contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman

The Wall 01Doug Liman, i cui lavori da regista più noti sono probabilmente Mr. & Mrs. Smith, The Bourne Identity e Edge of Tomorrow, ha fatto capolino quest’anno nelle sale italiane con Barry Seal – Una storia americana. Qualche mese fa, però, è uscito in vari Paesi del mondo un’altra sua produzione, meno nota ma abbastanza interessante: The Wall.

Come si evince dalla sua produzione, Liman si dedica perlopiù a thriller, pur con sfumature differenti a caratterizzarli. Non c’è da stupirsi, dunque, se anche in The Wall l’azione è elemento predominante. Il contesto è quello della guerra in Iraq, probabilmente il conflitto più avversato negli U.S.A. dai tempi del Vietnam. 

Il film inizia in medias res. Due soldati americani si trovano nei pressi di un gasdotto i cui addetti ai lavori sono stati abbattuti da un cecchino. Immediatamente anche loro diventano bersaglio di questo nemico invisibile, che rivelerà di possedere, oltre che le capacità di un professionista, vari tratti mentali di un sadico psicopatico. Il muro del titolo è il precario riparo dietro a cui Isaac, il protagonista, troverà rifugio e da cui cercherà di individuare la posizione dell’iracheno.

Il film, va detto subito a scanso di equivoci, non è un capolavoro. Anzi, a dirla tutta ritengo che faccia acqua sotto diversi punti di vista, soprattutto a livello di logica militare e non. Naturalmente la pellicola ha goduto della supervisione di esperti in materia, mentre io non ho competenze in merito, nondimeno alcune scelte operate dai personaggi mi sono parse piuttosto discutibili. Può darsi che si siano sacrificati alcuni elementi di realismo a favore del pathos.

The wall 02

Da questo punto di vista, in effetti, il risultato finale è apprezzabile: complice la breve durata del film (almeno per gli standard odierni), non ci sono momenti morti. La storia fila liscia dall’inizio alla fine, coinvolgendo nelle dinamiche sia puramente militari che psicologiche. Elemento fondamentale, infatti, non è solo lo scontro di abilità tra soldati, che pure è coinvolgente, ma anche il confronto tra mentalità diverse, quella dell’americano e quella dell’iracheno. Pur senza essere anti-U.S.A., come qualcuno l’ha ingiustamente accusato, il film instilla alcuni punti di riflessione sulla giustezza del conflitto e sulle sue metodologie; mostrando i pareri di due nemici sul campo, la pellicola risulta caratterizzata da un certo “cerchiobottismo”, che può infastidire ma che io ritengo molto realistico, in quanto raramente la realtà – e le persone – è solo bianca o nera.

La quasi totale assenza di musiche accentua il senso di realismo e di claustrofobia, calando nei panni del soldato bloccato dietro al muretto, vittima delle ferite, del caldo, della sete, dello sconforto e dei sensi di colpa. La premessa ricorda un po’ quella di Mine, con il protagonista impossibilitato a muoversi e costretto a fare i conti con il passato. In tal senso, il film è abbastanza manchevole, in quanto l’approfondimento della personalità e dei drammi del protagonista è molto superficiale. A me tuttavia non è dispiaciuto, perché si è evitato l’espediente tipicamente utilizzato in questi casi per allungare la broda, ovvero perdersi nei ricordi; si è scelto, invece, di restare quasi sempre hic et nunc, ottenendo un minutaggio inferiore ma evitando l’annacquamento della vicenda.

The Wall

Aaron Taylor-Johnson, che a onor del vero ha al suo attivo quasi solo filmetti, si è rivelato decente nella sua interpretazione di Isaac, mentre il wrestler John Cena – che ha il ruolo di Matthews, il cecchino suo compagno – è stato saggiamente incaricato di sembrare morto per 3/4 del film.

In conclusione, non potete aspettarvi un’opera magnifica e rivoluzionaria nell’ambito del cinema di guerra, ma potete sperare in un rapido ed efficace intrattenimento, in uno spettacolo capace di reggersi con tre soli personaggi fino al finale esplosivo.

— — —

The Wall (2017, USA, 88 min)

Regia: Doug Liman

Sceneggiatura: Dwain Worrell

Interpreti principali: Aaron Taylor-Johnson (Isaac), John Cena (Matthews), Laith Nakli (Juba – voce)

2 pensieri riguardo “contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman

  1. Scusa, ma in pratica è “Mine” (2016) in salsa cecchino! Va be’, ormai i soldi per i warmovie non ci sono e ogni trama deve prevedere il minimo delle location e il minimo del cast, così da prediligere storie minimaliste ed interiori. Ad essere buoni possiamo dire di essere tornati agli albori del grande cinema d’assedio, con undici attori in mezzo al deserto a sfornare capolavori, ma temo che il tempo dei capolavori sia stato distrutto dal virus Y2K… (Cioè è impossibile girarne dopo la svolta del Duemila!)
    Grazie della dritta, sicuramente ci darò un’occhiata 😉

    1. Non sarei così drastico, ma senza dubbio dopo oltre un secolo di cinema, essere originali è un’impresa ardua, soprattutto nell’ambito del film di guerra, decisamente spremuto in passato.

Rispondi a Aussie Mazz Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.