Confronti: film giusti al momento sbagliato (parte seconda, gli esordi di Francis Ford Coppola)

timingIn un precedente post abbiamo affrontato il tema dei “film giusti al momento sbagliato”, ossia quelle pellicole tecnicamente e stilisticamente valide, ma che per effetto di una scelta non esattamente fortunata sui tempi sono state sostanzialmente dimenticate, oppure non hanno avuto il successo che meritavano. Due pellicole di questo tipo si possono riscontrare anche nella per il resto memorabile filmografia di un grandissimo nome della New Hollywood come Francis Ford Coppola, ed in particolare in due dei suoi primi lungometraggi.

buttati bernardo 1Buttati Bernardo! (You’re a Big Boy Now, 1966) è il terzo film diretto da Francis Ford Coppola, dopo due pellicole giovanili, una delle quali prodotta da Roger Corman, alla corte del quale il regista aveva fatto una lunga gavetta. Buttati Bernardo! rappresenta il lavoro svolto per la tesi del master a UCLA, con cui Coppola completerà la sua duplice formazione, accademica da un lato e pratica dall’altro (l’esperienza con Corman, per l’appunto). Pur essendo un lavoro giovanile, You’re a Big Boy Now ha una sua precisa connotazione e validità stilistica e, non per nulla, venne presentato in concorso al Festival di Cannes. Geraldine Page, che interpreta la madre di Bernardo, ricevette una nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista. Una pellicola che passò dunque tutt’altro che inosservata, pur essendo un’opera di derivazione accademica.

Il film racconta la storia di Bernardo (la meteora Peter Kastner), un ragazzo introverso e un po’ imbranato, che lavora alla New York Public Library insieme al padre. Quest’ultimo è curatore dei manoscritti, mentre il ragazzo è addetto alla ricerca e consegna dei libri, muovendosi tra gli scaffali sui pattini a rotelle. Convinto dai suoi soffocanti genitori ad andare a vivere da solo, Bernardo perde la testa per un’eccentrica attrice teatrale, Barbara, che a sua volta sembra invaghirsi di quel ragazzo timido e completamente diverso da lei.

buttati bernardo 3
Qui Bernardo sta baciando un’altra ragazza (interpretata da Karen Black), ma le insegne di Times Square ricordano a chi sia realmente rivolta la sua mente

Buttati Bernardo! è una commedia surreale, anarchica, che punta tutto sul tema della repressione sessuale del giovane protagonista e sul tentativo effettuato dai genitori di farlo maturare (significativo in ciò il titolo originale, per una volta trasposto efficacemente in italiano nonostante la traduzione non letterale).

Tra i primi quattro lavori di Coppola, questa può essere considerata senza dubbio l’opera più vicina allo spirito della New Hollywood (per certi versi in modo simile alle opere giovanili di Brian De Palma), la corrente cinematografica che di lì a poco sarebbe sbocciata e di cui il regista italo-americano sarà uno dei principali protagonisti.

buttati bernardo 2
Memorabile la sequenza iniziale del film, con una carrellata indietro sull’avanzamento di Barbara (Elizabeth Hartman). Sullo sfondo, le note dei Lovin’ Spoonful

Il motivo per cui, tuttavia, questa pellicola di buon livello è caduta in un oblio probabilmente immeritato, è ascrivibile al fatto che essa tratta un tema, quello dell’educazione sentimentale di un giovane da parte di una donna più spigliata e disinvolta, che verrà cannibalizzato di lì a qualche mese dal successo planetario di un film come Il laureato (anche in questo caso, per dare l’idea della popolarità internazionale delle due opere, utilizziamo come indicatore il n. di voti presenti su IMDB: 1.200 vs. 220.000). Se il film di Coppola, dunque, non sarà destinato a rimanere nella memoria o a ritagliarsi un posto nella storia del cinema, ciò non significa tuttavia che esso passi inosservato, consentendo anzi al regista di origini italiane di ricevere da una major l’incarico per un futuro film di cassetta, anch’esso però destinato a scontrarsi con qualche problema di tempismo.

sulle ali dell'arcobaleno 1Sulle ali dell’arcobaleno (Finian’s Rainbow, 1968) è un musical prodotto dalla Warner Bros che permise a Coppola di dirigere le sue prime stelle, un Fred Astaire un po’ invecchiato, ma ancora scalpitante, e la cantante britannica Petula Clark. I due interpretano, rispettivamente, Finian e Sharon McLonergan, padre e figlia che dall’Irlanda giungono negli Stati Uniti portando con loro un misterioso e magico vaso che può soddisfare desideri. Giunti nella tenuta gestita da Woody Mahoney, i due si troveranno catapultati nella disputa tra Woody (che nel frattempo si innamora di Sharon) e un senatore locale, razzista e avido di denaro, che non appena scopre che in quel terreno si trova dell’oro farà di tutto per cacciare da lì chi vi abita.

Pur essendo tecnicamente buono (emergono in particolare alcune interessanti soluzioni adottate da Coppola, come, ad esempio, il piano sequenza girato da dietro la sirena dell’auto della polizia), il film è clamorosamente superato già alla sua uscita, arrivando con vent’anni di ritardo sui tempi. Il tema del razzismo è affrontato all’acqua di rose, col sorriso sulle labbra, nell’anno in cui Martin Luther King veniva assassinato, negli anni delle contestazioni contro la guerra in Vietnam e delle lotte per i diritti civili, spesso duramente represse. L’espediente anti-razzista utilizzato nella sceneggiatura (Sharon, esprimendo impulsivamente un desiderio nelle vicinanze del vaso magico, farà trasformare la pelle del senatore da bianca a nera, anche se ciò le causerà un’accusa di stregoneria) sembra uscito da un musical dell’età d’oro (e la presenza di Fred Astaire finisce inevitabilmente per fornire – anche solo a livello inconscio – questa sensazione).

sulle ali dell'arcobaleno 4
Petula Clark e Fred Astaire, i primi due divi diretti da Francis Ford Coppola

Il film è infatti effettivamente tratto da un musical uscito a Broadway nel 1947, ma c’è da dire che nessuno (o quasi nessuno) sforzo è stato fatto dalla Warner per adattarlo ai tempi. Solo l’idea del sit-in di protesta avvicina un po’ la pellicola al clima di quell’epoca, ma per il resto l’approccio ai temi sociali in stile Mago di Oz (anche i colori sembrano quelli) pare totalmente fuori luogo per la seconda metà degli anni Sessanta. E difatti la pellicola – pur non andando male – non riscosse il successo che si aspettava la Warner, che ci aveva investito una discreta cifra (girato in 70mm, interamente in studio). Per non parlare della brutale accoglienza ricevuta dalla critica.

sulle ali dell'arcobaleno 2
Troppo tardi per essere Un americano a Parigi, troppo presto per essere La La Land…

Ciò nonostante, Coppola riuscirà a cavare da questa sua fatica una discreta somma di denaro, che gli servirà per girare uno dei suoi film più intimi e sentiti (Non torno a casa stasera), quello che può essere considerato il suo primo film in stile New Hollywood, questa volta perfettamente adatto ai tempi.

___

You’re a Big Boy Now (1966, USA, 96 min)

Finian’s Rainbow (1968, USA, 141 min)

7 pensieri riguardo “Confronti: film giusti al momento sbagliato (parte seconda, gli esordi di Francis Ford Coppola)

  1. Bellissimo post, in effetti mi ha proprio fatto pensare ai primi film di De Palma, con la differenza che tutto quello che è stato diretto da Coppola prima di “Non torno a casa stasera” mi è ignoto, quindi ti ringrazio molto, un giorno tempo permettendo dovrò recuperare le mie lacune. Cheers!

    1. Memorabili i primi film di De Palma, ne parlerò nei prossimi giorni visto che il TFF gli dedicherà una retrospettiva, per la prima volta in Italia… Gran bella notizia…

    1. Beh dai proprio tutto no…😉 comunque personalmente sono dell’idea che il Coppola degli anni settanta sia stato inarrivabile e i film successivi ad Apocalypse Now non abbiano mai più raggiunto le vette del periodo della New Hollywood…

    1. Beh se posso dartene un’altra di dritta (ogni tanto qualcuna anch’io😉), tra i primi film di Coppola guardati Terrore alla tredicesima ora, un b-movie giovanile i cui primi cinque minuti sono straordinari… Ecco, se non proprio tutto guardati almeno i primi cinque minuti, o almeno non ricordo il minutaggio preciso, ma fino alla scena della radio che affonda… poi il film diventa un horror un po’ sbracato, ma l’incipit fa già capire la grandezza di Coppola…

Commenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.