contemporary stuff: Animali notturni, di Tom Ford

animalinotturni01Anziane danzatrici dai ventri molli e sproporzionati si muovono nude, al ralenti, sopra delle piattaforme; è l’installazione di un’arte performativa tendente al trash, opera dell’artista insonne e depressa Susan, ed è la sequenza con la quale si apre questo secondo lungometraggio di Tom Ford, stilista con vincenti ambizioni cinematografiche. Animali notturni si ispira al romanzo Tony & Susan di Austin Wright ed è un noir che bilancia la tensione del thriller più puro a quella emotiva legata alle relazioni amorose che si fanno complicate; è pure uno sguardo in tralice sull’universo fasullo, egocentrico e opportunista degli artisti, dal quale è possibile desumere un sottile collegamento con il mondo delle passerelle a cui è abituato Ford.

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Passato senza allori agli Oscar 2017, con la sola nomination ad attore non protagonista per un ottimo Michael Shannon, il film ha avuto un buon successo di pubblico e soprattutto un plauso quasi unanime dalla critica; grande merito ai due protagonisti, la raffinata e sensuale Amy Adams nei panni di Susan e Jake Gyllenhaal in quelli dell’ex marito e scrittore Edward, due tra gli attori più in auge (e più bravi) della Hollywood contemporanea. Sono loro a dettare i tempi della storia, che si dipana tra il reale – Susan e Edward non si sentono più da anni, ma i ricordi riaffiorano quando giunge nelle mani di lei un plico contenente la bozza dell’ultimo romanzo dell’ex marito – e il metanarrativo – Susan legge il romanzo di Edward, cogliendo evidenti riferimenti alla loro storia, rivisitata come un sanguinoso incubo thriller. Abbiamo già visto la sottile crudeltà di raccontare un matrimonio fallito mediante un romanzo, in un illustre precedente cinematografico con i toni della commedia.

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Dei due piani narrativi, gestiti con grande sapienza registica da Ford, quello che tiene incollati alla sedia è certamente la trasposizione immaginifica del romanzo, operazione proiettiva naturale insita in ogni lettore che disegna mentalmente le fisionomie e gli ambienti in cui si svolge la storia. Susan si immedesima a tal punto da dover ogni tanto interrompere la lettura per stemperare la tensione; una tensione cristallina, resa magnificamente con luci ad altezza faro nel buio denso della notte lungo una highway deserta, dove Tony e la sua famiglia vengono abbordati da un terzetto di sbandati. Inizia la parabola della debolezza di un uomo incapace di difendere la donna amata e la figlia da un male improvviso e rapace, che se le lascia portare via senza reagire; paralleli camuffati di una vita reale in cui il fragile e romantico Edward non ha saputo trattenere Susan, il cui abbandono risulta così apparentato ad uno strappo violento e criminale.

NOCTURNAL ANIMALS

Tutto si condensa nella sequenza finale, in cui una elegantissima Amy Adams ha appena chiesto via sms a Edward di raggiungerla al ristorante. Il romanzo l’ha travolta, finalmente Edward ha estratto fuori da sè qualcosa di vero, di crudo, cosa che non gli era mai riuscita durante gli anni del loro matrimonio; in un flashback assistiamo infatti al confronto tra i coniugi in cui lui ha appena fatto leggere uno scritto su cui ha lavorato tutta la notte, ma lei ne dà un responso tiepido e proprio per questo ferale. Sembra che Edward abbia finalmente espugnato la fortezza-Susan con lo shock emotivo, che di fatto è lo strumento principe dell’ arte provocatoria della donna; eppure in quel tavolino di ristorante, tra uno scotch e l’altro per ingannare l’attesa, si espande sempre più forte l’aroma di una piccola vendetta coniugale, silenziosa e fredda come uno stiletto.

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Nocturnal Animals (2016, USA, 116 min)

Regia: Tom Ford

Soggetto: Austin Wright

Sceneggiatura: Tom Ford

Fotografia: Seamus McGarvey

Musiche: Abel Korzeniowski

Interpreti principali: Amy Adams (Susan), Jake Gyllenhaal (Edward/Tony), Michael Shannon (det. Andes), Aaron Taylor-Johnson (Ray)

4 thoughts on “contemporary stuff: Animali notturni, di Tom Ford

    1. È una ipotesi suggestiva! In pratica la moglie sarebbe la Susan idealizzata, il viscido Roy la Susan reale

  1. Uh McCarthy, j’adore 😀
    Non ci avevo pensato a dire il vero, però ci sta! Forse troppo poco sangue per il folle profeta di frontiera 😉

  2. ma quant’è elegante Amy Adams in questo film? certo che il fatto di essere diretta da uno come Tom Ford avrà inciso parecchio…
    l’incipit si presta a varie letture, sicuramente è grottesco da paura e quando l’avevo visto al cinema mi aveva lasciato parecchio interdetto, lì per lì…
    non so se ci hai visto anche tu delle suggestioni alla Cormac McCarthy nel romanzo scritto da Edward (già solo per il personaggio di Shannon)…

Commenti

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