ed altri erranti, di Ugo Casiraghi

Naziskino-ebrei-e-altri-erranti_largeQuando si pensa al cinema di regime ai tempi della Germania nazista ci si ricorda solitamente di Leni Riefenstahl e dei suoi due più importanti film-documentario in cui celebrava, rispettivamente, il congresso di Norimberga del 1934 e le Olimpiadi di Berlino del 1936.

Ma il cinema di propaganda nazionalsocialista non fu ovviamente soltanto questo, come ci illustra Ugo Casiraghi in questo interessante saggio, pubblicato postumo nel 2010.

L’autore comincia la sua analisi del cinema tedesco della prima metà del Novecento partendo dall’espressionismo, uno dei pilastri artistici del cinema muto europeo. 

Passa dunque in rassegna la vita e le sorti di quei protagonisti del cinema mitteleuropeo che, tra gli anni Venti e gli anni Trenta, migrarono verso la nuova mecca californiana.

A Hollywood finirono grandi registi, sceneggiatori e interpreti, maschili e femminili.

Ci andarono per motivi diversi: chi attirato dai soldi e dallo Studio System (Erich von Stroheim, Josef von Sternberg, Ernst Lubitsch, Friedrich W. Murnau, Marlene Dietrich), chi – più tardi – per fuggire dal nazismo (Fritz Lang, Bertolt Brecht, Otto Preminger).

Un caso particolare è quello di Georg Wilhelm Pabst, che si allontanò dalla Germania nazista per poi incredibilmente tornarvi nel 1939, accettando l’invito di Goebbels a lavorare per il Terzo Reich.

Ben prima di tali migrazioni di registi e attori austro-tedeschi si era trasferito in California un gruppo di ebrei del Centro Europa che aveva di fatto fondato Hollywood, creando quelle che diventeranno le maggiori case produttrici statunitensi: Samuel Goldwyn e Louis B. Mayer, Carl Laemmle (fondatore della Universal), William Fox, i fratelli Warner, Adolph Zukor (Paramount) e Harry Cohn (Columbia).

La parte centrale del libro, quella più interessante e consistente, si occupa della Germania degli anni di Hitler. Naziskino è il provocatorio titolo del capitolo, che fonde il prefisso ispirato al movimento nazionalsocialista al suffisso kino, che richiama l’etimologia di cinema (dalla parola greca che indicava il movimento).

trionfo della volontà

Casiraghi ricorda più volte come Hitler e Goebbels fossero due veri e propri cinefili, che studiavano i film di Hollywood con l’ambizione di replicarli (e superarli) in terra tedesca. Ma il volere del Führer e del suo stretto collaboratore era soprattutto quello di piegare il mezzo cinematografico alle intenzioni propagandistiche. Ecco dunque il ruolo della Riefenstahl, con i già accennati Triumph des Willens e Olympia, ma anche di una nutrita schiera di meno noti registi che fornirono a Goebbels le armi per la sua battaglia da combattere dentro i cinema del Reich.

judsussIl regime tedesco produsse anche, nei primi anni quaranta, due dei film più abietti della storia del cinema: entrambi di profondo contenuto antisemita, Süss l’ebreo e L’eterno ebreo (più noto come L’ebreo errante) rappresentano due dei punti più bassi toccati dalla Settima arte nel Novecento.

Quando la sconfitta in guerra della Germania iniziava a farsi sempre più vicina e probabile, il cinema nazista diventava meno celebrativo e più attento alla questione della resistenza ad oltranza, magari accennando alle presunte super-armi promesse da Hitler per volgere le sorti del conflitto a favore dei tedeschi.

Sta di fatto che la produzione dell’ultimo film richiesto da Goebbels, dall’arrendevole titolo La vita continua, fu interrotto dall’arrivo delle truppe sovietiche negli studi della UFA.

Chiude questo pregevole libro – che ha tra i suoi maggiori meriti una chiarezza espositiva non sempre così facile da riscontrare – un capitolo sul cinema Yiddish, la cui sorte non poteva che ricalcare quella degli ebrei mitteleuropei che parlavano tale idioma, e un’interessante appendice sul cinema di regime sovietico ai tempi di Stalin.

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Naziskino, ebrei ed altri erranti, di Ugo Casiraghi (Lindau, 2010, 276 pagg.)

6 thoughts on “books about movies: Naziskino, ebrei ed altri erranti, di Ugo Casiraghi

  1. Splendida segnalazione, ed è incredibile che le grandi major – che hanno creato il mondo di sogno in cui siamo cresciuti – siano tutte nate dalla fuga dall’odio razziale. Paradossalmente se un viaggiatore del tempo riuscisse ad evitare la nascita del nazismo, in realtà.. ucciderebbe anche il cinema! Da brivido…
    Comunque la Lindau fa ottimi saggi di cinema, ne ho qualcuno anch’io 😉

    1. dici bene, la Lindau fa dei bellissimi saggi. Merito di questi studiosi che si cimentano con periodi che probabilmente ormai non interessano ai più, ma che vale la pena invece approfondire, e merito proprio della Lindau che li pubblica.
      è nostro dovere di cinefili sostenere queste iniziative, comprando e leggendo questi libri, che poi si rivelano eccezionali. Tra l’altro molti di questi libri dopo qualche anno diventano remainders e si trovano con sconti superiori al 50%, una ragione in più per farsi una bella biblioteca di cinema…

      1. Negli anni Novanta il reparto cinema di ogni libreria era mio “territorio di caccia” e andavo sempre a controllare nuove uscite. Però poi sono rimaste davvero poche le case coraggiose che parlano di cinema ad un pubblico che non sembra piu così interessato, a meno che non sia il filmone del momento.
        Mi hai fatto venir voglia di pensare ad una rubrica simile alla tua per il Zinefilo, dove consiglio i libri di cinema che ho amato 😉 ovviamente ti citerò ^_^

      2. Mi sono appena accorto che questo insieme ad altri tuoi 3 commenti era stato messo nello spam da wordpress… Non ho capito il motivo.. con riferimento a questo commento, ti ringrazio e sono contento di averti risvegliato questi ricordi bibliocinefili!!

    2. quanto alla questione nazismo-hollywood, bisogna dire che la maggior parte dei produttori e registi se ne andò dall’Europa ben prima dell’avvento al potere di Hitler… ma del resto per gli ebrei tirava una brutta aria già da tempo, ad esempio con i pogrom che si verificarono in Russia nell’Ottocento… il Nazismo non ha inventato l’antisemitismo, ma l’ha portato a livelli impensabili di barbarie…
      ciò che è certo è che, come dici, senza gli ebrei Hollywood non esisterebbe, perché praticamente tutte le major furono fondate da loro in quell’allora desolata collina della California…

Commenti

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