Speciale Russia: Festival del Cinema Russo

mv5bzjyzodflmdqtmzi5mi00mzcxltkzytutodllnjjjytnhodnlxkeyxkfqcgdeqxvynte5mtmxndc-_v1_Non di solo Eisenstein (oh, per me, ognuno lo scrive come vuole) e Dziga L’uomo con la macchina da presa Vertov vive ovviamente il cinema in Russia, o di Sokurov in tournée pianosequenziale con le sue elegie nei vari cinefestival europei. A volte nelle grandi città italiane (questa è una cit. da Troppo bbbbelli con Costantino e Daniele, chevvelodicoaffare) partono rassegne a caso di film GRATUITI! Ora, occorre stare parecchio attenti, per accalappiarle, perché il cinema gratis è come la mirra nel presepe, che non s’è mai capito bene che cazzo fosse (?).

Per cui, rassegna di cinema russo contemporaneo, 5 giorni, in un multisala ma old style (tutto legno, a me e al fuoco piace) appena dietro il Duomo (sì, Duomo, palme, bla), che mi sentivo fin un po’ a disagio, 5 film di cui ne ho visti 3 perché gli altri due giorni mi son distratto (no non ero a scopare u_u), 3 film di cui non si trovava una parvenza di sinossi manco a scavare internet a fondo – boh magari in cirillico sì, fa sempre piacere scrivere di Cirillo e Metodio. Per cui era buio, totale. Cosa vai a vedere? Boh!

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Giorno 1: Sindrome d’apertura, coda per la coda per prendere il tagliando. Gnocche russe che danno il suddetto tagliando, altre éparpillées per la sala. Una signora in pelliccia bianca sale sul palco, e ti dice in russo, con un tipo che traduce, che che lei è la capa di tutto, che sono molto contenti, che sono molto ricchi, che Putin ha finanziato tutto ciò per diffondere la cultura della grande Russia e le fake news nel mondo, arriva pure il console, o l’arcidiacono, o salcazzo. Poi ci dicono: “E ora, prima dello spettacolo, queste due attrici teatrali (indica due tizie vestite strane sullo sfondo) ci daranno un piccolo esempio di teatro russo”. Le due salgono e sparano un pippone teatrale di 10-15 min in russo STRETTO. La parte non russofona del pubblico non pagante si guarda intorno con o-o-o… occhi di mucca. Applausi, qualche muggito, iniziamo.

peterburg-tolko-po-lyubvi-russian-movie-posterPietroburgo, solo per amore

Storia di storie tra loro slegate, le registe sono tutte donne, in una sorta di kino-dichiarazione d’amore alla città (era per dire a un certo punto Kinopravda). Una storia è di attrici che brumano chiocce di lazzi e di frizzi, e interni, e parole parole parole, soffuse poesie di Brodsky stuprate temo da una sottotitolatura infame. Avete presente quella persona dell’est che conoscete e che per quanto sappia l’italiano ancora parla buffissimo? Ecco, così: “Esso è andato via, lo ha chiamato madre, come dici tu?”. Altre storie, quasi sempre esterni, traffico e rumore di fondo, cieli limpidi e amori sulla Neva, meglio le  romantiche e divertenti,come la diurna con la ragazza tenerellissima e il finto sordomuto (attore presente in sala a dire “Da” e “Spassiba”), la suicida e il punk che la salva a suon di selfies dopo una notte di niente, ma anche mamma, nonna (e futura bebé), anche loro parole parole parole. E poi la bambina nel coro maschile, pollice giù per l’ultima, della guida turistica e il ponte, spiegato ad americani interessati solo alle belle balle dei cavalli, con un inverosimile indiano saccente (PERCHÉ CAZZO A PIETROBURGO CI DEBBA ESSERE UN INDIANO SACCENTE!), ma proprio indiano di quelli non indiani indiani, indiani impropri, tipo Sioux, vestito country, che spiega alla guida come vanno interpretate le statue. Ora sì ora no (come capita nei film a episodi slegati), leggero e tenue spesso come un fiocco, moderatamente le gnocche in sala apprezzano.

Regia: Oksana Bychkova, Aksinya Gog, Natalya Kudryashova, Renata Litvinova, Natalya Nazarova, Anna Parmas, Dunya Smirnova
Sceneggiatura: Oksana Bychkova, Natalya Kudryashova, Renata Litvinova, Natalya Nazarova, Anna Parmas, Valentina Prigodina, Rafat Samigullin, Dunya Smirnova

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Giorno 2: Le folli folle dell’apertura sono andate evidentemente a fare l’aperialtro, la sala resta piuttosto piena. Da notare come, in un evento di questo tipo, la tipologia delle persone presenti si possa riassumere in poche categorie: 1) i cinefili: vogliono vedere film, è gratis, tutto il resto chissene; 2) i russi: hanno tanta nostalgia della loro terra d’origine, sta cazzo di città è piena di russi, sono felici di vedere un film russo perché gli ricorderà mamma nonni papà, il resto chissene; 3) i russofili: a loro che i film sian belli, anzi, proprio che i film esistano o meno, non gliene batte un cazzo, desiderano possedere carnalmente tutto ciò che è russo, hanno studiato russo all’uni e fatto un mese di scambio a Mosca, in Russia tutto è bellissimo.

d09bd0b5d0b4d0bed0bad0bed0bbIl rompighiaccio

Versione breve: un film su un rompighiaccio.

Meno breve: oh, c’è dentro lo stesso attore del film di ieri (Aleksander Pal, li fa tutti lui?), che in apertura si produce su una lievemente sessista battuta sulle donne italiane che vanno in bicicletta con la gonna. Ma poi parli tu che da un’ora urli gnocca. Vabbè ma sto a costruì un personaggio, oh.

Storia pressapoco vera, 1985, in mezzo a qualche mare più nord del nord ci sta questo rompighiaccio sovietico, si chiama Gromov. L’equipaggio è composto da omaccioni, che sono splendidi perché sono grandi e grossi ma hanno tutti i maglioni tipo quelli che si regalano a Natale, di lana spessissima e con dei disegni osceni, per cui son ben buffi. Comunque, il rompighiaccio cozza contro un iceberg più iceberg di tutti, e va in avaria, ma intorno il mare è ghiacciato, per cui è alla deriva nel ghiaccio, e l’iceberg, manco fosse Godzilla, li sta inseguendo – wtf? Pathos e patè, dissidi a bordo, arriva un nuovo comandante ma ci mette alcuni mesi (quasi due ore per il film) a capire che deve seguire i consigli del comandante di prima che era stato silurato, si salvano per la cruna di un cammello poco prima di aver finito viveri/elettricità/tutto, passando accanto all’iceberg alla chetichella in un momento in cui lui è distratto (giuro che non è così però quasi). kinopoisk.ruQuesto era il colossal della rassegna, grandi effetti speciali, va detto che giusto i russi potevano riuscire a fare un film su un rompighiaccio e tirarlo per due ore. Inoltre, qui come negli altri film, si può apprezzare la sottotitolatura di cui sopra ed il terribile, giuro, terribile parlato sopra nei pezzi in inglese. Che è cosa molto da paesi dell’est, quando nel film parlano straniero non sottotitolano o doppiano ma c’è una persona, uomo o donna che sia, a leggere con voce monocorde le battute di TUTTI! i personaggi in scena. Ciao Pamelavich. Ciao Carlovich, sempre la stessa vocevich. L’avevo visto anche nella tv in Polonia, e trovo che sia proprio cinedisagio.

Regia: Nikolay Khomeriki
Fotografia: Fedor Lyass
Musica:Tuomas Kantelinen
Attori: Pyotr Fyodorov (Petrov), Sergey Puskepalis (Sevchenko), Aleksandr Pal (Kukushkin)

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Giorno 3: Eh mi spiace, qui sono andato a mangiare dei panzerotti. Il film era Il tempo dei primi.

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Giorno 4: Oggi c’è il regista in sala, Aleksej Krassovskij, che parla pure solo russo + traduttore.

Il riscossore

Dopo le schermaglie di rito si inizia, ma non funziona nulla. Il regista torna, il mic è rotto, il traduttore se n’è andato, metà pubblico sa il russo, l’altra non capisce un cazzo, gente a caso dal pubblico sale sul palco a tradurre, passano le mezz’ore, la gente è stremata. Racconta anche che è un film con un solo attore che sta in un ufficio, e siccome questo attore in Russia è un attore maiuscolo gli è costato un botto di soldi, il suo è un film indipendente ed è costato (magari non son giuste le cifre ma per dare un’idea) in tutto 120000 dollari. Ecco, 100000 se li è presi l’attore 😀 Quando stavo per dire “fatevi un clistere, io me ne vado a casa!” (cit.) parte il film.

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Artur è un riscossore, figura da noi misconosciuta ma in Russia a quanto pare tutti hanno PIU’ debiti (sboroni) e quindi esiste questa figura professionale, cioè un tipo che sta in ufficio e telefona alla gente per convincerla a ripagare i debiti. Ora, a parte che nella pratica continua a sembrarmi più efficace mandare i tuoi picciotti a spezzare le gambe a chi non solve, comunque, Artur è un riscossore, è tipo il top dei riscossori, sta in questo ufficio fiqo e vetroso e con tanti telefoni tramite cui tormenta ed esaspera le sue vittime, sa tutto della loro vita e gli fa i peggio giochetti psicologici. Ah, quante ne ha riscosse, ed è pure piuttosto soddisfatto di sé. Quand’ecco che la situa (yo!) si ribalta, viene diffuso e diventa virale un video dove lui sembra far cose orribili a un bambino, monta addirittura la protesta sociale, c’è la folla che lo vuol menare sotto l’ufficio, il suo capo lo licenzia, gli amici lo abbandonano, un piccione gli caga in testa (no XD) e pure la moglie, che ci si immagina ricca, stupida e annoiata, di lì a breve si capisce che la darà via – succede tutto per telefono eh, non si vede nulla di tutto ciò.kinopoisk.ru Una voce sconosciuta lo chiama e ricatta, dicendo che vuol farlo soffrire come lui ha fatto soffrire i debitori ecc. Il film è giustamente breve e rientra nel genere “solo” (non credo esista, o avrà un nome migliore, questo è scarsofantasiosamente inventato), e per quanto un po’ rintronati da tutte queste cazzo di telefonate e squilli si viene portati fino alla fine abbastanza bene, il che di per sé è già un esercizio filmico mica da ridere. L’attore effettivamente è bravassai (del resto prende 100000 dollah per botta, e qui si è contenuto perché era un filmetto), e regge consumatamente la scena scura del suo ufficio sbarluccicoso. Ricchi e poveri di Russia moderna, e conseguenze di tutti gli scompensi socioeconomici che ci sono stati da Gorbaciov in poi. Un + al regista, che era talmente disperato che se avesse potuto si sarebbe pure messo a giocolare coi birilli, per far restare il pubblico in sala mentre il film non partiva.

Regia e sceneggiatura: Aleksey Krasovskiy
Attori: Konstantin Khabenskiy

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Giorno 5: Eh no, qui dovevo andare a casa u_u però il film se interessa era Anna Karenina. La storia di Vronskij.

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Detto che probabilmente tutti questi film non arriveranno mai da nessuna parte, se ne conclude che il cinema russo esiste e lotta, anche al di là dei film regimenosetti sulla gloriosa patria e balle del genere, e poi tanto da noi non arriva comunque ma è piuttosto importante che la base ci sia.

Considera anche che negli stessi giorni, nella stessa città, c’era la rassegna GRATUITA di cinema bulgaro, purtroppo non ho dell’ubiquità alcun dono 😦

Saluto le gnocche russe che davano il tagliando, che ho amato molto, in particolare quella a destra.

4 pensieri riguardo “Speciale Russia: Festival del Cinema Russo

  1. 😂😂😂😂 grande!! L’hanno fatto pure a Torino e mi son pentito di non esserci andato, almeno per Il rompighiaccio, che io quei film li adoro, il ghiaccio e quant’altro (problemi miei)… però l’ho trovato eh, con sottotitoli in guatemateco o giù di lì ma prima o poi me lo guardo…
    Ps: se i panzerotti erano quelli di Luini sei giustificato per aver saltato il terzo giorno 😂😂

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