Lo scrigno: Cristiada, di Dean Wright

Cristiada 01Lo scrigno, ovvero quei film poco conosciuti che meritano un angolino di notorietà.

Difficile analizzare un film a tema religioso senza subire le influenze del proprio retaggio socio-culturale. Quasi sempre, quando esce una pellicola pro-cristiana, piovono strali di critiche da parte di un certo pubblico di concezione atea o laica estremista. E’ quanto è accaduto anche con Cristiada, che tratta il tema della guerra cristera da un punto di vista favorevole ai ribelli. La distribuzione in vari Paesi è stata piuttosto travagliata e in sordina proprio per queste difficoltà ideologiche. Preciso che a me la propaganda religiosa o politica nei film non crea particolari problemi, quindi mi accodo alla fanbase cattolica cui la pellicola era presumibilmente destinata, dicendo che mi è piaciuto questo spettacolone epico.

Un breve riassuntino di Storia per chi non conoscesse gli eventi del film. Nel 1926 in Messico il governo anticlericale di Calles introdusse una legge particolarmente restrittiva nei confronti della libertà religiosa, applicata anche ricorrendo alla violenza fisica. Parte della popolazione si oppose con le armi a questa lesione dei diritti, dando vita ad una guerra che durò fino al 1929.

Un Andy Garcia piuttosto bolso ma professionale interpreta il ruolo di Enrique Gorostieta Velarde, generale in ritiro e ateo, che però viene “assunto” dai cristeros per difendere la loro causa, dando una forma più professionale al loro esercito raffazzonato e guidandoli in battaglia. Ad affiancarlo nel cast troviamo Eva Longoria, che non deve neppure mostrare troppo le proprie grazie nella parte della moglie del generale, e tutta una serie di attori latinos. In ruoli minori ma importanti spuntano la vecchia gloria Peter O’Toole – qui un prete irlandese – e Oscar Isaac, nella parte del “Catorce”, ribelle noto con questo soprannome perché si dice abbia ucciso da solo i 14 uomini che lo inseguivano dopo la sua fuga dal carcere (pare anche che abbia lasciato detto di “non mandare così pochi segugi, la volta dopo”).

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Da un punto di vista tecnico, che dire, è un grande show con grande dispendio di mezzi, grandi scene di battaglia, grande enfasi sugli eventi cruciali, grande tutto. Io, da persona che guarda sia prodotti estremamente di nicchia, sia capolavori del cinema, sia trash, sia blockbuster, sono riuscito a farmi coinvolgere e a trovare affascinante questa esposizione (parecchio) romanzata dei fatti. Perché, naturalmente, la finzione deve rendere tutto più eccezionale e spettacolare e, se vogliamo, anche meno sporco, sordido, abbrutito. Eppure non mancano le scene in cui è la mera violenza a fare capolino, così come l’odio e tutte le brutture della guerra.

Il regista Dean Wright, supervisore agli effetti speciali nella trilogia de Il signore degli anelli, sa il fatto suo nell’utilizzo di tutti gli espedienti necessari a rendere sceniche le vicende che mette in mostra. Una piccola nota va alle musiche dello sperimentato James Horner (Braveheart, Titanic, ecc.), che contribuiscono ad accentuare quell’alone di epicità che il film trasmette.

Cristiada 02

E’ quindi un’opera da non perdere? Ripeto, non capisco molto chi critica l’inserimento di ideologie/ideali nei film, ma posso immaginare che a qualcuno possa far storcere il naso una vicenda in cui i cattivi non sono i pretacci gesuiti ma un governo ateo (e sì, filo-massone). Allo stesso modo, i plausi sfegatati vanno presi con le pinze, perché non sempre avulsi dai preconcetti di chi li scrive.

Da parte mia lo consiglio, perché non credo che ci si possa annoiare nel vederlo, sia che si approvi, sia che lo si denigri, sia che lo si guardi come semplice spettacolo. Sono due ore e mezza, ma tra un martirio, una battaglia, una sparatoria, uno scambio vivace di opinioni, fila liscio senza zoppicare eccessivamente in nessuna delle sue parti. E poi c’è il periodo storico, per me estremamente affascinante, che lascia intuire come – sebbene la rivoluzione fosse finita – in Messico i problemi sociali fossero tutt’altro che risolti. [Inoltre, pur non essendo propriamente un western, ha gli elementi tipici del genere, ma questo è un altro discorso che coinvolge i miei gusti personali…]

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For Greater Glory: The True Story of Cristiada (Messico, 2012, 145 min)

Regia: Dean Wright

Soggetto: Michael Love

Fotografia: Eduardo Martinez Solares

Musiche: James Horner

Interpreti principali: Andy Garcia (Gorostieta Velarde), Eva Longoria (Tulita), Eduardo Verastegui (Flores), Peter O’Toole (padre Christopher), Oscar Isaac (“El Catorce”), Mauricio Kuri (del Rio), Santiago Cabrera (padre Vega)

2 thoughts on “Lo scrigno: Cristiada, di Dean Wright

  1. Questo film è nato certamente in un alveo identitario; del resto l’ho visto circolare molto in alcuni ambienti cattolici. Ma quanto dici a proposito dell’assurdità di bollare opere per il loro portato ideologico, specie quando possono essere anche validi prodotti di intrattenimento, è verità sacrosanta.

  2. mi incuriosisce che un film così recente e con un cast relativamente importante sia passato così in sordina… posso capire in Italia, considerato il distributore di nicchia (la Dominus Production)… ma che (a parte il Messico dove ha guadagnato bene) non abbia avuto audience nel resto del mondo è abbastanza curioso… (detto che le mie valutazioni si basano sui miseri 3.800 voti su IMDB)…
    altro fatto che mi incuriosisce è che un vero e proprio specialista dei VFX come Dean Wright (uno che si è occupato degli effetti speciali di Titanic, Il signore degli anelli e Narnia, mica cotica!!) esordisce alla regia con un film in costume…
    ma vabbè, restano curiosità…

Commenti

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