touch of modern: La collina dei conigli, di Martin Rosen

La collina dei conigli 01Se dovessi descrivere questo film d’animazione con un solo termine, sarebbe “disturbante”. Credo che nessuna parola possa rendere meglio l’idea della sensazione che trasmette. Sulla carta non è uno di quei prodotti animati per adulti, tipo South Park o Valzer con Bashir. Tuttavia, non so se avrei il coraggio di far vedere questa pellicola ad un bambino.

La storia, tratta da un racconto che non ho letto ma che ho inteso essere altrettanto inquietante, narra di un gruppo di conigli che devono abbandonare il luogo in cui vivono abitualmente e trovare una nuova tana. Tutto inizia con un breve prologo che riporta la leggenda di una specie di dio-coniglio o coniglio-Adamo, insomma, il capostipite, il coniglio prototipo, il mito su cui si fondano tutti i conigli. In seguito, assistiamo alle vicende di questi teneri animaletti che se le danno di santa ragione facendo sgorgare fiumi di sangue. Ok, forse fiumi no, ma non si risparmiano. Nella loro ricerca verso un luogo in cui vivere, infatti, dovranno affrontare altri clan di lagomorfi gelosi del proprio territorio. Nel mezzo c’è anche l’uomo ma, curiosamente, non ha quell’impatto fondamentale che ricopre spesso in pellicole che parlano della perdita di habitat da parte degli animali. Certamente gli umani hanno un loro ruolo – e non positivo – ma la questione pare più interna ai conigli.

La violenza, insomma, è sconvolgente. Non mi stupisce che il film sia stato censurato proprio per questo motivo. A poco valgono i nomi buffi e tenerosi dei protagonisti contro le scene in cui si mordono alla gola. Non è solo il semplice essere sanguinolento, il problema. Non manca nulla: società dittatoriali, schiavitù, bullismo, razzismo… Dalle rigide gerarchie militari, al pericolo in cui incorre chi si ribella alle regole, dall’oscurantismo di certi capi, alla davvero rassicurante e fanciullesca presenza del Coniglio Nero della Morte, che sarà diventato subito il personaggio più amato dai piccini. Dai, siamo seri…

La collina dei conigli 02

Ora, non so come possa un film del genere avere recensioni tanto positive. Eppure io stesso ne sono stato attirato in maniera quasi inspiegabile, a livello subliminale. Mi sono messo lì e tra un “ma cos’è ‘sta roba?”, un “davvero è per bambini?” e un “guarda che botte da orbi” sono rimasto incollato fino alla fine. Forse il suo subdolo potere è proprio questo: è inspiegabilmente crudo e privo di qualsivoglia pucciosità, i protagonisti fanno pietà, lo spettatore soffre con loro. Senza accorgersene, si è intenti a pensare “Non morite, per favore, non morite!”, “Spero che ce la facciano! Non possono non farcela, dopo tutto questo!”.

In patria il film ebbe un notevole successo e anche la critica in generale lo promosse, mentre all’estero incontrò qualche difficoltà in più, forse anche a causa della minore fama del libro cui è ispirato. Ne fu tratta una serie tv che, per fortuna, ebbe toni meno cupi. Ne è inoltre prevista un’altra per quest’anno, ancora più edulcorata.

La collina dei conigli 03

L’animazione della pellicola non è eccezionale, ma bisogna considerare il periodo in cui venne girata. Però, narrando di una favola agreste, che ha un certo sapore di antico, la sua semplicità aggiunge un tocco all’atmosfera complessiva. I toni sono generalmente piuttosto cupi, con assenza di colori particolarmente vivaci. L’ambiente rurale britannico certamente favorisce questa scelta, che ben si appaia alla crudezza delle vicende.

Onestamente non saprei se consigliarlo, ma dato che ne sto parlando qui, ci sarà un motivo. Diciamo che se non lo si prende per opera per bambini, benché tenti di spacciarsi per tale, è un prodotto davvero interessante, che sfrutta la metafora animale per parlare di problemi estremamente umani. Le atmosfere sono in qualche modo affascinanti, perché calano nel piccolo mondo dei conigli presentandocelo come un grande universo, quale è in effetti per loro. Guardatelo, quindi, e cercate di non esserne troppo turbati.

Segnalo, come nota finale, la presenza della canzone “Bright Eyes” di Garfunkel.

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Watership Down (1978, Regno Unito, 91 min)

Regia e sceneggiatura: Martin Rosen

Musiche: Angela Morley

Interpreti principali (voci): John Hurt (Moscardo), Michael Graham Fox (Parruccone), Richard Briers (Quintilio), Simon Cadell (Mirtillo)

Un pensiero riguardo “touch of modern: La collina dei conigli, di Martin Rosen

  1. Ho amato visceralmente “la Collina dei Conigli” (il libro, intendo): è di una bellezza da lasciare senza fiato, secondo me. Il film non è forse all’altezza, ma l’ho visto tempo fa più volte con mio figlio piccolo (che aveva ai tempi credo una dozzina d’anni, forse qualcosa meno), perchè lui lo amava molto. Penso che vada visto “insieme” ai bambini questo sì, ma vale per quasi tutti, trovo i cartoni animati in generale spesso orridi e diseducativi. soprattutto quelli che passano in tv, ma “La Collina” (il libro ma in parte anche il film) è profondo e poetico, per cui affronta i mostri che i bambini conoscono benissimo a un livello tale da consentire loro di sapere che davvero si possono affrontare, che costa fatica e lacrime e sangue (nessun supereroe dai poteri illimitati, qui), ma a volte è necessario, purtroppo, e in quel caso è meglio avere fiducia di potercela fare con i propri, limitati, mezzi.

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