books about movies: Dietro la cinepresa. Dieci conversazioni sui mestieri del cinema

dietro la cinepresaIl mondo dei film è entrato in modo così incisivo all’interno della nostra quotidianità, che tutti sembrano conoscerlo, almeno a grandi linee. Tuttavia, quando ci si addentra nelle dinamiche tecnico-produttive che sottendono alla creazione di un prodotto cinematografico, spesso quelle certezze (o quasi certezze) di conoscenza vengono regolarmente frustrate, almeno in chi ha un rapporto soltanto superficiale con tale mondo, limitato prettamente al consumo episodico. Ecco perché un libro come quello che vi presentiamo oggi può risultare particolarmente interessante non solo per i cinefili duri e puri, bensì anche per coloro che credono di conoscere il mondo del cinema, ma in realtà ne hanno un’idea soltanto approssimativa. 

Dietro la cinepresa nasce da un progetto organizzato dalla Mediateca del cinema indipendente della Città di Torino, in collaborazione con il DAMS dell’ateneo del capoluogo piemontese, che ha organizzato – ormai un decennio fa – alcuni incontri con i professionisti del cinema, per consentire di conoscere meglio alcuni mestieri meno noti tra quelli presenti sul set. Tali seminari sono poi confluiti in questo interessante libro, edito da Lindau, che fa luce su alcuni aspetti poco o per nulla conosciuti da coloro che non hanno mai messo piede su un set cinematografico.

Nei capitoli introduttivi i curatori fanno innanzitutto un po’ di chiarezza sul modo in cui un film è confezionato, suddividendo il processo in tre macro-fasi: pre-produzione, produzione e post-produzione. Per ciascuna di esse mettono in evidenza le professionalità coinvolte, dalle più conosciute (regista, attori), a quelle meno note ma non meno importanti (direttore della fotografia, operatore, produttore), fino alla “manovalanza” che è comunque fondamentale affinché un film riesca ad essere girato senza intoppi (macchinisti, elettricisti, assistenti vari).

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Roberto Buttafarro (per chi non lo conoscesse, produttore – tra gli altri film – di Santa Maradona) illustra la macro-categoria dei producers, soffermandosi in particolare sul ruolo del produttore-editore. Viene proposto, in particolare, un interessante confronto tra le produzioni per il cinema e quelle pubblicitarie e per la tv, le cui differenze sono spesso notevoli, fin dalla fase di reperimento dei fondi. Sulle produzioni pubblicitarie si sofferma poi Roberto Stradella in un capitolo ad hoc.

Ladislao Zanini entra nel dettaglio delle figure che coadiuvano il produttore, dal direttore di produzione all’organizzatore, dal coordinatore all’assistente: coloro che formano il cosiddetto reparto produzione.

Piero Bodrato parla del mestiere di sceneggiatore e di come si produce una sceneggiatura idealtipica: la struttura in tre atti corrisponde alla tripartizione crisi, scontro e conclusione. In mezzo vi sono necessariamente due turning point o punti di svolta. Ciò vale, ovviamente, soprattutto per le sceneggiature del cinema classico (e neo-classico). A volte, infatti, il cinema si è rinnovato proprio stravolgendo questi schemi.

Bodrato fornisce anche alcune interessanti pillole su cosa dovrebbe e cosa non dovrebbe fare un bravo sceneggiatore (ad esempio non dovrebbe abusare della voce fuori campo, che è una sorta di salvagente per lo scrittore che non riesce ad esprimersi per mezzo di dialoghi, accadimenti e interazioni tra personaggi).

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Al direttore della fotografia, professione tanto importante quanto poco conosciuta da chi con il cinema ha un rapporto soltanto superficiale, sono dedicate ben due lezioni: quella di Claudio Meloni e quella di Roberto Forza (quest’ultimo direttore della fotografia di molti film italiani di successo, diretti da Marco Tullio Giordana, Leonardo Pieraccioni, Cristina Comencini). I due si soffermano anche sulle altre professionalità che formano il cosiddetto reparto fotografia, ossia l’operatore (colui che si occupa in prima persona della macchina da presa), il macchinista (che, tra le altre cose, prepara e muove i carrelli), l’elettricista (che fissa le luci in base al volere del D.d.F.), fino all’aiuto e all’assistente operatore.

A quest’ultima figura, di importanza tutt’altro che secondaria, è dedicato un intero capitolo, con la trascrizione del seminario di Timothy Heys Cerchio.

Giovanni Gebbia parla di un ruolo molto particolare e relativamente recente nella storia del cinema, quello dell’operatore Steadicam, una delle evoluzioni tecnologiche che ha permesso alla settima arte di progredire verso una maggiore fluidità e verosimiglianza dell’immagine in movimento.

steadycam
Il film Shining, di Stanley Kubrick, fu uno dei primi in cui venne utilizzata la Steadicam, con modalità che ancora oggi fanno scuola

Il nono capitolo, a cura di Silvio Pederzoli, è dedicato a mestieri secondari come quelli di falegname, scultore, trovarobe (colui che a volte può evitare che il set rimanga fermo per ore e ore in un’onerosa inattività).

L’ultimo mestiere trattato è quello del macchinista, il “forzuto del set”, a cura di Vincenzo Pontil e Leandro Pagano.

Sono passati ormai dieci anni dalla pubblicazione di Dietro la cinepresa, eppure i contenuti sono sempre attuali: del resto, i meccanismi di produzione dei film – con l’eccezione di quelli che abusano del digitale – restano ancora indicativamente quelli descritti nel libro.

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Dietro la cinepresa. Dieci conversazioni sui mestieri del cinema, a cura di Domenico De Gaetano, Franco Prono, Nello Rassu (Lindau, 2007, 240 pagg.)

2 pensieri riguardo “books about movies: Dietro la cinepresa. Dieci conversazioni sui mestieri del cinema

  1. Una recensione attenta e puntuale su un libro intorno al “mestiere” cinema, edito dall’ottima Lindau. Thanks.
    A presto, Es.
    Ps1: lo hai scoperto nel “nostro” Museo del Cinema?
    Ps2: aspetto un tuo post sulla “partenza” dell’ultimo degli “Amici miei”.

    1. In realtà l’avevo trovato in una libreria torinese molto attenta al reparto cinema, ma sicuramente ce l’hanno anche al museo del cinema nella Mole, nella cui libreria mi son più volte attardato dopo la visita al museo, che consiglio a chiunque…

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