i nostri Top & Flop del 2017

È tempo di Top & Flop, i migliori e i peggiori film della stagione scelti da ciascuno di noi secondo le nostre opinabilissime convinzioni. Ma prima una premessa: andando un po’ in controtendenza rispetto alle altre classifiche presenti in rete, per la lista dei film TOP verranno presi in considerazione soltanto i film del 2017 (ossia con data di prima uscita mondiale a partire dal 01.01.2017). Sono dunque esclusi i film del 2016 ma usciti in Italia nel 2017, per i quali abbiamo pensato ad apposite “menzioni speciali”.

Come noto, molti film stranieri, soprattutto quelli un po’ meno di richiamo, arrivano spesso in ritardo in Italia (ovviamente se si escludono i passaggi nei festival). I motivi sono molteplici: innanzitutto perché a dicembre – che sarebbe un buon mese per l’uscita nelle sale – sono in programmazione i famigerati cinepanettoni, che tolgono spazio agli altri film che nel frattempo stanno uscendo all’estero; poi il fatto che per molti film stranieri, prima di decidere di distribuirli nelle sale, si sceglie di sondare le reazioni del pubblico nei vari festival; infine, c’è la questione del doppiaggio, non sempre predisposto in tempo utile per garantire l’uscita contemporanea del film in Italia e nel resto del mondo.

Ecco così che alcuni dei film 2017 di maggior interesse usciranno nelle sale italiane soltanto a partire da gennaio (penso a The Darkest Hour o a The Death of Stalin, presentati in anteprima al Torino Film Festival).

A volte però sono le stesse scelte dei produttori a concordare una distribuzione limitata a fine anno per far rientrare le pellicole nella corsa ai vari premi (Oscar e Golden Globe), per poi essere distribuiti massivamente soltanto l’anno successivo. È il caso, ad esempio, di The Post, l’attesa nuova fatica di Steven Spielberg, uscito in distribuzione limitata negli USA il 22 dicembre e che verrà distribuito nel resto del Paese dal prossimo 12 gennaio (in Italia dal 1° febbraio).

Sta di fatto che delle dieci pellicole candidate come miglior film (cinque drammatici e cinque film commedia o musicale) ai Golden Globes 2018 soltanto tre sono già uscite nelle sale italiane (Scappa – Get Out, Dunkirk e The Greatest Showman, quest’ultimo, peraltro, soltanto a Natale). Gli altri sette, ossia Chiamami col tuo nome, il già citato The Post, La forma dell’acqua – The Shape of Water (vincitore del Leone d’Oro a Venezia), Tre manifesti a Ebbing, Missouri, The Disaster Artist, Lady Bird e I, Tonya, usciranno soltanto nel 2018 (per qualcuno, in realtà, la data non è ancora fissata).

Detto ciò, distinguere tra i film 2017 e i film 2016 usciti in Italia nel 2017 ci sembrava doveroso, considerato che questi ultimi sono già stati protagonisti della ormai lontana stagione degli Oscar 2017, con la relativa influenza in termini di scale di valori che qualcuno potrebbe trarne (non noi, beninteso).

Fatte queste doverose premesse, è ora di iniziare ad elencare i nostri Top & Flop (tre ciascuno), nonché le citate Menzioni speciali, corredati da un breve commento, giusto per dare un minimo di giustificazione alle scelte.

I FILM TOP DEL 2017

MARCO:

baahubali-2-stills-photos-pictures-263Baahubali 2, di S.S. Rajamouli. Una bomba di cultura indian pop con costumi, eroi invincibili degni dell’epica ma tutto è meravigliosamente colorato e pacchiano, al punto da fare il giro e trascendere nel MITICO! Se non avete visto il primo… è una pacchia lo stesso. [qui la recensione]
Tutto quello che vuoi, di Francesco Bruni. Dalla borgata di Roma, film piccolo e di crescita, centrato sulle persone e quello che gli uni agli altri dar ci si può. Di nuovo nulla, ma fatto molto bene e molto ahò. [qui la recensione]
L’altro volto della speranza, di Aki Kaurismaki. Tappa tra le altre del percorso del regista, affascinato dai paradossi e problemi dell’umanità, oggi è à la carte l’immigrazione. Lui ne parla, ed è piuttosto necessario.

MATTIA:

logan-01Logan, di James Mangold. Ho un palmarès talmente triste di opere cinematografiche che mi tocca mettere nei primi tre posti un film di supereroi. Di supereroi, capite?! Me ne vergogno, ma le grandi opere d’autore che ho avuto modo di visionare mi hanno in genere deluso. [qui la recensione]
Wind River, di Taylor Sheridan. Anche in questo caso, non è certamente un’opera di gran pregio, pur se più dignitosa della precedente per una top3. Un buon prodotto, capace di intrattenere, ma certamente non un capolavoro. [qui la recensione]
Auguri per la tua morte, di Christopher Landon. Più che per il suo reale valore, l’ho apprezzato per essere risultato migliore di quanto si potesse supporre date le premesse (tema abusato, sciacquetta protagonista, assassino ridicolo).

PAOLO:

gotg2Guardiani della Galassia vol.2, di James Gunn. Divertimento allo stato puro, con un sottotesto interessante sulla relazione tra un figlio che è dovuto crescere da solo e un padre ingombrante e assente. Gunn ha dato decisamente un’energia nuova al cinefumetto. [qui la recensione]
Easy – Un viaggio facile facile, di Andrea Magnani. Se italiano deve essere, che sia spiritosamente intelligente come questa deliziosa commedia on the road. Andrea Magnani è un nome da tenere d’occhio tra le nuove leve del cinema nostrano. [qui la recensione]
Thor: Ragnarok, di Taika Waititi. Altro cinecomic di eccezionale brillantezza, fa quello che deve fare: intrattenere. E poi lo ammetto: Thor è sempre stato il mio Avenger preferito e meritava finalmente un film all’altezza :-D.

VINCENZO:

locandinaA Ciambra, di Jonas Carpignano. Una sontuosa prova di cinéma vérité, un film che ricorda lo Scorsese delle origini (produttore esecutivo della pellicola) e che fa propria la lezione del neorealismo. Ma probabilmente il risultato più interessante è il magistrale equilibrio tra opera a soggetto e documentario. [qui la recensione di Marco]
Scappa – Get Out, di Jordan Peele. Un horror sorprendente, che nonostante i molti film a cui (anche dichiaratamente) si ispira riesce a mantenere una sua originalità e, soprattutto, a sfuggire dal modello contemporaneo dell’horror adolescenziale.
L’insulto, di Ziad Doueiri. La questione mediorientale portata sul grande schermo in un modo molto poco tradizionale ed anzi profondamente intelligente e innovativo. Vale la visione solo per l’eccellente interpretazione dei tre attori principali. [qui la recensione di Marco]

MENZIONI SPECIALI FILM 2016 USCITI IN ITALIA NEL 2017

MARCO:

Your Name, di Makoto Shinkai. Una macchina abbastanza perfetta, da due linee temporali separate a improbabili garbugli e sdoppiamenti, pur restando sempre in piedi. Perché già si sguazza nelle lacrime :’’’’’’’(  [qui la recensione]
Manifesto, di Julian Rosefeldt. Attenzione attenzione, un’idea! E l’ultima volta che avevo visto un’idea al cinema era il quadro quadrato che si allargava in Mommy. Lei qui è un personaggio per mille parole, estratte con metodo dadaista e inscenate nella quotidianità di chiunque. [qui la recensione]
Vi presento Toni Erdmann, di Maren Ade. Decisamente fuori dai canoni di trame cinematografiche mainstream, stralunato come giusto un tetesko, mattacchione e strano di gusto, potrebbe – cioè in un modo che noi non ci s’immagina. [qui la recensione di Vincenzo]

MATTIA:

La forma della voce, di Naoko Yamada. Uscito tardissimo in Italia (ottobre 2017), sarebbe al primo posto se rientrasse tra i film del 2017; ebbene sì, un anime jappo riesce a surclassare la pochezza delle opere da me visionate in quest’anno cinematograficamente triste.

PAOLO:

La La Land, di Damien Chazelle [qui la recensione], Silence, di Martin Scorsese [qui la recensione] e Manchester by the Sea, di Kenneth Lonergan [qui la recensione]. Tre capolavori che fanno impallidire l’annata appena conclusa, per me insoddisfacente.

VINCENZO:

Manchester by the Sea, di Kenneth Lonergan [qui la recensione di Paolo] e La tartaruga rossa, di Michaël Dudok de Wit [qui la recensione]. Due pellicole molto diverse ma entrambe profonde e toccanti.

I FLOP DEL 2017

MARCO:

personal shopperPersonal shopper, di Olivier Assayas. La Stewart è antipatica e vede i fantasmi. Boh, basterebbe già questo, che son andato a fare. Ah già, Assayas. Eh vabbè, nessuno è perfetto. Ma vai va. Tu e i fantasmi.
È solo la fine del mondo, di Xavier Dolan. Schiere di fan sfegahipster del bimbo prodigio cercheranno di dire che è un capolavoro. Pretenziosi, è pisciare alto e mancare l’obiettivo. Protagonista insopportabile, e con lo spessore di un panetto di burro, per me: Ritenta!
Sieranevada, di Cristi Puiu. Non basta esser rumeni e far cinema da sale d’essai, né riempire quasi 3 ore di gente che discute, dando il senso di quanto ci si rompa le palle alle veglie funebri ad aspettare un prete. Il senso arriva davvero bene :/

MATTIA:

kong skull islandKong: Skull Island, di Jordan Vogt-Roberts. Niente di più di quello che ci si poteva aspettare dal trailer, ovvero un’idiozia piena di esplosioni.
La mummia, di Alex Kurtzman. Ho già spiegato ampiamente qui perché questo film non avesse ragione d’essere.
Dead Again in Tombstone, di Roel Reiné. Non potevo farmi mancare il western, ed eccolo qua. Un inutile quanto non richiesto sequel che dà il peggio di sé in tamarraggine al ralenti e mancanza di innovazione.

PAOLO:

justice leagueJustice League, di Zack Snyder e Joss Whedon. Vabbè se un film del genere riesce a sbagliare pure gli effetti visivi siamo a posto. Affleck non è il mio Batman, non ci riesco proprio. Solo lei, l’amazzone più figa del mondo, risolleva un po’ le sorti di un film palliduccio.
Lego Ninjago, di Charlie Bean, Paul Fisher, Bob Logan. Lego Movie era spettacolare, Lego Batman divertente e questo invece. Siamo dalle parti dei cartoni della domenica pomeriggio, niente a che vedere con gli illustri precedenti.
Pirati dei Carabi: La vendetta di Salazar, di Joachim Rønning e Espen Sandberg. C’era una volta il simpatico Jack Sparrow dei film di Verbinski. C’era una volta e non torna più. Un film caciarone e bislacco, Bardem non conosce mezze misure, o fa ruoli memorabili o fa pagliacciate imbarazzanti (e indovinate un po’ cosa fa qui). [qui la recensione di Mattia]

VINCENZO:

valerian 1Valerian e la città dei mille pianeti, di Luc Besson. Sicuramente è stato un flop dal punto di vista economico, dato che è il maggior responsabile del bilancio in rosso dell’EuropaCorp. Ma poi troppi, troppi, troppi déjà-vu, come ho spiegato qui.
USS Indianapolis, di Mario Van Peebles. La storia vera citata ne Lo squalo di Spielberg viene saccheggiata da Mario Van Peebles in collaborazione con un Nicolas Cage deludente, come troppe volte accade. [qui la recensione, in cui forse ero stato un po’ troppo tenero]
The Broken Key, di Louis Nero. L’ho definito Il Codice Da Vinci in bagna cauda© e dovrebbe bastare per giustificare il motivo per cui l’ho messo nei flop. Ma per chi volesse saperne di più può leggere qui.

14 pensieri riguardo “i nostri Top & Flop del 2017

    1. grazie!
      tra l’altro notavo che tra tutti e quattro non abbiamo né un top, né un flop in comune…
      una cosa assolutamente casuale (nel senso che non è stata voluta), ma significativa!…

    1. beh, del resto non c’è niente di più relativo dei gusti cinematografici :-D…
      l’importante, a mio avviso, è motivare il perché un film sia piaciuto o non piaciuto… anche solo con due righe… e infatti abbiamo voluto farlo, dato che alcuni dei top & flop non li avevamo recensiti…
      quando uno motiva a quel punto nulla può essere messo in discussione… 😉

  1. Gran bella classifica! Mi trovate d’accordo su quasi tutti i film 😜 che ne pensate invece di “Atomica bionda” di David Leitch con protagonista Charlize Theron? L’avreste messo tra i top o i flop??

    1. Atomica bionda è un grande film action, io l’avrei sicuramente inserito nella mia top 10. Charlize ha una energia pazzesca, credibile tanto quando si muove sinuosa e femminina quanto mena di brutto 😊

  2. Concordo sui megaflop PERSONAL SHOPPER e LA VENDETTA DI SALAZAR
    però il più flop di tutti è stato 50 SFUMATURE DI KAKKA NERA (non l’avete visto? fortunati!!!!)

    1. 😀 😀
      diciamo che anche i flop devono avere una loro dignità…
      qui siamo probabilmente in una categoria che va oltre il flop…
      e infatti, almeno per quanto mi riguarda, me ne sono tenuto bene alla larga 😉

      1. Eheh, secondo me è rimasto fuori perché nessuno ha avuto il coraggio di vederlo. Idem (mi auguro) per TRANSFORMERS – L’ULTIMO CAVALIERE.

  3. Secondo me da questa panoramica emerge come un settore a volte un po’ schifato, come l’animazione giapponese, sia invece da tenere d’occhio: LA TARTARUGA ROSSA, YOUR NAME e LA FORMA DELLA VOCE sono tutti molto interessanti e poetici; prodotti come questi non vanno sottovalutati solo perché “anime”.

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