Al cinema: Virgin Mountain, di Dagur Kári

locandinaFuori fa freddo e c’è un vento orizzontale, e l’Islanda è ghiaccio e tempesta e spazi vuoti della pista di aeroporto dove Fusi sposta i bagagli e da una vita vede gli altri andirivienire. Fusi è grosso più o meno come l’Islanda, ma con un tenero cuore di Nutella. FALSO! Ha barba e codino, 40 anni, vive con la mamma, non ha mai scopato (toh, mi ricorda qualcuno), gioca con le auto radiocomandate e sa fare di tutto un po’. Riparare macchine, fare flambé con la fiamma ossidrica, tutto. Al lavoro ovviamente lo perculano, però ha anche amici qua e là, che gli dedicano pezzi metal alla radio, che giocano con lui e una fedele (uof!) ricostruzione della battaglia di El Alamein. Insomma, una vita di melma (El Alamelm, glom), potrebbe esser detto. Spinto dal fidanzato della madre a provare un corso di ballo country – si sa che nei paesi del nord non sanno proprio cosa fare – vi conosce Sjofn. La quale (gnocca non è ma) uèuè sembra che ci stia. DALLA! NON È UN CANTANTE! Cioè sembra, e sembra vederlo per quel che è (aka un patatonetone). MA! Sarebbe stato troppo bello per essere vero, perché ovviamente una così è MATTA! No, dai scherzo, però depressissima, la depressione è una cosa seria, e lo avvicina ed allontana ad elastico. But, being a big potatotato, lui la accudisce e cura, l’animo più che altro, offrendole generiche cose belle. Fiori! Toast! Negozi! E alla fine lei resta matta, ma (gliela da e) lui parte da solo per un viaggio che doveva fare con lei, segnando un supposedly definitivo momento di passaggio a una fase non dico adulta ma gradino più su.

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Film piccolo quanto grosso è il suo protagonista, gravitante su di lui, che da letteralmente corpo a un malessere malinconico e tristezza molto nordici, come tipo, e li risolve o perlomeno affronta dando più di quel che riceve (–> welfare scandinavo). I personaggi contornano lievi, alla fine tutti vogliono bene a Fusi perché altro far non si puote, e lui solo se ne va in Egitto perché è un piccolo passo per gli altri e indicibilmente abnorme per lui – e ancora non sa che viaggiare fa schifo. Da soli poi. E se sei un Fusi, poi. E tutto sta in quel momento in cui ce la si sente, lì.

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Fúsi (2015, Islanda, 94 min)

Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Dagur Kári

Fotografia: Rasmus Videbæk

Musiche: Karsten Fundal

Interpreti principali: Gunnar Jónsson (Fúsi), Ilmur Kristjánsdóttir (Sjöfn)

3 thoughts on “Al cinema: Virgin Mountain, di Dagur Kári

    1. ho visto che in Italia lo hanno distribuito col contagocce e solo nelle grandi città più qualche piccola località dove probabilmente funziona bene il circuito dei cineforum…. è sempre un peccato, anche a me ispirava, come in generale mi affascinano i film “nordici”…

      1. Eh, mi sa che è proprio di quelli per cui o si ha un cinemino che spaccia roba nascosta vicino a casa oppure ciao 😦

Commenti

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