Al cinema: Star Wars – Gli ultimi Jedi, di Rian Johnson

star wars viii 1Facciamo così. Visto che in giro c’è chi minaccia di morte coloro che propinano spoiler a tradimento, dividerò la recensione in tre parti ben distinte: una “introduzione colorita”, leggibile da chiunque; una sezione “assolutamente no spoiler”, anch’essa leggibile da chiunque, pure da quelli che non si fidano delle recensioni “no spoiler” (categoria nella quale rientra pure il sottoscritto); una sezione “super-spoiler” su cui potranno glissare i fanatici del “no spoiler” (nonché, in generale, chi ancora non ha visto il film).

E dopo aver ripetuto per ben cinque volte la parola spoiler (con questa sono sei), direi che possiamo iniziare.

Introduzione colorita

Ho già avuto modo di scrivere circa il fatto che Star Wars è un mio guilty pleasure. Anzi, posso dire che sia il mio guilty pleasure per eccellenza, quello per cui il mio livello di sospensione dell’incredulità raggiunge soglie iperboliche. Del resto se si finisce nel tunnel c’è poco da fare, e a chi ti guarda con gli occhi fuori dalle orbite quando gli dici che sei un fan di Star Wars non potrai trovare argomentazione alcuna per fargli cambiare idea sul fatto che tu sia un idiota. Ma su questo torneremo più avanti.

Di solito non sono uno da prime e anteprime (e anche questo l’ho già detto da qualche parte). Non mi sognerei mai di passare una nottata in tenda davanti ad un Apple Store per essere il primo a comprare il nuovo iPhone e di solito non ci tengo nemmeno particolarmente ad andare a vedere un film il primo giorno di uscita nelle sale. Neanche se si tratta di Star Wars, per cui hanno organizzato proiezioni dalla mezzanotte-e-zero-uno del 13 dicembre giusto per far dire a un po’ di gente di essere stati i primi dei primi. Il fatto di essere andato a vederlo nel terzo giorno dall’uscita (ossia venerdì 15) è dunque per me già considerabile un approccio frenetico al nuovo capitolo della celeberrima saga.

Che poi quel giorno a lavoro avevo pure una riunione col Megadirettore Naturale e dunque giacca, cravatta, scarpe lucide, ecc. E in tali vesti mi sono dovuto presentare al cinema, avendo optato per il turno pomeridiano post lavorativo, quello delle 17,30.

Ok che l’abito non fa il monaco, ma nei miei sogni di adulto poco cresciuto mi vedevo arrivare al cinema con l’accappatoio Jedi e la spada laser replica, che peraltro mi sarebbe stata decisamente utile per minacciare i bambini seduti nelle poltrone accanto alla mia (età stimata 7-9 anni) i quali rispettivamente:

  • commentavano e parlavano oltre la mia soglia di sopportazione (che per un film di Star Wars si aggira sui 10 secondi ogni 60 minuti);
  • se ne sono usciti con un paio di “Allah Ackbar” non appena è stato citato il personaggio (esimio) dell’Ammiraglio Ackbar, il comandante dei ribelli dalla testa di polpo;
  • ma soprattutto, in almeno un paio di occasioni hanno spoilerato in diretta ciò che stava per succedere, probabilmente perché erano alla seconda visione (o alla terza, o all’ennesima) o perché – più difficilmente – erano dotati del dono della preveggenza.

Quindi capite che una spada laser mi avrebbe fatto comodo, in assenza di genitori che li facessero tacere. Alla fine del film ho scoperto che tali “genitori” erano ubicati nelle file retrostanti, perché i due ragazzi di Via Pal si erano ovviamente spostati dal posto assegnato, occupando, ça va sans dire, quello del sottoscritto.

Che vuoi fare? Vuoi metterti a dire a un bambino di 8 anni “quello è il mio posto lurido moccioso”, sembrando più paranoico e invasato di Sheldon Cooper? Poi in giacca e cravatta… Mi avrebbero fatto ricoverare sicuramente.

Ergo, non ne valeva la pena.

Vabbè, è giunta l’ora di parlare del film. Ma non farò come i suddetti mocciosi e inizierò dalla parte “assolutamente no spoiler”.

Dimenticavo: uno dei due teneva pure le scarpe appoggiate sullo schienale della poltrona antistante. Ah, se avessi avuto quella spada laser! tzznnn!

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Parte prima: recensione A.N.S. (assolutamente no spoiler)

Dalla seconda trilogia in avanti, gli spettatori medi dei film di Star Wars si dividono essenzialmente in tre macro-categorie:

  1. i saga-addicted, ossia gli esaltati disposti a passare sopra qualsiasi banalità, qualsiasi buco di sceneggiatura o scelta di produzione e/o di regia; insomma quelli a cui basta che gli fai ascoltare il main theme subito dopo la schermata “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”, dandogli poi in pasto l’ennesimo testo giallo scorrevole su sfondo stellato e non capiscono più niente (categoria alla quale mi pregio di appartenere);
  2. i denigratori, che a loro volta si dividono in
    – puristi fanatici, nostalgici della trilogia originale, che vivono nel passato e non sono disposti ad accettare l’evoluzione del franchise (detto per inciso, pure i mocciosi di cui sopra sbottavano quando ci si riferiva a “Leia” anziché a “Leila”, eppure avranno avuto sette anni, tutto potevano esser definiti fuorché dei nostalgici; e neppure puristi, dato che – come noto – il nome corretto in lingua originale è proprio Leia); ma poi, mi chiedo: chi non si può definire un purista, un amante della prima trilogia? Nessuno, credo. Tutto sta nel saper guardare oltre e non chiudersi nel bunker come i soldati giapponesi che continuavano a combattere nelle isole del Pacifico a seconda guerra mondiale conclusa;
    – quelli che criticano a prescindere, e che anzi non vedono l’ora che esca un nuovo capitolo della saga per scagliarvi contro tutta la propria acrimonia (e che proprio per questo motivo sono sempre lì in prima fila a vederseli e non si perdono un episodio e nemmanco uno spin off); detto per inciso, rispetto più quelli che dicono “Star Wars mi fa schifo e quindi non lo vado a vedere” piuttosto che quelli appartenenti alla predetta sottocategoria;
    – quelli che si sentono d’un tratto cresciuti per queste cose e quindi colgono l’occasione di un nuovo episodio per iniziare a dissociarsi dalla saga (spesso entrando poi a far parte della sottocategoria suddetta dei “puristi / nostalgici”);
  3. della terza macro-categoria fanno invece parte quelli che vedono il film come mero intrattenimento, ossia coloro che non sono particolarmente legati alla saga, né come esaltatori, né come detrattori, ma che guardano il film come guardano, per dire, un cinecomic o un film di fantascienza qualunque (che poi sono le persone che fanno i numeri e a cui puntano le campagne di marketing, dato che quelli delle altre due categorie a vedere il film ci andranno in ogni caso). E che infine, detto per inciso, sono forse quelli che forniscono i giudizi più equilibrati, positivi o negativi che siano. E non appartenendo io a questa categoria, in quanto mi sono già schierato nella prima, sappiate che questa NON sarà una recensione equilibrata.

Cosa dire molto genericamente del film senza cadere nella trappola spoiler? Sicuramente che viene confermata la tendenza di ciascun secondo episodio delle due precedenti trilogie di correggere il tiro in corsa, rimediando agli errori e alle osservazioni fatte sul rispettivo predecessore (perché alla Lucasfilm, già prima che fosse fagocitata dalla Disney, sono molto attenti a queste cose, ossia ai ritorni del fandom su forum e siti vari; non ci crederete, ma c’è gente pagata per fare questo).

Una tendenza, quella del “secondo episodio che corregge il tiro”, che, a dire il vero, era riuscita meglio in Episode V che nell’Episode II della trilogia prequel, almeno a parere di chi scrive. L’impero colpisce ancora è infatti probabilmente il miglior film della saga (lo aveva certificato – pur con scarsa rilevanza statistica – anche il nostro sondaggio di qualche mese fa). È di fatto il film che ha saputo retroattivamente elevare un pretenzioso film di fantascienza, che aveva avuto un grandissimo successo di pubblico ma il cui avvenire era tutt’altro che scontato (il Guerre stellari del ’77), al rango di memorabile primo capitolo di una space opera leggendaria. Perché, diciamocela tutta: cosa sarebbe stato Una nuova speranza se non ci fosse stato un L’impero colpisce ancora di tale livello (con l’ingresso nella saga di un personaggio come Yoda, con l’aggiunta della Marcia Imperiale alla già memorabile colonna sonora di John Williams, con la memorabile scena del “Io sono tuo padre!”, ecc.)?

Qui, a mio avviso, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, nel senso che questo Episode VIII riabilita per certi versi il suo predecessore, confermando l’opera di sostanziale restaurazione della trilogia originaria, riadattata per i più giovani e rimodulata sulle tecnologie attuali, ma correggendo (e di molto) il tiro rispetto al film di due anni fa, che era stato criticato per il fatto di essere troppo sfacciatamente simile ad Una nuova speranza, un reboot-di-fatto senza essere formalmente un reboot.

Altra nota importante (e che non comporta spoiler alcuno) è il fatto che per la prima volta nella storia della saga (senza considerare dunque lo spin off dell’anno scorso, il per me ottimo Rogue One) il film è diretto da un regista, Rian Johnson, che non ha visto al cinema il Guerre Stellari del ’77, o comunque, che anche se lo avesse visto, non è stato influenzato da tale esperienza, avendo avuto all’epoca soltanto tre anni e mezzo (sempre che non si trattasse di un bimbo prodigio in stile Mozart). Con Rian Johnson si mette una pezza all’evidente vulnus creato dalla direzione di Episode VII da parte di J.J. Abrams, nome di richiamo, sicuramente, ma portatore della macchia (imperdonabile per il fandom) di aver diretto due film di Star Trek prima de Il risveglio della forza.

In sostanza, con questa prima parte “assolutamente no spoilervoglio limitarmi a consigliare di vedere il film a tutte e tre le sopra citate categorie:

  • agli esaltati della saga, perché sono convinto che gli piacerà;
  • ai detrattori a prescindere e ai nostalgici puristi, perché altrimenti non avranno nulla contro cui scagliarsi (ma tanto loro lo vedranno sicuramente);
  • al pubblico generico che cerca principalmente del sano entertainment, perché in Star Wars: Gli ultimi Jedi troveranno ciò che cercano.

Ed ora passo alla seconda parte della recensione, quella vera e propria, nonché quella spoilerizzata. Di qui in avanti si prosegue “at your own risk”, non ditemi che non vi avevo avvertito (non metterò nemmeno i grassetti per non attirare l’attenzione di coloro che vogliano scrollare fino alla fine per commentare).

Chi ha già visto il film, ovviamente, può andare avanti tranquillamente.

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Parte seconda: recensione S.S.S. (spoiler, spoilerini e spoileretti)

Gli ultimi Jedi conferma dunque il carattere della nuova trilogia di pseudo-reboot e/o pseudo-remake di alcuni episodi della trilogia originaria, anche se questa volta c’è decisamente più originalità rispetto a Il risveglio della forza.

Da un lato, infatti, la sceneggiatura prende spunto sia da Episode IV che da Episode V (la battaglia finale ricalca quella sul pianeta ghiacciato Hoth de L’impero colpisce ancora, anche se qui il pianeta Crait è bianco perché ricoperto di sale).

Luke Skywalker che era stato solo una fugace (ma esaltante!) apparizione in Episode VII si conferma in questo capitolo l’erede designato dell’Obi Wan Kenobi della prima trilogia, riproponendo nel finale il sacrificio di quest’ultimo in Episode IV.

Così come di Una nuova speranza viene riformulata la mitica sequenza della Mos Eisley Cantina, nella suggestiva scena del Casinò sul pianeta Cantonica (pure le nuove musiche di John Williams ricalcano quelle dei Figrin D’an and the Modal Nodes), forse una delle più belle – da un punto di vista grafico/visivo – dell’intero film.

Ma vi sono addirittura dei richiami alla trilogia prequel, come per il massacro del tempio di Episode III (anche qui un potenziale Jedi passato al lato oscuro, Kylo Ren alias Ben Solo, compie un massacro di giovani Padawan, esattamente come aveva fatto suo nonno Darth Vader in La vendetta dei Sith). Ma anche i mezzi utilizzati dai piloti dell’alleanza ribelle nella battaglia finale su Crait sono un chiaro omaggio agli “sgusci” di Episode I.

Per il resto, sua maestà The Walt Disney Company si conferma sempre più attenta al politically correct e dopo aver inserito ne Il risveglio della forza il personaggio dell’eroe di colore, Finn, l’ex assaltatore passato coi ribelli, in questo Gli ultimi Jedi introduce anche un’eroina asian, Rose, confermando peraltro l’altrettanta risoluta propensione della casa madre a dare ruoli di primo piano alle donne.

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Power to the women, sembra sempre più il leitmotiv della Disney, che dopo aver dato il ruolo di primo piano della trilogia alla nuova Jedi Rey, conferma che le leader della Ribellione non possono che essere donne, con Leia vertice indiscusso, temporaneamente sostituita dal viceammiraglio Holdo durante la sua degenza (Holdo è interpretata da Laura Dern, e ho passato un’ora a chiedermi “ma dove l’ho già vista questa??!!”, fino all’Eureka: “è la tizia di Jurassic Park!!”).

Questo Episode VIII costituisce peraltro l’ultima apparizione di Carrie Fisher, prima della sua improvvisa morte, esattamente un anno fa, all’età di sessant’anni, quando le riprese erano già terminate. Innegabile, a questo punto, la curiosità per quel che sarà di Leia in Episode IX, se si farà a meno della sua presenza con qualche pretesto o se si deciderà di percorrere la strada della C.G.I., già praticata nel finale di Rogue One. Anche perché i personaggi di Star Wars sono sacri e gli attori non si sostituiscono né si ricorre a sosia o banalità del genere, almeno voglio sperare.

star wars viii 11Per quanto riguarda gli altri interpreti, se Mark Hamill non è mai stato una cima, continuo a trovare eccellente l’interpretazione di Adam Driver (sebbene il suo personaggio, Kylo Ren, confermi la sua propensione adolescenziale a sfasciare le cose, presa di mira da Leo Ortolani nella sua recensione a fumetti su CineMah). Discreti il Finn di John Boyega e la Rey della “casta” Daisy Ridley (dopo quello che ha combinato Miley Cyrus, alla Disney non sono più disposti a rischiare).

Forse il personaggio più convincente di tutti è il Poe Dameron di Oscar Isaac, mentre di assoluto rilievo è l’interpretazione di Benicio Del Toro, in un ruolo secondario, quello dell’hacker DJ (avrebbe potuto essere anche meglio se non gli avessero imposto quell’insopportabile – e inspiegabile – balbuzie).

Per quanto concerne invece le altre creature celebri (in “carne e ossa” o a circuiti integrati), è da evidenziare l’emozionante ritorno (per mezzo della Forza) di Yoda, e l’accantonamento sempre più marcato di due colonne della prima trilogia come R2-D2 e C-3PO, a favore del sempre maggior coinvolgimento del droide rotante BB-8, che io trovo una delle idee più suggestive della nuova trilogia, ingiustamente preso di mira dai già citati detrattori.

Quanto alle ambientazioni torna la meravigliosa isola irlandese di Skellig Michael (di cui un giorno vi parlerò più dettagliatamente) che questa volta si prende buona parte della scena con l’addestramento di Rey nel buen retiro di Luke.

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Ma oltre alle ambientazioni reali, eccezionali sono anche quelle ricreate in C.G.I., come il già citato pianeta di sale Crait, che sotto la sua candida ma sottile superficie nasconde un terriccio di colore rosso intenso che viene sollevato dalle esplosioni e dai mezzi dell’armata ribelle. Dello stesso pianeta Crait si mostrano anche i bellissimi sotterranei con grotte e cavità popolate da cristalli molto suggestivi, dove ancora una volta domina il colore rosso intenso.

Ma anche con riguardo alle creature non antropomorfe si può riscontrare l’ennesima grande originalità dei disegnatori e degli sviluppatori della Lucasfilm: basti pensare ai canidi dal pelo di cristallo di Crait o alle adorabili creaturine di Ahch-To (che omaggiano i bellissimi uccelli che popolano Skellig Michael, i mitici puffin o pulcinella di mare).

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Non manca, inoltre, un pizzico di ironia starwarsiana, lasciata questa volta a specifiche situazioni come, in particolare, quelle che coinvolgono le custodi del pianeta Ahch-To, una specie di comari aliene vestite da suore.

Gli ultimi Jedi non è esente da difetti, sia chiaro. Si nota la consueta frettolosità della sceneggiatura (un neo che, in realtà, la saga si trascina fin dal suo primo episodio del ’77, checché ne dicano i puristi): basti pensare alla rapidità con cui Luke cambia idea circa la necessità di addestrare Rey e alla velocità con cui quest’ultima conquista le vie della Forza.

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Ciò nonostante, il mio giudizio sul film è nel complesso più che positivo.

L’opera regala alcune scene assolutamente memorabili (in primis il combattimento tra Kylo Ren e Rey, da una parte, e le suggestive guardie rosse, i bodyguard del Leader Supremo Snoke, dall’altra), ma soprattutto ripropone in maniera decisamente efficace il tema di fondo che dal ’77 ad oggi caratterizza la saga di Star Wars: l’eterna lotta tra il bene e il male e la sottile, impercettibile sfumatura che li separa.

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Star Wars: The Last Jedi (2017, USA, 152 min)

Regia e Sceneggiatura: Rian Johnson

Fotografia: Steve Yedlin

Musiche: John Williams

Interpreti principali: Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Leia Organa), Adam Driver (Kylo Ren / Ben Solo), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Anthony Daniels (C-3PO), Laura Dern (Amilyn Holdo), Benicio del Toro (DJ)

38 pensieri riguardo “Al cinema: Star Wars – Gli ultimi Jedi, di Rian Johnson

  1. Guarda, non la leggo solo perché sono una persona che – solo in certi casi, lo ammetto – davvero non ama gli spoiler e sono arrivato ad un tale livello estremo che evito perfino le recensioni, perché in qualche modo influenzano la mia opinione, nella loro positività, neutralità o negatività, o danno anche solo vaghi indizi che possono essere colti in corso di visione. Prometto che rimedierò appena avrò visto anch’io il film!

    1. Ti capisco perché anch’io sono così e infatti per quello mi sono sforzato di fare un’introduzione di mero contorno e una parte che ho chiamato a.n.s., assolutamente no spoiler😀😀… però appunto ti capisco, perché anch’io ho fatto così e solo oggi inizierò a leggere le recensioni in giro…

      1. Pure io ho letto solo fino alla parte spoiler. Non sono un super-fan della saga, anzi ho clamorosamente saltato a piè pari gli episodi I-II-III che un giorno recupererò 😦
        Comunque rece enorme, complimentoni Vin.

    2. Si esatto, mi influenzano terribilmente anche a me. C’è da dire che, in particolare, The Last Jedi é un film complesso su cui farsi un opinione, ci sono sia elementi positivi che negativi e la minima cosa può essere importante per qualcuno come assolutamente non rilevante per un altro. Non é come che ne so, 12 anni schiavo, che dici “a me non mi ha colpito particolamrnete però devo riconoscere che il film in se é eccellente”. Star wars é diventato talmente un cult che oramai colpisce a prescindere, in positivo e in negativo. Sia che avessimo avuto un film perfetto che un film pessimo una platea come quella di SW non avrebbe mai dato una risposta univoca e perfettamente in linea col film in se

      1. sono d’accordo… nelle recensioni, del resto, si ripropone il rapporto manicheistico tra lato oscuro e lato chiaro della forza… mica per niente !!

  2. Articolo stupendo, complimenti ! Non sono una fanatica però seguo la saga sin dall’inizio con i miei figli e ieri sera l’abbiamo visto : bellissimo ! Mi è piaciuto molto il ruole sempre più importante che hanno le donne in questa saga. E ho riconosciuto Laura Dern subito ! Ogni volta mi chiedo come facciano gli autori a non chiudure mai completamente la storia…andremo avanti sino alla pensione a questo punto 😉

    1. Grazie! Io invece lo sono (un fanatico intendo) e infatti l’ho ammesso che la mia non sarebbe stata una recensione oggettiva 😀😀
      Comunque hai ragione, c’è l’evidente intenzione della Disney di far diventare Star Wars una sorta di serial, scommetto che ci sarà una nuova trilogia prima del 2025, del resto se ne parla già ampiamente oggi che ancora deve essere completata questa…

  3. Io faccio parte del pubblico generico, che guarda Star Wars senza strapparsi i capelli; da bambino no, mi ero anche vestito da Darth Vader a carnevale, ma ho di molto ridimensionato il mio coinvolgimento nella saga, da allora.
    Ho visto il film ieri sera, e devo dire che… non me lo aspettavo così brutto!
    Spiego: Episodio VII mi aveva divertito perché mi sembrava che non avesse niente di nuovo da dire ma che lo dicesse molto bene. Divertente, pieno di azione, con un bel finale a effetto, aveva soddisfatto le mie scarse aspettative. Invece in questo caso mi è sembrato che ci fosse un nocciolo di discorso che si è tentato di fare, ma è rimasto soffocato da tutta la confezione che gli è stata messa intorno. L’idea del non essere speciale, che chiunque può essere un Jedi, il confronto con la leggenda e con il proprio passato, personale o di sangue, le scelte impossibili che rendono i personaggi degli eroi quasi Shakespeariani, come Kylo Ren, che si sente tradito da Luke, abbandonato dalla madre, che pure ama, e usato da Snooke, e che abbraccia il lato Oscuro per una disperazione molto diversa da quella che aveva spinto il nonno in Episodio III. Il valore del sacrificio. Il peso delle ideologie. Il confronto con il fallimento. Sono tutte cose secondo me interessantissime ma che non sono state affrontate come si deve, troppo banalizzate.
    Poi visivamente è bellissimo, eh. Il pianeta di sale è meraviglioso, e le creature stupende. Però mi è sembrata un’occasione sprecata. Come mi ha fatto notare un mio amico, se Luke e Kylo si fossero parlati invece di scappare uno su un’isola sperduta nel ca**o del niente e l’altro sulla Starkiller si sarebbe evitata tutta la trilogia.

    1. Ah ah ah vero!
      Come ho scritto nella recensione il pubblico generico (categoria nella quale ti sei schierato) è alla fine quello più equilibrato nel fornire giudizi, positivi o negativi che siano, quindi li accetto pienamente, ben sapendo che sono i miei giudizi a non essere oggettivi perché accecato dalla passione per la saga… io quando vedo scorrere la scritta gialla spengo il cervello e mi faccio rapire completamente, che poi non vuol dire che arrivi ad azzerare completamente il mio spirito critico…
      Quanto alla questione del “chiunque può essere un jedi” io non ne sarei così sicuro perché durante questo film mi son fatto un’idea che non voglio dire perché voglio vedere se la mia ipotesi sarà confermata da ep. IX… 😉😉😀

      1. Più o meno è la stessa cosa che succede a me ogni volta che sento la musica del Signore degli Anelli.
        Nooo adesso voglio sapere la tua ipotesi! Tanto tempo che esca il film faccio in tempo a dimenticarla! XD

      2. Ok ma magari è una baggianata clamorosa, sia chiaro… ebbene ho come l’idea che kylo e rey abbiano una qualche parentela… Ciò spiegherebbe molte cose… peraltro non credo di essere l’unico ad averlo pensato… se il parallelismo con la prima trilogia continuerà in ep. IX per me un passaggio del genere sarà inevitabile… 😉😉

      3. Io penso che invece faranno mettere insieme l’eroina e il villain, altrimenti non me lo spiego il torso nudo messo completamente a caso di Adam Driver

      4. 😀 😀 hai ragione il torso nudo di Driver è davvero buttato lì a caso 😀 😀
        potrebbe essere anche quella una possibile evoluzione, vedremo…
        io resto della mia idea… non dimentichiamo del resto la cottarella latente tra Luke e Leila in episodio IV prima che venissero a sapere di essere fratello e sorella!!
        (ma qui Kylo e Rey potrebbero essere anche cugini, chissà) 😉

  4. Mi è piaciuta molto la separazione del “pubblico”. In effetti confezionare un “prodotto” che possa soddisfare una platea così eterogenea e comunque legata alla saga non deve fare dormire sonni tranquilli.
    Come hai letto nella mia recensione, anche io sono un appassionato e ho promosso il film. Rispetto alla tua completissima analisi non ho parlato della parte nel Casino’, ho tralasciato Finn, la nuova arrivata Rose e Benicio del Toro. Questa parte per me era evitabilissima. Non aggiunge nulla e sembra fatta apposta per introdurre il personaggio di Benicio e dare da fare qualcosa a Finn. Il rapporto di Rose che da groupie di Finn si può trasforma in amore potrebbe pure starci, ma Rey come la prenderà? Sembra che abbia già gettato la spugna a giudicare dallo sguardo che ha lanciato a Finn…mah.
    Il film sconta anche un eccesso di linee di trama, mi sembra abbia posto le basi per il prossimo oltre che citare i precedenti sia della trilogia originale sia da Episodio VII.
    Insomma, demolire questo film significa solo passare dalla parte di Darth Hater o Sith Troll 😉

    1. 😀 😀 Darth Hater è il nome con cui potrei ribattezzare una delle categorie di cui sopra…
      sì poi io ho fatto delle generalizzazioni, ho voluto estremizzare, ma è ovvio che ci sono anche le vie di mezzo…
      sicuramente alla Disney sono ben consci del fatto che non potranno mai accontentare tutti, perché ciò è impossibile, ma contemporaneamente sono altrettanto consci di essersi seduti su una miniera d’oro e il fatto che già stiano progettando la prossima trilogia quando ancora devono chiudere questa è un chiaro esempio di questa consapevolezza…
      quanto al discorso dell’eccesso di linee di trama ti do ragione, ed in effetti anche come minutaggio questa volta sono andati un po’ lunghi…
      quanto a Rey io mi sono fatto delle vaghe idee su possibili colpi di scena in episodio IX… vedremo se avrò visto giusto, certo mi secca dover aspettare due anni per scoprirlo 😉

      1. Inganneremo l’attesa con lo spin-off su Han Solo…e se lo toppano allora sì che lo Sforzo sia con loro quando andranno a rititatsi per i loro bisogni fisiologici.

    2. In effetti la storyline di Finn e Rose é una delle cose che mi ha lasciato più l’amaro in bocca, sembra letteralmente messa li per dare delle cose da fare a Finn, al suo posto avrei preferito vedere più di Luke, Kylo e miss perfezione “Rey”

  5. Io sono fan della saga ma non rientro nelle categorie da te descritte, sono un misto della prima e dell’ultima. Prossimamente dirò la mia, il film l’ho visto ieri e mi è piaciuto.

    1. 😉 sì, la mia era una generalizzazione un po’ provocatoria, poi è ovvio che esistono le vie di mezzo…
      leggerò la tua recensione, intanto registro l’ennesimo parere positivo sul film… finora sinceramente ho sentito molti più like che dislike…
      ciao!

      1. In realtà non hai generalizzato affatto, provocatorio si 😉 hai ben delineato quelle che sono le categorie di spettatori di Star Wars. Ho avuto la (s)fortuna di leggere delle vere generalizzazioni su un altro articolo dove l’autore aveva l’arroganza di spacciare il suo pensiero come pensiero del pubblico, pare infatti che ai fan di Star Wars il film non sia piaciuto. Evidentemente noi non siamo fans.

      2. Io sono dell’idea che a un vero fan un film di Star Wars non possa non piacere, che poi ciò non significa che non lo si possa criticare o evidenziarne le debolezze… ad ogni modo anch’io ho letto tante recensioni in giro e devo dire che la larga maggioranza erano positive… poi c’è sto fatto che la critica lo ha accolto molto bene, ma anche lì, ci sono già i maestri della dietrologia che sostengono che la Disney li abbia pagati…😀😀
        Ma il bello di Star Wars è anche questo, che genera queste discussioni colorite e talvolta surreali… 😉

    1. Non ti sono piaciute? 😁 Li c’è lo zampino di mamma Disney, anche se c’è da dire che in episodio VI Lucas fece qualcosa di simile con gli Ewoks…
      Io ho pensato fossero un omaggio ai puffin che popolano Skellig Michael… chissà, bisognerebbe chiedere ai disegnatori o aspettare il blu-ray con i contenuti speciali che di solito ste cose le spiegano…

  6. Ci rivediamo di nuovo, 😛 ho finalmente letto la tua recensione. Credo tu sia il primo amante della vecchia saga che ne riconosca anche i suoi difetti, perlomeno il primo che “incontro” io. Io non credo di far parte di nessuna delle categorie! Amo la saga in generale, sebbene proprio la vecchia trilogia non mi abbia rapito il cuore. La recensione é piacevolmente ricca e si, penso che vogliano far uscire Star Wars con una certa periodicità, tipo gli Avengers! L’idea che ho avuto da “The Last Jedi” é stata che la Disney voglia fare una saga quanto più democratica possibile, consci del fatto che come hai detto tu non potranno mai accontentari tutti. Devono fare un film semplice per i casual viewers, devono strizzare l’occhio ai fan delle precedenti trilogie e credo che, in questo senso, abbiano fatto un lavoro eccellente. Il film ha i suoi difetti, ma rimane comunque uno degli Star Wars meglio fatti secondo me, ci sono troppi lati positivi. Kylo in primis, a me piace che un cattivo venga dipinto in modo così adolescenziale e, se vogliamo, ridicolo. Ha un non so che di non educativo che il cattivo di turno sia tratteggiato come un figo. Adam Driver tra l’altro sta facendo un bel lavoro con quel personaggio.

    1. ma sì, sono un devoto fan, ma non per questo azzero totalmente il mio spirito critico… anzi saprei elencare decine di difetti in ciascuno dei film, ma il fatto è che quando sei rapito da una cosa sei disposto a passare sopra qualsiasi difetto, almeno nel mio caso…
      le categorie sono una generalizzazione un po’ provocatoria, ma penso riassumano buona parte degli spettatori, per l’appunto, “medi”…
      poi ovviamente ci sono le vie di mezzo tra gli haters e i difensori a spada tratta, così come ci sono le vie di mezzo tra chi ama la saga e chi ne è solo attirato come altre tipologie di film…
      per il resto concordo con quanto hai scritto: la democraticità della saga che cerca di accontentare più gente possibile (ed è una cosa difficilissima, ovviamente); ed il parere su Driver che anche a me piace parecchio (e finalmente ha gettato quella maschera) 😉
      grazie per il commento!

      1. a chi lo dici… vabbè mancano “solo” due anni…
        quanto alla questione del cambiamento è proprio così e su un blog amico ho fatto questa considerazione, che riporto, visto che è stata accolta con favore (pensavo fosse una mia boutade e invece mi hanno dato ragione)…
        in sostanza sulla tanto criticata questione del cambio generazionale io ho fatto questo ragionamento:
        poniamo che la saga avesse seguito l’ordine cronologico, anziché partire dal IV, V, VI, per poi proporre soltanto dopo la trilogia prequel…
        quindi prendiamo la trilogia prequel come punto di partenza del ragionamento… al di là che a tanti non piace, ecc. ecc., ma qui voglio parlare di un’altra cosa:
        se dopo la trilogia prequel ci fossimo trovati con un episodio IV in cui un biondino che non avevamo mai visto faceva il grandioso e con il nostro Obi Wan invecchiato e che si sacrifica scomparendo subito al primo episodio, non avremmo in teoria dovuto avere la stessa reazione di chi oggi critica il cambio generazionale?
        è un ragionamento che lascia il tempo che trova, me ne rendo conto, ma a mio avviso è utile ad accettare il nuovo corso, che del resto era inevitabile…

  7. avevo messo il like giorni fa, oggi ho letto gli spoiler dopo avere visto il film^^
    a me è piaciuto molto, le creature erano carinissime e quella del pinguino secondo me oltre a portare tenerezza portava anche un messo vegetariano…
    la battaglia più suggestiva è stata sicuramente quella finale, ho adorato quel rosso sotto la purezza del bianco: il sangue celato dall’ipocrisia?
    “Power to the women”: lo ho pensato anche io, anche se non ci sono donne oscure; infatti, è notabile che il tempio oscuro è in un antro tempestato dalle onde mentre quello chiaro è in un albero, simbolo di vita come le donne… un pelino stereotipato, no?

    Bella recensione comunque^^

    1. grazie!
      sì la scena finale ha una fotografia eccezionale, una scelta cromatica eccellente e come hai ben detto tu anche di forte valenza simbolica…
      rosso / bianco, sangue / purezza…
      ma anche forse un richiamo alle apparenze che possono trarre in inganno (e infatti Luke è lì ma non è lì)…
      quanto alle bestioline: vero! mi hai fatto ricordare la scena con chewbe e il pollo, una delle più esilaranti peraltro…
      e comunque un altro a cui è piaciuto molto il film, vedo con piacere che siamo in tanti!!!

    1. Ecco, questi rientrano nella prima e/o nella terza sottocategoria dei “denigratori” di cui alla mia classificazione sopra enunciata… che dire, è una follia… Non andate più a vederlo se non vi piace, chiudetevi a riccio nel passato e non stressate la gente che è capace di guardare avanti…

    1. 😀 😀 hai ragione anche tu…
      ma credo che mi sarei arrovellato lo stesso anche se fosse stata bionda, perché purtroppo è un problema mio quello di avere poca memoria visiva per i volti… 😉
      oddio, se sono le superstar conosciute in ogni dove le riconosco, ma basta già che non siano personaggi celeberrimi per portarmi a questi sensi di déjà-vu che mi fanno diventare matto (e mediamente ci metto delle buone decine di minuti prima di ricordarmeli)…

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