100 di questi Bergman: Spasimo, di Alf Sjöberg

hetsProbabilmente se chiedi alla persona che ti sta vicina in questo momento: “Secondo te chi è Alf Sjöberg?” la risposta potrebbe essere tennista o calciatore. Magari qualcuno potrebbe anche azzeccare dalla fonetica la nazionalità: svedese.  E invece il bravo Alf è stato un regista di tutto rispetto, ha vinto perfino una Palma d’Oro a Cannes nel ’51 (ex aequo con il nostro De Sica) con La notte del piacere, drammone tratto da una pièce di Strindberg. Ok, però non è lui il nome di peso di questo Spasimo (Hets) del 1944. La Svensk Filmindustri lo aveva sotto contratto e gli assegnò la realizzazione della sceneggiatura di un giovane ventiquattrenne di belle speranze che rispondeva al nome di Ingmar Bergman, reduce da un ottimo successo al teatro studentesco di Stoccolma. Det här är namnet! ovvero: “Questo è il nome!” (in svedese; ovviamente non ho usato il traduttore Google eh).

bergman100

Forse lo sapevate già, quest’anno ricorre il centenario dalla nascita del maestro di Uppsala; ho deciso di seguire la rassegna I demoni interiori di Ingmar Bergman che gli viene dedicata dalla piattaforma per cinefili MUBI, partendo da quello che possiamo definire come il suo vero e proprio battesimo nel mondo del cinema. Molti sono i registi che, nascendo dal teatro, hanno fatto il loro primo passo come sceneggiatori: Bergman ha poi continuato a scrivere buona parte dei suoi film, più qualche titolo girato da altri registi nordici (Gustaf Molander, Bille August, Liv Ullman oltre al già citato Sjöberg). Spasimo, dramma scolastico con echi di tragedia teatrale, è una chiara allegoria antinazista; siamo negli anni in cui il Terzo Reich aveva già occupato la Danimarca e teneva in apprensione tutta l’area scandinava, formalmente attiva con il sostegno norvegese agli Alleati mentre la Svezia restava neutrale. Nella pellicola il ruolo del sadico potente che tiene sotto scacco gli inermi (l’Europa diventa una classe di liceo) è quello del professore soprannominato Caligula, interpretato dall’attore Stig Järrel, che presenta una evidente e non casuale somiglianza con il Reichsführer Himmler. Una visione tipicamente giovanile della sopraffazione si incarna nella figura del professore inflessibile, dotato di lunga minacciosa bacchetta, i cui metodi didattici sono più riconducibili all’interrogatorio stile Gestapo che alla classica interrogazione, per cui devi soppesare bene ogni parola, perchè basta sbagliare una declinazione in latino (fa un po’ sorridere il latino pronunciato alla nordica, senza le “c” dolci) per compromettere tutto.

torment 12

Il giovane Widgren (interpretato da Alf Kjellin che nella sua carriera di attore farà qualcosa pure a Hollywood, oltre a dirigere episodi sparsi di una sessantina di telefilm famosi tra gli anni ’60 e ’80) è il vessato protagonista di questa storia, vittima anche del suo stesso senso di colpa nei confronti della famiglia borghese e in particolare di un padre che non manca mai di far pesare la propria delusione. In questo corto circuito interiore, che già anticipa i tormenti di molte personalità uscite dall’oscurità creativa di Bergman, trova spazio la disperante storia d’amore con la giovane tabaccaia Bertha, interpretata dalla bionda (beh, c’erano dubbi?) Mai Zetterling, che il ragazzo incontrerà barcollante e ubriaca in un sottopassaggio. Nel modesto nido d’amore dell’appartamento della ragazza, dove sonnecchia un bellissimo gattino tigrato, Widgren scoprirà un tremendo segreto; il sadico professor Caligula tiene sotto il suo artiglio anche la povera Bertha, divertendosi a spaventarla apparendo improvvisamente e imponendole la sua presenza con una palese allusione alla sopraffazione sessuale. La tragedia è nell’aria fin dall’inizio, il crudele epilogo si addensa di premonizioni anche al di là del senso di ritrovata libertà dell’ultimissima sequenza, una boccata d’aria che alleggerisce ben poco una storia interamente claustrofobica. Un’ appendice che Bergman fu costretto ad aggiungere. Scrisse il regista nel suo Immagini (Garzanti, 2009): “Spasimo finiva, in realtà, con il superamento dell’esame di maturità da parte di tutti, eccetto che di Alf Kjellin, il quale usciva dal retro con la pioggia. Caligula era in piedi e salutava con la mano dalla finestra. Tutti dissero che questo finale era troppo oscuro. Così dovetti scrivere ancora una scena…”

Torment 21

Appena conclusa la Seconda Guerra Mondiale, il film fu tra gli 11 titoli premiati ecumenicamente con il Grand Prix al Festival di Cannes del ’46, insieme al nostro Roma città aperta di Rossellini. Piacque alla giuria soprattutto lo spirito antinazista nella sua intelligente ambientazione scolastica. La pellicola ebbe anche un discreto successo e costituì soprattutto la rampa di lancio per il giovane Ingmar, al quale la Svensk Filmindustri commissionò subito sceneggiatura e regia per un secondo soggetto, La bestia madre (opera teatrale di Leck Fischer, drammaturgo danese), che divenne così il suo esordio alla regia con il titolo Crisi (Kris, 1946).
___

Hets (1944, Svezia, 101 min)

Regia: Alf Sjöberg

Soggetto e sceneggiatura: Ingmar Bergman

Interpreti principali: Stig Järrel (prof. Caligula), Alf Kjellin (Widgren), Mai Zetterling (Bertha).

 

prossimo articolo>>> 100 di questi Bergman: due film sull’amore e i suoi demoni

6 pensieri riguardo “100 di questi Bergman: Spasimo, di Alf Sjöberg

  1. Splendida iniziativa. Ho conosciuto Bergman quando avevo 20 anni e me ne sono invaghito subito. Hai presente quando incontri per puro caso l’autore giusto al momento giusto? Uno che nella tua mente sembra il solo ad aver capito cosa stai provando in quel momento? Be’, a me è successo con Ingmar 😉
    Grazie a Tele+1 che all’epoca passò in rassegna la sua intera filmografia – o comunque quella disponibile in quel momento – ho potuto amare un autore che non si ama mai abbastanza. (E dopo tanti anni ancora non ce la faccio a dar via quelle VHS registrate all’epoca…)

    1. Io l’ho conosciuto più tardi e me ne sono invaghito pure io 😀 Per me è il Dostoevskij del cinema; non sempre ho voglia di frequentarlo, ma quando sono dello spirito giusto non esiste al mondo miglior compagno!

      1. Assolutamente d’accordo con la similitudine! ^_^
        È tanto che anch’io non lo rivedo, ma lo porto sempre con me. E anzi, a parlarne m’hai fatto venir voglia di rispolverare qualche titolo 😛

  2. Io ero bambina quando vidi i suoi film. Passavano tranquillamente in tv, strano eh? Me li vedevo nel piccolo televisore di plastica arancione con antenna incorporata che i miei avevano generosamente posizionato nella mia cameretta. Loro stavano sul divano a guardare altre cose. Invece a me quei film sembravano un sogno.

      1. Infanzia antica, quando per i bambini non c’era nemmeno la tv dei ragazzi, altro che Heidi. E poi a me piaceva più la Piccola fiammifferaia che Biancaneve, quella moracciona dalla fortuna sfacciata 😉

Commenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.