Buongiorno, Venezia! Calendario dei film in concorso per il Leone d’Oro

la-locandina-ufficiale-di-venezia-74-maxw-1280Ci siamo, Venezia apre i battenti sulla sua 74° Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Al timone c’è sempre Alberto Barbera, uomo di cinema dotato innegabilmente di un buon fiuto che in questa manciata d’ anni di direzione artistica ha saputo dar filo da torcere all’eterno agguerritissimo rivale, il Toronto Film Festival (che inizia tradizionalmente il giovedì successivo al Labour Day, primo lunedì di settembre). La selezione ufficiale è sulla carta di buona levatura, con alcuni graditi ritorni e alcuni innesti che si prefigurano interessanti; sperando che quest’anno il film vincitore trovi una distribuzione, contrariamente al Leone d’Oro della scorsa edizione, l’ irreperibile The Woman who left di Lav Diaz…

Restando dunque entro il perimetro dei 21 film in Concorso, ovvero quelli che possono ambire alla conquista del Leone d’Oro, abbiamo in apertura il ritorno sulle scene di un regista diventato ormai Grande, Alexander Payne, dopo tanta gavetta nel cinema diciamo così di “medio interesse”. Le sue dramedies intelligenti e graffianti (Paradiso amaro, Sideways, Election) hanno trovato la benedizione collettiva con il più raffinato Nebraska – a dire il vero oggi un po’ accantonato – e Venezia ha deciso di aprire il suo scrigno delle meraviglie (speriamo!) con Downsizing, una storia che ammicca alla fantascienza con tra gli altri Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin e Neil Patrick Harris.

Seguendo l’ordine delle proiezioni per il pubblico, giovedì 31 agosto abbiamo First Reformed, nuovo thriller – a stretto giro, dopo la recente uscita in sala di Cane mangia cane – di Paul Schrader, un regista che non può scrollarsi di dosso l’etichetta di Sceneggiatore (del resto se hai scritto Taxi Driver, hai diritto all’eternità). Quindi il ritorno forse più atteso tra tutti, quello del visionario Guillermo Del Toro col suo The Shape of Water che mescola come di consueto il fantasy allo storico, stavolta scegliendo gli scenari della Guerra Fredda. Si preannuncia gustoso il mix con le musiche del compositore Alexandre Desplat, le cui sonorità sembrano potenzialmente perfette per lo stile del regista messicano. La giornata si chiude con il libanese Ziad Doueiri, una esperienza da assistente cameraman di Tarantino e regista di The Attack che nel 2012 convinse la critica, il quale con L’insulte mette in scena l’imprevedibile ingigantimento di un banale incidente occorso tra un cristiano libanese e un palestinese.

Venerdì 1 settembre è la volta dell’inglese Andrew Haigh con una classica storia di amicizia tra un adolescente di poveri natali e un vecchio cavallo da corsa di nome Lean on Pete, che dà appunto anche il titolo al film. A seguire il ritorno dell’artista cinese Ai Weiwei, il cui impegno politico si intreccia fortemente con le sue rinomate installazioni, che il mondo del cinema conosce per i suoi sensazionali documentari; a Venezia porterà Human Flow, un viaggio doloroso attraverso il dramma globale dei rifugiati.

Sabato 2 settembre ritorna il Leone d’Oro che ruggì (a sorpresa) nella 66° edizione con Lebanon; l’israeliano Samuel Maoz perlustra ancora il mondo militarizzato del Medio Oriente con Foxtrot. L’atmosfera del Concorso quindi si fa più mainstream e hollywoodiana con la commedia gialla Suburbicon, sceneggiata dai Coen e filmata da George Clooney con un cast di prim’ordine (Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac).

Domenica 3 settembre il primo francese in concorso, Robert Guédiguian, cineasta di lungo corso piuttosto di nicchia, presenta un dramma dal titolo La villa in cui la reunion famigliare di un anziano padre e i suoi tre figli in una tranquilla villa sul mare viene sconvolta dall’arrivo di alcune imbarcazioni. A seguire, il grande salto hollywoodiano (che solitamente non corrisponde mai a un salto di qualità) del nostro Paolo Virzì con The Leisure Seeker che da noi verrà distribuito con il titolo Ella & John; il regista de La pazza gioia schiera per la prima volta due superstar, Donald Sutherland e Helen Mirren, in un film di senilità on the road.

Lunedì 4 settembre è la volta del documentario Ex Libris – The New York Public Library dell’ottantasettenne Frederick Wiseman, che con una forma a prima vista piuttosto classica scruta il lavoro quotidiano di uno dei centri culturali d’eccellenza americani. A seguire ancora un italiano in concorso, il catanese Sebastiano Riso, propone Una famiglia in cui una madre rimette in discussione un progetto di sostegno alle coppie senza figli. Infine ritorna sullo schermo anche Martin McDonagh (In Bruges, 7 Psicopatici) con la sua vena di humour nero nella commedia criminale Tre manifesti a Ebbing, Missouri con Woody Harrelson e Frances McDormand.

Martedì 5 settembre sbarca al Lido il giapponese Hirokazu Koreeda, reduce dal buon successo del recente Ritratto di famiglia con tempesta, con il thriller giudiziario Sandome No Satsujin (The Third Murder). Quindi un altro ritorno in scena eccellente: Darren Aronofsky sembra aver archiviato il flop di Noah ed essere ritornato alle atmosfere dark a lui più confacenti con mother! (niente maiuscola), scaltramente preannunciato dallo stesso regista come qualcosa di potentemente respingente.

Mercoledì 6 settembre ci sarà Warwick Thornton con il suo Sweet Country, un ritorno del western australiano sul grande schermo che vede come protagonista Sam Neill. Ancora Italia, stavolta con il peculiare musical partenopeo dei Manetti Bros. (Antonio e Marco) un genere sospeso tra dramma sentimentale e commedia amara intitolato Ammore e malavita.

Giovedì 7 settembre l’unica regista donna in concorso, la cinese Vivian Qu, porta sullo schermo Jia Nian Hua (Angels Wear White) una difficile storia femminile che mette in relazione due ragazze, la vittima di un abuso e la receptionist del motel che per timore di perdere il lavoro non ha detto nulla. L’onda autoriale prosegue con Abdellatif Kechiche (Cous cous, La vita di Adele) e il suo Mektoub, my Love: Canto Uno (per finanziare il quale è stato perfino costretto a mettere all’asta la sua Palma d’Oro), una storia che parla di cinema attraverso le vicende tribolate di uno sceneggiatore.

La kermesse chiude il menu dei film in Concorso venerdì 8 settembre. Scenderà in pista l’ultimo italiano, il trentino Andrea Pallaoro, con il suo Hannah, ritratto di una donna rimasta sola (Charlotte Rampling) in seguito all’arresto del marito. Infine ci sarà l’esordio al lungometraggio del giovane attore Xavier Legrand con il suo Jusqu’à la garde, storia di un figlio conteso tra due genitori divorziati.

La Cerimonia di premiazione avverrà infine sabato 9 settembre alle ore 19.00. Chi vincerà quest’anno il Leone d’Oro? Scrivete il vostro pronostico nei commenti, sapendo che anche stavolta, come avvenuto per il Festival di Cannes, chi azzecca avrà diritto a richiedere alla nostra redazione la recensione di un film qualsiasi *

*e non fate i furbi, non vale chiedere quello di Lav Diaz

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