Al cinema: La collina della libertà, di Hong Sang-soo

loc1_21519“Facciamo un po’ come cazzo ci pare!”, diceva Guzzanti anni fa. Una donna, Kwon, riceve un plico di fogli fogliosi. Sono di Mori, un japs japposo e moroso, che le racconta quel che ha fatto mentre l’aspettava (aspettoso), il plico cade, si sparfogliano i pagli e conseguentemente la storia, che perde l’ordine cronologico per divenire un susseguirsi di episodi di cui legami si trovano a mano a mano. Ad un certo punto: se non hai capito qualcosa, probabilmente si capirà tra 10 min. Riformulando, perché è una storia di pezzi da mischiare e ricomporre: Mori arriva a Seoul, cerca Kwon, una donna che amava due anni prima. Già un giapponese e un koreana, proprio una bella coppia, gente che si è sparata per secoli. They loved each other, poi è successo mboh! Kwon non è a casa, Mori nell’attesa affitta una stanza in una locanda dove arriva sempre in ritardo a colazione e conosce una serie di personaggi dell’angolo, come si dice. Lui parla solo japs o EN, quindi è anche una sorta di Lost in translation alla asian fusion. Tutti gli parlano EN e tutti, e si vede, hanno storie dietro su cui alle volte, e altre no, la luce spot si accende. Porte su piccoli universi che si aprechiudono.

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Mori ama Kwon, ma non disdegna di farsi la cameriera tenerella (molto più gnocca di Kwon) del bar dove la aspetta (pas mal du tout), legge libri sul tempo (che è il tema im-portante) e dorme un sacco (che del tempo è uno dei migliori utilizzi). Tutti si muovono sul proscenio di una Seoul irriconoscibile, rispetto all’immagine di metropoli che trasmettono in genere gli schermi che vediamo. Questo è un cantuccio, un piccolo angolo di periferia per delle piccole storie, fatto di case basse e modeste e tutt’intorno potrebbe esserci niente. C’è che l’ammmore alla fine rimette a posto i pezzi, e ascoltare gli asian che filosofeggiano in inglese, con i loro toni e accenti a noi strani, fa sempre molto ridere (ma meno dei francesi che parlano inglese). Menzione speciale per il fatto che in un film nippo-koreano la gente si beva caffè Illy.

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Ja-yu-ui eondeok (2014, Corea del sud, 66 min)

Regia e sceneggiatura: Hong Sang-soo

Fotografia: Park Hong-yeol

Musiche: Jeong Yong-jin

Interpreti principali: Ryo Kase (Mori), Moon So-ri (Young-sun), Seo Young-hwa (Kwon)

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