Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai

your-name-posterIn Giappolandia due ragazzi sui 17 y-o, Mitsuha (che non è un’amica di Frances-ha anche se sembrerebbe) e Taki. La prima vive in un villaggio, tra le montagne, scuola, figlia del sindaco ma vive nel tempio con nonna e sorella, sputa il sake per conservarlo perché la tradizione così vuole, e ovviamente vorrebbe la grande città. Taki a Tokyo vive col padre, scuola, lavora in un ristorante italiano dove vorrebbe bombarsi la capocameriera (alla fine non se l’è bombata nessuno, please parliamone u_u). A una certa i due iniziano a sognare di vivere la vita nel corpo dell’altro, intere giornate; così spesso che si abituano, si scrivono note e consigli su cosa è successo, bisticciano, si danno consigli. Quindi prima parte tutta sul tema dello scambio di corpi, come mille altri prima, con linea comica dettata da Taki che ogni volta che si sveglia nel corpo di Mitsuha non riesce a fare a meno di toccarsi le tette per i primi 20 minuti, anche quando ha promesso a lei che fatto non lo avrebbe. Tutto ad un tratto il legame si spezza. — per evitare lo spoiler IMHO puoi fermarti qui e vedere il film — Taki parte con due amici per cercare il villaggio di Mitsuha, ma a caso, ha solo un disegno e i suoi ricordi. Scopre che quello è Itomori, ma che il villaggio non esiste più, distrutto dalla caduta di una cometa spezzata tre anni prima. Ed è a quel punto che ciao, le linee temporali a puttane bellamente se ne vanno e nulla ha più senso, nondimeno tantissimo piangi quando in testa ti fa clic il meccanismo per cui lei è stata morta sempre, insieme a tutti gli altri a cui affezionato ti eri. O forse.

your-name-land

Taki  riaccende somehow la connessione, e finalmente si incontrano, sul bordo di un tramonto trasparente. Prima di sparire all’altra l’uno, si scrivono i nomi sulle mani (c’ho i pugni nelle dita!), ma lui scrive a lei “ti amo” (il romanticismo sucks, sempre), lei non fa in tempo. Scordano tutto. Anni dopo (sette, sono sette, dillo!), la cometa è caduta lo stesso ma grazie al piano di Taki ha fatto meno strage di prima. Taki e Mitsuha vivono a Tokio con la sensazione di aver perso qualcosa (your name). Finalmente, in un finale reiterato e straziante dove pensi che se questi non si ritrovano appicchi fuoco alla sedia del cinema (e sarebbe un peccato, perché è un bel cinema), sul far di una scalinata si incrociano e riconoscono, insieme ai loro fottuti nomi.

Inseguito ho questo film per almeno mesi, morte alla distribuzione dei giappi che dura solo tre giorni per mungere i biglietti. Laddove il commerciale incontra la meraviglia, non so voi ma ho pianto come un vitello. Attenzione, un vitello di Kobe eh. Per le stelle cadenti che sono belle sempre ma a metà del guado diventano la morte per lei, per i treni che si incrociano e allontanano e il destino e le porte che scorrono a fare da cesura a tante delle scene. Lungo un binario che è sempre doppio, lei e lui, il ri-conoscimento (e innamoramento) dell’altro, la dicotomia villaggio/città, e modernità/tradizione e insomma, mancavano solo Mai dire banzaiii e i feticisti delle mutandine delle studentesse su internet e i ristofuzion sushi allyoucaneat e poi ci sarebbe stato tutto il jap che conosciamo. Ok, Kurosawa, Miyazaki e Ozu. No dai, Ozu nel villaggio c’era, e c’eravamo noi e una cazzo di cometa scissa in due che giùgiù arrivava bellissima.

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君の名は。 Kimi no na wa (2016, Giappone, 107 min)

Regia, soggetto e sceneggiatura: Makoto Shinkai

Musiche: Radwimps

6 thoughts on “Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai

  1. Dico solo che mi viene la pelle d’oca solo a pensarci, è arrivato nella classifica top 3 dei miei film anime preferiti per quanto mi è piaciuto!
    Davvero un capolavoro

  2. premesso che dare addosso alla distribuzione va sempre bene 😀 😀
    però ho visto che sto film l’hanno posto, riproposto e ancora riproposto (da ultimo in questi giorni)…
    segno che è andato forte…
    ps: mi hai bruciato il richiamo a Ozu 😉

    1. Al momento c’è in 4 sale a Milano, tra cui quella che ormai è il mio faro 😀 potevan tenerlo nei circuiti normali ben di più. Non sarebbero andate le folle ma di sicuro tutti gli asianofili, ed è pure robbba di qualità. Ci sono film infinitamente peggiori che stanno al cinema 2/3 settimane 😦

      1. Su questo non ci piove… Comunque da una brevissima ricerca su Twitter tramite l’hashtag #yourname ho notato che questo film è passato tutt’altro che in sordina e soprattutto che è piaciuto parecchio al pubblico italiano…Non sei l’unico ad esserti emozionato, se ti può consolare😀😀

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