Al cinema: La mummia, di Alex Kurtzman

La mummia 01Quella degli universi cinematografici è una moda che impazza ormai nel mondo del grande schermo. Alcuni sono ben noti, come i fumettoni di Marvel e DC, ma c’è anche quello definito MonsterVerse (su Godzilla, King Kong e compagnia bella). La Universal,  quindi, ci prova a sua volta rispolverando un tema vetusto come quello dei mostri che – dagli anni Trenta agli anni Cinquanta – caratterizzarono numerose sue produzioni horror a budget contenuto. E’ un rispolvero in grande stile, con un certo numero di star già ingaggiate o previste in futuro e un tripudio di effetti speciali. La mummia è il primo di questo previsto Dark Universe e, per forza di cose, è quanto mai lontano dall’originale del 1932, non solo cronologicamente (e non ha nulla a che fare con l’omonimo del 1999, benché ne sia considerato un reboot).

Lo spunto base è quello classico dei film con le mummie: un’antica maledizione, una tomba riscoperta, un risveglio non dei più felici. Fin qui tutto bene, prevedibile ma inevitabile, oltre che perfettamente accettabile.

Il problema è l’abnorme quantità e rilevanza di buchi nella trama, di elementi surreali non o mal-spiegati, insomma la credibilità complessiva della storia che è inficiata da un lasciar correre, non spiegare, far finta che non sia da spiegare. Questo è, per me, abbastanza grave. Chiaramente da un film del genere non si può pretendere un’esposizione per filo e per segno degli eventi, né una perfetta aderenza alla realtà storica e scientifica. Ritengo però che ci sia una soglia che non vada superata e che La mummia la superi di molto. Inoltre, la vicenda è molto – forse troppo – lineare, la storia quasi non va oltre il breve riassuntino che ho fatto sopra, mentre spunti interessanti per un maggiore sviluppo della psicologia dei personaggi o delle vicende storiche ce ne sarebbero stati.

La mummia 02

Anche i personaggi sono piuttosto scadenti. A cinquant’anni suonati, Tom Cruise interpreta ancora il coglioncello sbarbato, risultando poco credibile e poco accattivante. Jenny (Annabelle Wallis) è invece appena più simpatica della pellagra. Stessa cosa per la presunta ironia del personaggio di Jake Johnson. Alla fine probabilmente la migliore lì in mezzo è la mummia. Per quanto riguarda Russell Crowe, bè, mette tristezza vedere a che robe si presti ultimamente (L’uomo d’acciaio, L’uomo con i pugni di ferro e ora questo).

Si salva qualcosa? Mh, forse due elementi: il character design della mummia, che pur essendo non troppo credibile è perlomeno relativamente fashion, e [SPOILER: la scazzottata con Mr. Hyde].

Incuriosito, mi sono dato tempo fa alla visione del film originale del 1932 e, già che c’ero, anche de Il mostro della laguna nera (1954) e… sono davvero carini. Nel loro essere caserecci e senza pretese offrono tuttavia allo spettatore del sano relax non privo di spunti interessanti e uno svolgimento efficace, senza momenti di noia. Mi spiace passare per un “old timer” (anche se lo sono), ma il confronto con le nuove produzioni è impietoso. Ovviamente per le nuove produzioni.

La mummia 03

Certamente la tecnica permette oggi di realizzare effetti speciali impensabili ottanta anni fa e da un punto di vista meramente estetico i progressi ci sono. E’ la messa in opera della trama ad essere carente. Perché, pur non essendo basata su un’idea di per sé terribile, viene sacrificata e sottomessa alla stessa mise-en-scène che dovrebbe essere il punto forte ma che domina sull’attenzione a tutti gli altri elementi. La necessità di mostrare esplosioni su esplosioni, grida, botte, distruzione… ogni cosa è finalizzata a questo. Insomma, tutto è ormai forza bruta. Ogni minaccia dev’essere per forza globale, perché altrimenti non si è in grado di generare suspense nello spettatore. Siamo lontani anni luce dai sottili e silenziosi giochi psicologici della vecchia mummia di Boris Karloff e non è necessariamente un bene.

Riassumendo, per me è un no. Ciò non significa che non guarderò i prossimi eventuali film dell’universo mostri (forse… e di certo non pagherò un biglietto al cinema), ma che se non prenderanno una piega almeno un po’ differente, resteranno nella mia memoria come uno strizzare gli occhi ad un pubblico davvero senza pretese (ma  proprio zero) e nient’altro. Poi non voglio dire che non sia stata anche colpa mia, che sono andato a vederlo pur con tutti i dubbi che avevo (in primis quelli sorti dalla filmografia del regista Alex Kurtzman, come produttore e come regista).

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The Mummy (2017, USA, 110 min)

Regia: Alex Kurtzman

Sceneggiatura: David Koepp, Christopher McQuarrie, Dylan Kussman

Fotografia: Ben Seresin

Musiche:  Brian Tyler

Interpreti principali: Tom Cruise (Nick Morton), Sofia Boutella (Ahmanet), Annabelle Wallis (Jenny Halsey), Russell Crowe (Dr. Henry Jekyll), Jake Johnson (Chris Vail), Courtney B. Vance (Col. Greenway)

7 thoughts on “Al cinema: La mummia, di Alex Kurtzman

  1. Mi aspettavo una cosa del genere, anche se ho sentito critiche moooolto più cattive 😛
    Se non altro questa roba è servita a far riscoprire le mummie classiche, tanto che ho iniziato un lungo viaggio nella narrative mummiesca – Vieni dalla tua Mummy – a cui sono tutti invitati ^_^ (inserirò questo post nella lista)

  2. Ah ah “Vieni dalla tua Mummy” è un titolo geniale, Lucius 😀
    Grazie per il link al nostro articolo, il tuo sito è sempre ricco di spunti interessanti!
    Credo che questo non poteva ambire a superare il primo del franchise moderno, quello col mitico Brendan Fraser che poi non se lo filava mai nessuno 😛

  3. In linea generale sono d’accordo, non tanto sui buchi di trama che non mi sembrano così pesanti e tutto viene spiegato quel poco che basta, ho trovato più pesanti le mancate spiegazioni dell’ultimo Pirati dei Caraibi.

  4. Il paragone tra Jenny e la pellagra mi sembra molto molto azzeccato 😉 Davvero una robetta di poco conto, ancora ci ricordiamo del film con Boris Karloff del 1932, questo tra trentadue minuti verrà dimenticato, per fortuna aggiungerei 😉 Cheers!

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