Al cinema: Vi presento Toni Erdmann, di Maren Ade

toni erdmann 2Si usa spesso parlare di declino del cinema italiano, formula ormai ripetuta come un mantra, ma non credo che la Germania sia messa molto meglio, con l’eccezione di pochi grandi nomi (Herzog e Wenders su tutti, che hanno peraltro costruito la maggior parte delle proprie opere recenti lontano dalla madrepatria).

Anche per questo trovarsi di fronte un caso cinematografico come Toni Erdmann, di produzione austro-tedesca e diretto dalla tedesca Maren Ade, costituisce sicuramente una piccola sorpresa. 

Innanzitutto per l’originalità di un soggetto ironico e insieme malinconico, che narra le vicende di un padre totalmente sui generis, il gigantesco Winfried Conradi alias Toni Erdmann (interpretato da un eccellente Peter Simonischek), che nel tentativo di ricostruire un rapporto con la figlia stakanovista Ines (la gelida Sandra Hüller) ne combina davvero di tutti i colori.

Ines è una consulente aziendale (quella specie animale che lavora 7 giorni su 7, 24 ore su 24) per una multinazionale petrolifera con sede in Romania. E lì che Winfried si recherà, facendo una sorpresa alla figlia, fino a creare un alter ego – Toni Erdmann, appunto – per toglierla dall’imbarazzo che in certi casi porta la sua straripante presenza.

Tra petofoni e finte dentiere, scambi di persona e naked party, il film ha un suo equilibrio narrativo che prescinde dalle pur ricorrenti gag proposte dal protagonista. C’è spazio, infatti, anche per alcune riflessioni sul rapporto tra genitori e figli e, in generale, sulla vita e sul come sia più opportuno viverla.

toni erdmann

Vi presento Toni Erdmann è stato un caso cinematografico (oddio non vorrei esagerare), anche grazie al battage derivante dalla candidatura all’Oscar come miglior film straniero (premio che si è poi aggiudicato l’iraniano Il cliente).

La critica ne ha parlato più che discretamente e anche il pubblico sembra apprezzare questo film decisamente peculiare. Va bene che si era nel giorno del #cinema2day (il mercoledì del mese in cui il biglietto costa soltanto 2 euro, per chi ancora non lo sapesse), però vedersi una sala completamente piena in orario preserale (!) per un film di questo tipo è sicuramente qualcosa di significativo. Una sala che si diverte e che esce mediamente soddisfatta dopo quasi tre ore di pellicola (!!), una durata assolutamente anomala per una commedia.

toni erdmann 3Toni Erdmann è un film interessante quanto meno per questo intreccio di comicità (poco) nordiche, caratterizzazioni nordiche, interpretazioni nordiche, rigidità… nordiche. Sicuramente qualcosa di anomalo, che rompe un po’ gli schemi della cinematografia mitteleuropea e che si fa apprezzare anche da platee come la nostra, tradizionalmente abituate ad un cinema leggero e ironico.

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Toni Erdmann (2016, Germania/Austria, 162 min)

Regia e Sceneggiatura: Maren Ade

Fotografia: Patrick Orth

Interpreti principali: Peter Simonischek (Winfried Conradi / Toni Erdmann), Sandra Hüller (Ines Conradi), Michael Wittenborn (Henneberg), Thomas Loibl (Gerald)

11 thoughts on “Al cinema: Vi presento Toni Erdmann, di Maren Ade

  1. Al di là del battage cui fai cenno, tieni presente che gli schizzinosi critici dei Cahiers du Cinema lo hanno segnalato come miglior film del 2016, mentre il meno schizzinoso (solo un po’ meno) pubblico dei medesimi lo ha segnalato come secondo film dell’anno dopo Elle, che in Italia non è ancora uscito. Personalmente gli preferisco Elle, che si è visto solo per due volte al TFF, ma certo, questo, secondo me è un gran bel film, che non manca di genialità!

    1. Concordo con le tue considerazioni (e anche con quanto hai scritto nella tua ottima recensione che ho letto poco fa). Non sono un amante della commedia ma quando essa riesce a esprimersi con una certa originalità, quando riesce ad uscire dagli schemi, inizia ad interessarmi. Ed è per questo, ad esempio, che amo Woody Allen. Qui Maren Ade ha fatto qualcosa di interessante, anche se credo più dal punto di vista della sceneggiatura che della regia.

      1. Non amo la commedia all’italiana, ma questa non lo è, personalmente ho qualche perplessità anche a definirla commedia, perché il suo contenuto è tristissimo e francamente il lieto fine è solo una possibilità remota! Almeno secondo me, s’intende| 🙂

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