Al cinema: La tartaruga rossa, di Michaël Dudok de Wit

la tartaruga rossaUscito il 27 marzo nei cinema italiani, dichiaratamente per rimanerci tre giorni soltanto (in realtà è ancora proiettato in diverse sale), La tartaruga rossa ha partecipato in concorso all’edizione 2016 del Festival di Cannes (nella sezione Un Certain Regard) ed è stato candidato nella cinquina dei lungometraggi d’animazione alla notte degli Oscar di un mese fa, con il premio che è andato alla più convenzionale maxi-produzione disneyana di Zootropolis. In Francia e nei Paesi Bassi la pellicola è uscita circa nove mesi fa (ragion per cui ne avevamo dato un’anticipazione già a gennaio, approfittando di un’incursione oltre confine del nostro @aussiemazz). 

L’idea di un film d’animazione universale, senza dialoghi e ambientato su un’isola deserta, è sicuramente qualcosa di suggestivo.

L’olandese Michaël Dudok de Wit l’ha messa in atto grazie alla collaborazione tra la francese Wild Bunch e lo Studio Ghibli, la pluripremiata casa giapponese che ha dato vita ai capolavori di Miyazaki.

Il soggetto è l’ennesima variazione sul tema del Robinson Crusoe, anche se questa volta a prevalere sono i toni intimisti e lirici che solo una pellicola d’animazione può far spiccare rispetto ad un film recitato.

Scampato ad un naufragio e rifugiatosi su un’isola deserta, un uomo costruisce una zattera per tentare di tornare nel mondo civilizzato. I suoi tentativi sono vanificati da una grossa tartaruga rossa che – ogni volta che l’uomo prende il mare – gli distrugge la zattera a colpi di carapace, costringendolo a tornare a nuoto sull’isola e a costruire un nuovo natante.

Finché un avvenimento inaspettato non spingerà l’uomo a riconsiderare il suo desiderio di abbandonare quel paradiso, che le forze della natura sono pronte a trasformare in un inferno.

La possibilità di creare questo lungometraggio animato venne concessa al regista olandese dopo che allo Studio Ghibli avevano visionato il corto Father and Daughter, con cui vinse l’Oscar per il miglior corto d’animazione nel 2001.

I disegni di Dudok de Wit sono semplici, naïf, anche perché ottenuti in larga parte con metodi tradizionali, con matita e carboncino e il lavoro di un’equipe di animatori europei, con cui il regista ottenne di poter lavorare senza la necessità di recarsi in Giappone.

la tartaruga rossa2

Ma è uno stile che si sposa alla perfezione con lo spirito della pellicola, quello di infondere nello spettatore l’amore per la vita e per la natura (che dà e toglie, arbitrariamente), di trattare con delicatezza il tema della solitudine. Perché il protagonista altro non fa che rassegnarsi ad essa dopo aver lottato con tutte le forze per sottrarvisi.

La sua esistenza diventa a quel punto uno stelo nella tempesta (una burrasca apre il film e uno tsunami ne è un altro momento fondamentale) e in fondo non possiamo che speculare sulla concretezza delle sue allucinazioni, sulla sua vita sull’isola successiva al gesto liberatorio della rinuncia all’ennesimo tentativo di fuga.

La tartaruga rossa va affrontato a mente aperta, per gustarsi questo incontro di filosofia orientale e saggezza del Vecchio Continente, di amore per la natura e attaccamento alla vita.

___

La tortue rouge (2016, Francia/Belgio/Giappone, 80 min)

Regia e Soggetto: Michaël Dudok de Wit

Sceneggiatura: Michaël Dudok de Wit, Pascale Ferran

Musiche: Laurent Perez Del Mar

15 thoughts on “Al cinema: La tartaruga rossa, di Michaël Dudok de Wit

      1. La mia obiezione è la tua però questo film l’ho visto torto collo in un serata fuori Roma e devo dire che sono rimasta incantata dalla delicatezza e naturalmente dalla perfezione con cui è stato realizzato.

        Sherazade

      2. Adoro l’idea di una storia muta e quindi universale. Con le dovute proporzioni mi ricorda quel film scritto da Beckett e interpretato dalla star del muto Buster Keaton. Il rifiuto dell’audio divenne per il vecchio attore l’occasione per un film intenso, muto e potente. Perché in fondo anche lì il “testo” era universale…

  1. Stranamente, a me invece è piaciuto meno di quanto pensassi: dalle premesse ero sicuro di stravedere per questo film, ma una volta finito mi sono scoperto piuttosto insoddisfatto, e non saprei nemmeno puntare il dito sul motivo.

    1. Ma perché sei più legato all’animazione contemporanea o perché hai trovato pretenziosa la svolta narrativa (di cui non parlo per non spoilerare)? Così sto tirando a indovinare, ma giusto pour parler 😀

      1. Non lo so, è questo che mi confonde! Io amo molto l’animazione, e per scrivere la mia tesi di laurea ho visto moltissimi film decisamente particolari, come alcune opere cecoslovacche, e le ho apprezzate molto. Allo stesso tempo non ho trovato affatto pretenzioso il film, che ha un po’ il sapore di una leggenda.
        Davvero non so cosa ci sia che non mi ha convinto, ma non mi ha conquistato come pensavo. Probabilmente è colpa mia, visto che tutti quelli con cui ho parlato e le recensioni che ho letto erano entusiaste.

      2. Hai detto bene quanto alla questione della leggenda… infatti quando si presenta quella famosa svolta narrativa ci si sente un po’ spiazzati, ma prendendola in maniera tale e ragionando sull’origine in parte orientale del progetto tutto torna…
        poi, come si dice, i gusti son gusti, e se non ti ha convinto magari non avrà toccato le corde giuste…

  2. Sei d’accordo con quello che ho scritto nella mia rece? Sulla centralità del tema della “natura che deve fare il suo corso, e quindi fai camminare nostro figlio con le sue gambe e lascialo andare”? Mi sento isolato, nessuno sembra averla presa per una cosa importante
    o.o
    Kalos

    1. Sicuramente è una buona chiave di lettura. In generale penso che si presti a molte interpretazioni questo film, quindi non devi sentirti isolato, vuol dire che hai pensato in modo originale👍👍

Commenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...