Al cinema: Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, di Joachim Rønning e Espen Sandberg

Pirati dei Caraibi 5 01Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar è l’ultimo installment della celebre serie piratesca, lasciata in sospeso ormai  sei anni fa. Se il primo film era carino e originale e proponeva – seppure in modo fantasy – un tema poco usato sul grande schermo come quello piratesco, i due successivi si spingevano troppo in là con gli elementi surreali ed estendevano forse eccessivamente il raggio d’azione dei protagonisti. Il quarto episodio, del tutto non necessario e realizzato solo per i big money, aveva perlomeno il pregio di riportare un po’ con la mente al primo della saga, riassestandosi su di un livello di sospensione dell’incredulità accettabile. Ma il denaro chiama e quindi ecco un’ennesima avventura per Jack Sparrow e la sua cricca.

Quando vidi il trailer mi dissi – come credo quasi tutti – una roba tipo “Ancora i non morti?”. Ebbene sì, ancora i fantasmi/zombie/non morti/immortali, quello che si vuole. Almeno sono stati capaci di reinventare il soggetto in maniera dignitosa, dargli un tocco di originalità? ‘nsomma. Di per sé il film non è neanche malvagio e fila relativamente liscio, anche se con alcune scene di battaglia che tendono a risultare un po’ prolisse, tuttavia sa troppo di minestra riscaldata.

Però, chiaro, c’è Johhny Depp. MA. Per quanto la sua figura possa arrapare un certo tipo di pubblico, ritengo che le sue doti artistico-sessuali non siano sufficienti a portare a galla un film che fa acqua. Né il resto del cast stellare è in grado di distogliere particolarmente le nostre menti dall’idea che tutto questo si sia già visto nei film precedenti e, soprattutto, che non fosse necessario. Certamente fa piacere vedere all’opera bravi attori come Javier Bardem (alla sua prima apparizione nel franchise) o Geoffrey Rush (un veterano, il celebre Barbossa). E piace anche scorgere Orlando Bloom e Keira Knightley che ricoprono i loro vecchi ruoli, pur se con un minutaggio decisamente ristretto. Ma non basta.

Pirati dei Caraibi 5 02

Non voglio essere troppo critico perché, come accennato prima, di aspetti positivi ce ne sono. I cattivi, ad esempio, sono piuttosto interessanti e ben caratterizzati, anche se ciò non si può dire per gli inglesi che fanno come al solito la figura dei pirla. I non-morti, comunque, pur se con l’handicap dell’essere un qualcosa di trito e ritrito, risultano però efficaci sia nel character design estetico, sia per quanto riguarda il loro passato e le loro azioni presenti. Gli effetti speciali sono decisamente ben fatti, soprattutto in alcune scene negli abissi marini. Ovviamente al giorno d’oggi li si danno per scontati, ma fa sempre piacere assistere a qualcosa di esteticamente sorprendente. L’umorismo non è venuto meno e un paio di volte le battute riescono a strappare un sorriso.

Sostanzialmente, più che per mancanze proprie, il film soffre per il fatto di essere il quinto di una serie che, bene o male, ha riproposto i medesimi elementi ad ogni uscita. Meno male, quindi, che sono passati sei anni da Oltre i confini del mare, perché altrimenti l’effetto copia-incolla sarebbe stato ancora più fortemente percepito in uno spettatore fresco di episodio 4. Episodio 4 che, lo dico en passant, sembra essere stato completamente dimenticato dai produttori: molti aspetti rimasti in sospeso non vengono menzionati e, come se non bastasse, certi personaggi si dimenticano di certi poteri (non dico altro per non spoilerare).

Pirati dei Caraibi 5 03

Per quanto riguarda la sceneggiatura, è relativamente semplice. Forse troppo semplice, ma non è il tipo di pellicola che fa delle trame e sotto-trame il suo punto di forza, quindi si può perdonare. Un po’ meno accettabile è l’assurdità di alcune scene. Ovviamente non parlo di quelle che richiedono sospensione dell’incredulità in quanto fantasy, ma di quelle che, pur teoricamente realistiche, mostrano una certa debolezza a livello di credibilità. Diciamo che, su questi aspetti, si devono chiudere gli occhi in quanto si tratta di un’opera di puro intrattenimento, scanzonata… non è facile, ma si può provare a far finta di niente. Un po’ più difficile è ignorare il fatto che diversi aspetti anche importanti della storia non vengano spiegati. Perché?

Quindi il voto conclusivo è: medio. Buono per intrattenere, meno per restare nella memoria. So che – incassi e Depp permettendo – si sta già pensando ad un sesto episodio (e la scena dopo i titoli di coda lo conferma) e ho paura al pensiero di quanto quest’ultimo potrà essere ridondante.

— — —

Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales (2017, USA, 129 min)

Regia: Joachim Rønning, Espen Sandberg

Sceneggiatura: Jeff Nathanson

Fotografia: Paul Cameron

Musiche: Geoff Zanelli

Interpreti principali: Johnny Depp (Jack Sparrow), Javier Bardem (Salazar), Geoffrey Rush (Hector Barbossa), Brenton Thwaites (Henry Turner), Kaya Scodelario (Carina Smyth), Kevin McNally (Gibbs)

2 thoughts on “Al cinema: Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, di Joachim Rønning e Espen Sandberg

  1. Non sono un fan sfegatato della saga ma non son d’accordo nel dire che il secondo e il terzo si siano spinti troppo con il surreale, l’elemento fantasy che si rifà alle leggende del mare è il punto di forza della saga, trovo sia la naturale evoluzione del primo. Per me i difetti furono ben altri. Quello che riporta un po’ le atmosfere della saga al primo capitolo a mio parere è questo e non il quarto, a pensarci bene a suo modo è una sorta di remake de La maledizione della Prima Luna, stesse dinamiche e stessi villain (più o meno).
    Jack Sparrow ormai è ridotto ad una macchietta, ok fa ridere ed è simpatico ma limita di molto il personaggio, a molti piace così com’è ma a me non basta.
    Sul resto son d’accordo, piacevole, intrattiene ma non brilla.

    1. Ti dirò che anche per me è un po’ un remake del primo e ora ho paura che il sesto sarà un remake del secondo (è l’effetto Star Wars? XD). Io spero bene, ma ho davvero paura che riproporranno qualcosa che sembrerà la stessa storia per la sesta volta.
      Sul secondo e terzo film ho sentito pareri discordanti, c’è chi li trova esagerati e chi no, immagino sia questione di gusti. Quasi tutti, però, concordano sul fatto che la serie poteva benissimo finire al terzo.

Commenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...