Al cinema: Solo: A Star Wars Story, di Ron Howard

sololocandinaMettiamo subito le carte sul tavolo (quelle di Sabacc ovviamente); o sei per la Saga nella sua continuity o sei per gli spin-off. Ok dai è una esagerazione, tuttavia nelle chiacchiere post-cinema davanti a panino e birra alla fine si finisce sempre là, lucasiani della prima ora vs. quelli che Star-Wars-non-ci-vado-matto-però-Rogue-One-figata. Ciò che risulta lampante è che l’inesauribile franchise di George Lucas ha trovato una nuova linfa creativa e mille possibilità sembrano aprirsi in un universo così potenzialmente infinito; il secondo step di questo progetto, dopo l’imprevedibile (o forse no?) enorme successo di Gareth Edwards che sforò il tetto del miliardo di USD con Rogue One, vede la origin story di uno degli eroi più amati della Alleanza Ribelle, il pilota, faccendiere e guascone Han Solo che nella serie “classica” era interpretato da… no, vabbè che ve lo dico a fare: da lui

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Che Harrison Ford fosse un’ombra gigantesca alle spalle di questa produzione lo sapevano anche i sassi. Talmente ingombrante da risultare una sfida fantastica per il casting, al quale parteciparono in 2.500 quando ancora il progetto era in mano alla magnifica coppia di Lego Movie, Chris Miller e Phil Lord. La spuntò il giovane Alden Ehrenreich (che ho la fortuna di scrivere senza dover pronuciare), pupillo del vivaio Spielberg-Coppola. Ebbene, il ragazzo ha una affinità somatica più che sufficiente con l’originale e la sua prova fornisce un piglio gradasso decisamente nelle linee del personaggio. Il compagno di avventure, il mitico peloso Chewbacca di cui tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita a riprodurre il verso (se serve c’è il tutorial), non aveva bisogno di grandi invenzioni logopediche ed è bastata la corpulenza del cestista finlandese Joonas Suotamo. Insomma, con una materia prima azzeccata è bastata una sceneggiatura coinvolgente alla quale ha provveduto la famiglia Kasdan ed una regia tradizionalmente orizzontale (che non significa piatta) e pulita come quella di Ron Howard. Oltre ovviamente a un bel po’ di effetti visivi mozzafiato, frutto della squadra più vincente in circolazione, la Industrial Light & Magic che non sa più dove mettere i premi.

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E’ luogo comune affermare: vabbè effetti visivi, voglio ben vedere con quei capitali. L’arte tuttavia riesce sempre a sottrarsi alla legge matematica degli investimenti: non sempre l’uso composto del digitale e degli effetti speciali produce meraviglie, è proprio una questione di alchimia, frutto di un ingegno altamente professionale. E qui, signore e signori, abbiamo una delle sequenze fanta-action più spettacolari degli ultimi anni, roba da trattenere il fiato per quindici minuti abbondanti: un binario scorre sospeso in aria tra le montagne, un treno sfreccia sfidando la gravità come un roller coaster, due bande di predoni cercano di isolare e arpionare in volo un vagone pieno di coassio (fonte di energia preziosissima e altamente esplosiva). Adrenalina al 100% assicurata, vi assicuro che dopo la sequenza sentirete più di qualcuno affermare che essa vale da sola il prezzo del biglietto. E dunque qualcuno potrebbe legittimamente sollevare un dubbio: ma non è che parli della sequenza spettacolare perchè non c’è molto altro da dire?

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Beh, concedetemi un po’ di sano cerchiobottismo: un po’ è vero, un po’ no. Certo, a dare un giudizio sui personaggi schierati non tutti emergono in maniera convincente: la riserva più grande è per la prova davvero sciapina della Madre dei Draghi, Emilia Clarke, che appunto per quanto mi riguarda rimarrà per sempre “prigioniera” del personaggio della serie HBO. Neanche il cattivone di Paul Bettany ha molta incisività, col suo viso striato di rosso che pare si sia tolto male il trucco della maschera di Visione. Decisamente meglio il grande Woody Harrelson, colui che ha il compito di dare l’imprinting alla personalità del Solo che conosceremo in Episodio IV, così come il Lando Calrissian di Donald Glover (aka Childish Gambino, non perdetevi il video di This is America), antieroe scanzonato e coinvolto in una relazione impossibile con l’androide femmina L3-37, molto girl power e autodeterminazione dei popoli. Insomma nel complesso è un film molto scorrevole, sicuramente manca del fascino crepuscolare di Rogue One, ma assolve pienamente al compito di intrattenere senza tradire troppo l’universo di cui è figlio e la fandom a cui doveva immancabilmente prestare l’inchino.

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Solo: A Star Wars Story (2018, USA, 135 min)

Regia: Ron Howard

Sceneggiatura: Jon e Lawrence Kasdan

Fotografia: Bradford Young

Musiche: John Powell

Interpreti principali: Alden Ehrenreich (Han Solo), Emilia Clarke (Qi’ra), Woody Harrelson (Tobias Beckett), Donald Glover (Lando Calrissian), Paul Bettany (Dryden Vos)

16 pensieri riguardo “Al cinema: Solo: A Star Wars Story, di Ron Howard

  1. la ILM non sa più dove mettere i premi… sacrosanta verità… roba da antitrust…
    posto che devo ancora vederlo, tu per caso ti sei fatto qualche idea del perché il film stia andando male ai botteghini (sia in Italia, sia Worldwide, con incasso dei primi 10gg pari ad esattamente la metà di quello di Rogue One)?
    non lo so… forse la gente è ancora talmente inebriata da Avengers che ha deciso di non rischiare di rovinarsi il palato con un salto nel buio (perché un film su Han Solo senza Harrison Ford lo è a prescindere)?
    un po’ come quando in un ristorante ti fai una mangiata memorabile ma non prendi il caffè perché non sei sicuro che lo facciano bene… 😀

    1. Boh non saprei, forse è proprio il fatto che è “un film su Han Solo”. Non ha un background fumettistico o letterario, c’era meno aspettativa.

  2. Probabilmente in settimana lo andrò a vedere, se non altro perchè Star Wars vale sicuramente sempre la pena al cinema.
    Vorrei qui esprimere un parere spesso considerato controverso: per quanto bella, Emilia Clarke non è una brava attrice. Almeno, non senza draghi che distraggano dal suo volto inespressivo.

  3. Ho adorato questo film, che ho provocatoriamente (ma neanche tanto) definito il migliore Star Wars dell’era Disney. Forse a tratti semplicistico e infantile, ma per quanto mi riguarda contiene tutto quello che cerco in una space opera al cinema. E sì, io sono uno di quelli che va in giro a celebrare la sequenza del treno 😉

    Fa comunque piacere constatare che non tutti i giudizi siano così negativi come sembrava in un primo momento.

    Lascio il link alla mia recensione qui di seguito:
    https://troppolontanidallestelle.wordpress.com/2018/05/31/solo-il-migliore-star-wars-dellera-disney/

  4. Sono riuscito a vederlo e quindi ora posso leggere. Avevo deciso di non leggere nulla, ho visto solo il primo trailer. Nessuna aspettativa.
    Sono stanco del coro di espertoni di cinema e puristi della sEga (pardon saga), è un film d’intrattenimento, di fantascienza e nemmeno di quella che pretende di essere “credibile”. Lucas l’ha creata sul canone della “favola”. Se guardiamo la grafica dei primi poster di Episodio IV è evidente anche a un ipovedente. Pretendere “trama” di spessore, coerenza certosina, addirittura la stessa caratura interpretativa degli attori è roba da non credere. Lo ripeterò alla nausea: il cimena è cambiato, il pubblico è cambiato e noi siamo cambiati. Pretendere che i nuovi Star Wars abbiano lo stesso effetto di Episodio IV-V-VI è roba da psicoanalisi.
    Questo film, a mio avviso, conferma che gli spin-off funzionano (anche se il botteghino potrebbe fare pensare al contrario nel caso di specie). Concordo con la tua affermazione finale in toto.
    La Clarke non è mai stata un fenomeno di espressività e di interpretazione recitativa, ma va anche considerato che il ruolo pretendeva che celasse la sua vera aspirazione e futura identità. Concordo che è la più debole interpretazione di tutte.
    Gli altri attori mi hanno soddisfatto, incluso il badass. Il migliore di tutti è Chewbecca perché incarna l’autentio legame con la saga originale. Commovente a tratti, per me che ho visto Episodio IV al cinema nel 1978.
    Il girl-power dell’androide l’ho trovato troppo enfatizzato ed è l’unica nota stonata di un film che ho trovato godibile quanto Rogue One, non proprio confrontabile, per diversità di impianto della storia: RO è una corale drammatica, Solo è la storia di un personaggio intrecciata con quella di altri, alcuni per rimanere, alcuni il tempo di queste due ore e rotte. Bene anche gli inserti di alleggerimento, meglio rispetto Star Wars VIII.
    Bel film e tenetevi pure Deadpool 2 😉

    1. sono d’accordo con quello che hai scritto (anche se io giudico Rogue One superiore a questo) e spero che la Disney non abbandoni lo sviluppo degli spin-off (nonostante questo sia stato un evidente flop dal punto di vista degli incassi)…
      anche perché i due che sono “in cantiere” sono davvero ghiottissimi, roba da mandare in solluchero i fan… parlo dei previsti film su Boba Fett e Obi-Wan Kenoby, roba che mi luccicano gli occhi solo a pensarci…

      1. RO è differente e anche io penso sia migliore di questo Solo. Ma considerate le differenze soltanto di un’attaccatura. Il secondo tempo di RO trascina, esalta come pochi momenti della saga: giusto la Battaglia di Yavin è più epica. In Solo manca un momento “corale”, che ti fa urlare “e ora spacchiamogli il c…asco!”

  5. Non l’ho visto, per ora, per il semplice fatto che non ne sentivo il bisogno (e grazie al c… piffero direte voi), nel senso che da fan lo avrei visto solo in quanto film di Star Wars e non perché lo desiderassi davvero (come invece accadde per Gli ultimi Jedi), mi sentivo quasi in obbligo e niente, magia svanita. Lo rimedierò sicuramente in futuro per l’home video, son pur sempre fan ma con i miei tempi senza dovermi sbattere ad andare al cinema controvoglia.

    1. ecco il tuo commento mi aiuta, a suo modo, a capire il perché del flop di questo film (parlo del flop degli incassi)… è un film poco sentito, anche dai fan… forse con Rogue One c’era stata più attesa, nonostante fosse sulla carta meno importante di questo (qui stiamo parlando, del resto, di uno dei personaggi più riusciti della saga)…

      1. Aggiungerei che anche l’effetto ”produzione in serie” imposta da Disney. Quanto abbiamo aspettato per veder la seconda trilogia? Star Wars al cinema era un evento, ora ne abbiamo uno all’anno (non che la cosa mi dispiaccia)

  6. visto con enorme ritardo… ed infatti al cinema ero solo (con la minuscola)…
    cioè, in pratica ero solo (nel senso di non accompagnato) e solo (in sala) a vedere Solo (questa volta con la maiuscola)…
    non mi era mai capitato, una sala cinematografica tutta per me…
    certo, mi son scelto un turno assurdo (il pomeridiano del lunedì, penso il meno frequentato in assoluto della settimana), e tra l’altro a un mese circa dall’uscita… insomma me la sono andata a cercare…
    sul film devo dire che non mi è dispiaciuto, ma non mi ha nemmeno entusiasmato come aveva fatto Rogue One… per cui sono in linea con il tuo giudizio, con l’unica differenza che io adoro anche i film della saga, quelli della tripla trilogia… 😉
    poi certo: l’ombra lunga di Harrison Ford ha fatto sì che il povero ragazzo col nome impronunciabile si trovasse di fronte ad una lotta impari contro la leggenda di Han Solo…
    p.s.: solo su una cosa mi trovi in disaccordo… Bettany a me è piaciuto abbastanza, anche se ha la stessa espressione dai tempi di Dogville… 😀

  7. La scena che mi ha davvero emozionato è quella in cui Chewbacca prende i comandi del Millennium Falcon. Per il resto non lo so, la mattina dopo avevo dimenticato gran parte del film.

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