Al cinema: Black Panther, di Ryan Coogler

pd15181560023ulC’è questa specie di principe nero e frignone e un po’ emo, muore il padre e diventa re. Il posto è fantastico ed inusuale, regno di Wakanda, una riarsa superficie di deserti e foreste che nasconde un morbido cuore di ipertecnologia e cioccolato fondente. Ah no, e civiltà. Intanto in casinò sudcoreano passa Stan Lee, che gli eroi Marvel se li è inventati praticamente tutti e insomma, quanto si deve sentire giustamente ganzo? Quindi rewind: T’Challa è Black Panther, il re di questo posto, che ha superpoteri derivanti da un’erba pure lei emo, l’erba <3. Quindi in pratica si droga (ed è comunque superbombato anche senza poteri o quando va in rehab). Tutto questo popo’ di roba il Wakanda ce l’ha grazie al vibranio, un metallo/minerale/qualcosa dalle strabilianti virtù.

Però loro, che col vibranio già hanno le astronavi, col cazzo che lo condividono con gli altri, se lo tengono e fanno credere al resto del mondo che sono poracci peggio della Ferragni. La società è vagamente trib-matriarcale, nel senso che il re è Frignone T’Challa ma le soldatesse più fighe e anche quelle intelligenti sono donne, e lui se ne va in giro a caccia dei ladri di vibranio. No vibranio no party. In queste peregrinazioni cozza con un tipo (l’attore si chiama Michael Jordan *_* ) che arriva in Wakanda e dice no, io sono il figlio del principe pereppè, quindi ti posso sfidare per il trono. E se vinco spacchiamo i passeri ai culi di tutti i bianchi del mondo.

bp

T’Challa, al massimo della sua emità (!) perde malemale. Qui inizia una parte prevedibile in cui viene buttato da una cascata ma, dato per morto, ovviamente si salverà, e tornerà a sfidare MJ (che ha anche un nome da fumetto ma a che ti serve quando ti chiami MJ?). Chi vince? Il centomiliardocesimo film Marvel, a comporre quel mosaico che visto tutto insieme sa di cosmogonia e sarebbe una figata ma in realtà col tempo che passa tra un film e l’altro io non mi ricordo poi mai un cazzo di come si uniscano i puntini, fa una plongée sull’Africa e su questo eroe minore – tanto checcefrega, Stan Lee credo ne creasse circa uno a settimana. I film tratti dai fumetti sono esattamente come i fumetti, ad alta godibilità e riproducibili all’infinito. Fa qui capolino una buona caratterizzazione dei personaggi emo, T’Challa che piange, T’Challa che non lo appoggia alla tipa perché è timido – e poi le tipe son troppo toste là. Una grande caratterizzazione del popolo nascosto (o nas-tosto), kind of a mix tra l’Africa e Star Trek e i rispettivi immaginari, molto ritmo nel sangue (ma non il pisello grande, perché è un film Disney – comunque cit.) anche se intanto evoluti evoluti, evoluti un cazzo, migliaia d’anni di tecnologia e sono ancora a scegliere come re quello che molla gli sganassoni più forti. Non un granché il finale senza sorpresa e i rinoceronti CGI, siamo nel 2018.

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Eppure, per quanto (o in quanto) prettamente in stile Hollywoodiano, è un film schierato più di molti, perché Black lives matter e il ribaltamento è facile, coi neri che perculano i bianchi e i cattivi che son diventati cattivi sì, ma per vendicarsi di quanto soffrono tutti gli altri neri del mondo. In uno dei molti finali, addirittura la si appoggia politicamente piano, con un “i saggi costruiscono ponti, gli stupidi costruiscono barriere”, che bastava mettere “muri” e levati proprio.

Vogliamo un illuminato Bud Spencer a capo del Wakanda.

___

Black Panther (2018, Walt Disney/USA, 135 min)

Regia e sceneggiatura: Ryan Coogler

Soggetto: Stan Lee, Jack Kirby

Fotografia: Rachel Morrison

Musiche: Ludwig Göransson

Interpreti principali: Chadwick Boseman (T’Challa/Pantera Nera), Michael B. Jordan (Erik Killmonger), Lupita Nyong’o (Nakia), Danai Gurira (Okoye), Martin Freeman (Everett Ross)

4 pensieri riguardo “Al cinema: Black Panther, di Ryan Coogler

  1. CapolavoroH anche questa recensione, ogni volta ti superi davvero! (ho riso fin dalla locandina, ahah geniale)
    Il film l’ho visto anche io – non ho perso un Marvel, mio figlio è ultrafan – e inzomma, non mi ha entusiasmato questo mood ultraserioso, resto fedele alle atmosfere circensi di Guardiani della Galassia o Thor Ragnarok. Però caspita, che uscita di scena il villain! Tosto fino alla fine, ammazza.

  2. Super post su un film che sta piacendo a tutti, e non ho ancora capito il perché 😉 Dici bene, non si sfida uno che si chiama Michael Jordan, anzi puoi sfidarlo, ma tanto è sicuro che vince lui. Qui sicuramente ha vinto la sfida del carisma con l’inutile protagonista. Cheers

  3. La butto lí: citazione di Caparezza?
    A me Black Panther è piaciuto molto, a parte un doppiaggio che ho trovato in piú punti osceno. Una bella ripresa da quella farsa di Ragnarok!

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