Top 20 western (n.2)

Top20 western 06 1Buon anno a tutti! Vi siete ripresi dalla baldoria rigorosamente a base di whiskey (o tequila se vivete particolarmente vicini alla frontiera)? C’è scappata la sparatoria? Scherzi a parte, iniziamo il 2018 con un post che ci porta vicinissimi al traguardo della nostra classifica di film western. Il grande mattatore di questa top 20, Ford, non poteva non irrompere con doverosa prepotenza sul podio. Trattiamo quindi di quello che è considerato da un’ampia fetta della critica come il miglior film di questo genere. Buona lettura.

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Quando il reduce confederato della guerra di secessione torna dalla sua famiglia, in Texas, si capisce che nulla sarà più come in passato. Ethan Edwards (John Wayne) è uscito sconfitto e disilluso dal terribile conflitto che ha lacerato l’America e lo spirito di tanti uomini, lui incluso. Ha lo sguardo sfuggente, la mente parzialmente altrove, il suo spirito è fiaccato. A ridargli linfa vitale è un tragico evento che si verifica di lì a poco: una banda di comanche fa strage dei suoi parenti e rapisce le due giovani ragazze sue nipoti. Immediatamente parte una spedizione di soccorso/vendetta, alla quale prende parte anche il nipote adottivo di Ethan, Martin, indiano per 1/8.

Il corpo di una delle due giovani viene rinvenuto di lì a poco, mentre l’altra si trova nelle mani del capo Scar. A poco a poco i membri della spedizione abbandonano la ricerca, convinti della sua futilità. Non così Ethan – disposto a tutto pur di ritrovare la ragazza – e suo nipote – che ne è innamorato. Il rapporto tra i due è pieno di attriti. Razzista, Ethan disprezza il sangue indiano del giovane, così come odia visceralmente i comanche. Trovarli diventa una questione di principio, l’unico scopo nella sua vita, una vera ossessione. Tanto che a Martin viene il dubbio che l’uomo non intenda salvare la nipote, bensì ucciderla per essere ormai diventata “una di loro”.

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Il film non fu compreso completamente dalla critica e dal pubblico, quando uscì. Il razzismo del protagonista, ad esempio, turbò la morale di molti, così come può accadere ancora oggi – forse anche di più, considerando la nuova attenzione a simili tematiche. Tuttavia, è sufficiente guardare con occhio attento al lavoro di Ford per rendersi conto che l’odio di Ethan per gli indiani non è un invito ad emularlo, al contrario; è parte della caratterizzazione del personaggio, lo rende più credibile, più realistico e più sofferto. A contrapporglisi è il candore di Martin (Jeffrey Hunter), innamorato ma consapevole del divario esistente tra lui e la giovane, come tra lui e lo zio, per via delle sue origini. La storia è un capolavoro di analisi psicologica, resa credibilmente e sapientemente enfatizzata, regalandoci dei personaggi a tutto tondo, capaci di evolvere e di far riflettere. La vicenda di Ethan Edwards è una vicenda di dolore, di perdita, di straniamento: quando, al termine della ricerca, si allontana silenzioso sullo sfondo dell’infinito paesaggio americano, incorniciato dalla porta di casa, assistiamo a tutta la poesia cinematografica di Ford. Ethan è un outsider, un rudere, un superstite della guerra, dell’odio e di un’epoca che fu, un perdente pur nella vittoria, un uomo che ha perso al gioco della vita pur uscendone a testa alta.

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L’interpretazione di Wayne è una delle migliori della sua carriera. Il pubblico era stato abituato al suo sguardo corrucciato, poco espressivo se vogliamo. Qui, però, emerge tutta la sua forza granitica, capace di rendere l’implacabile vendicatore, così come l’uomo tormentato dai dubbi e dal proprio passato. Jeffrey Hunter, che lo affianca, è il perfetto “giovane pardner”, figura cara alla filmografia western che qui può mostrare tutta la propria conflittualità con quella del mentore. Vera Miles, Natalie Wood e Ward Bond impreziosiscono il cast, regalandoci la sfaccettata umanità della frontiera.

Non si può non citare, ovviamente, la magnifica fotografia, affidata alle sapienti mani di Winton C. Hoch, che aveva già lavorato con Ford e non era nuovo al genere. Gli scenari sono quelli prediletti dal regista, le rosse distese della Monument Valley. I colori accesi del panorama si sommano a quelli altrettanto sgargianti del cielo, offrendoci quadri di rara bellezza. La ricerca dei due uomini, che dura anni, spazia oltre che nel tempo anche nello spazio, mostrandoci vaste pianure e paesaggi innevati, facendosi viaggiare nelle bellezze della natura americana. A tanta magnificenza si aggiunge la colonna sonora di Max Steiner, capace di esaltare le immagini e di accompagnarle conferendo loro un’aura epica.

L’intera pellicola è ammantata di poetica maestosità. È un classico, nella migliore accezione del termine. Un’opera capace di invecchiare bene, tecnicamente magnifica e cinematograficamente valida. Di più, è una vicenda in grado di coinvolgere e far riflettere ancora oggi. Il miglior film del celebre regista? O, almeno, il suo miglior western? Probabile.

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<<< [Posizione n. 3]

>>> [Posizione n. 1]

7 pensieri riguardo “Top 20 western (n.2)

  1. A questo punto azzardo un pronostico.
    Essendo stati già elencati L’UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE e GLI SPIETATI (a mio giudizio i migliori) resta fuori C’ERA UNA VOLTA IL WEST, filmissimo americano (Fonda, Bronson, Robards, Strode ecc) con una spruzzata italiana (Cardinale, Ferzetti, Stoppa) e il nostro Leone

  2. mi preparo per la lapidazione:
    non ho mai visto Sentieri selvaggi… 😦

    ahi ahi, no no… fate piano, pianoooooooooooo

    sul primo ho un’idea ma non la dico 😉

  3. L’inquadratura sul portico non si dimentica, è la materia di cui è fatto il cinema. Gran post, gran film, ed ora manca solamente il vincitore 😉 Cheers!

  4. Ne approfitto per segnalare che domenica prossima, 7 gennaio, su CineSony (Canale 55), il canale dedicato all’archivio della Sony, ci sarà una giornata dedicata al western:
    09:05 – L’uomo, l’orgoglio, la vendetta
    11:00 – Django
    19:10 – La vendetta del Cowboy – PRIMA VISIONE
    21:00 – Frontera – PRIMA VISIONE
    22:50 – Silverado

    1. grazie per la dritta…
      visto che è domenica un Django a pranzo per ripassare non sarebbe male…
      quindi su CineSony non danno solo filmacci di serie Z 😉 😉

Commenti

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