contemporary stuff: 300, di Zack Snyder

locandinapg29Al principio della fine, cioè appena terminato, fluttuando in quel frangente post-cinematografico in cui si cerca di comprendere quel che il film ha lasciato sotto pelle e di fare la raccolta delle impressioni seminate durante il percorso (momento in cui se gli altri non mi parlassero preferirei), avevo concluso di aver assistito ad un film fascista. Ignoravo in che termini ma era la prima idea salitami in mente, con bandierina dello scopritore del nuovo mondo da piantare: ”Dichiaro questa terra fascista”.
Quindi mi sono chiesto cosa/quali fossero i film fascisti in memoria, e risposto che forse, più che bersaglio, avevo sbagliato freccia. Il cinema fascista era un pezzo di pane raffermo ma impegolato nel latte e col miele, per lo più senza infamie e senza lode, Blasetti e Camerini; storie e storielle simil-fotoromanzate di amori rosa confetto, di cui si stava attenti che non pregiudicassero la pubblica moralità (ATTENTATO) ma che non chiedevano, né davano coerentemente in cambio, quasi nulla. Cinematografia d’evasione dal quotidiano.

La conclusione è stata che 300 non potesse essere fascista, dunque un film nazista? E qui nulla ho trovato che riuscisse a farmi cambiare opinione.
Il che non vuol dire che fosse un pessimo film, le considerazioni cinematografiche si sono congiunte per forza a quelle ideologiche appostate dietro la superficie. Le scene di battaglia con garganelle di sangue e fiotti e morti, teste che cadono e spade che squarciano al rallenty sono il mio ambiente ideale, ho cercato con cura di vedere tutte le tarantinate possibili, amato la violenza di Natural Born Killers, Mr. Vendetta o Funny Games, non ricordo un film dove la violenza abbia costituito un problema. E a maggior ragione quando è a tal punto stilizzata e padroneggiata, dal computer e da chi sta alla regia, fino a divenire spettacolo in sé che potrebbe benissimo esulare dalla trama. Il difficile è rendere i morti sgozzati o come si preferisca funzionali al racconto. Il nazismo, da buon cultore di un estetismo fine a se stesso, si accontentava volentieri dell’assenza di trama, chiedendo a Leni Riefenstahl di girare film grandiloquenti sulle Olimpiadi del 1936 che documentassero la potenza fisica e (chissà poi perché) intellettuale della razza ariana.
Comunque, per quel che riguarda gli opliti lancia in resta contro i cattivi, nulla di male né di nuovo.

300feat
Eppure in 300 erano presenti:
1) fin dall’inizio, una simpaticissima pratica eugenetica, consistente nel buttare via alla nascita gli spartani che non promettessero (così, a naso) abbastanza bene; da gettare su di una collina di ossicine e teschi, tanto per essere sicuri. Detto che è il pezzo più storicamente ancorato di tutti, anche ai nazisti sarebbe tanto piaciuto purificare la razza ed avere tutti dei pettorali finti come questi spartani così amorevolmente selezionati;
2) Leonida, un re (anche se poi a Sparta comandavano tutti tranne lui, che re sei?) sinceramente contento di farsi ammazzare con tutti i suoi: storicamente il suo sacrificio era servito a dare il tempo agli altri greci di organizzarsi, qui è useless, potrebbe andarsene benissimo insieme agli amici Focesi un pugno d’ore prima di essere seppellito di frecce (chiunque abbia fatto il classico ha tradotto: “Copriremo il cielo di frecce” e Leonida “Vorrà dire che combatteremo al buio”). All’inizio gli arriva un ambasciatore di Serse e, in ossequio alle regole del bon ton diplomatico, lui lo butta in un pozzo nero e fondo con i suoi uomini. Quello non era uno dei re magi ma sempre un ambasciatore, ecchediamine, neanche gli indiani più cattivi nei western contro John Wayne ammazzano l’ambasciatore, equivale a tagliar la gola anche solo al pensiero che se ne potrebbe parlare. Kaputt, stupido ambasciatore che sei venuto qui per discutere. Insomma, noi il patto Molotov-Ribbentropp lo firmiamo, sappiate che tanto non lo rispetteremo;
3) discorso ritrito sui cattivi brutti e i buoni belli, inutile approfondire, dagli Ebrei -Topi in Maus in poi.
Credo ai gerarchi nazisti questo film sarebbe piaciuto un casino, meglio di Süss l’Ebreo, c’è tutto, piacevole distillato di disprezzo per le diversità, etnocentrismo cieco e sordo, delirio di onnipotenza, tocchi qua e là di virilismo stupido e una manciata di sentimento per lasciare il tempo di riprendere il fiato, che tanto abbiamo un pubblico molto piccolo e molto borghese e male fa.

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Apprezzate le scene delle battaglie, ma ormai ne escono a ripetizione di film con scene pressapoco identiche, senza per questo che tutti si sentano in dovere di sottolineare come noi siamo la luce e tutto ciò che è “altro” le forze del male. In più Serse era una comica, un travestito piercingato e ossessionato dal fatto che tutti gli si inginocchiassero davanti, ma, mentre con l’Alessandro Magno tramandato dalla storiografia la cosa aveva un senso e una tradizione, diventando una classicissima proskinesis, qui sembrava piuttosto che chiedesse a ripetizione di fargli un pompino (non per essere volgari, era davvero così).
Il fumetto (su cui non ho giudizio dato che non l’ho letto) da cui è stato tratto il film è del 1998, per questo (e perché comunque non l’ho notata) salto l’analogia tra Spartani e Usa come difensori del mondo, i Persiani che sarebbero gli Arabi Uniti invasori e gli altri greci (a un certo punto si dice che, se non si sono inginocchiati a Serse quelle checche degli ateniesi, figuriamoci noi di Sparta, tzè), noi spauriti europei. Sin City usava la violenza per incidere (e lasciare a soffrire sullo schermo) personaggi fumettistici, sì, ma problematici, a volte addirittura simpatici; cosa qui del tutto irrintracciabile, neanche per sbaglio ne è uscito uno non dico simpatico ma almeno umano. Anzi, a Sparta era probabilmente vietato. Il traditore è orripilante ed è proprio questo che lo fa tradire, Cesare Lombroso fa la ola nella tomba. Tutto è bianco o nero e già se qualcuno dicesse grigio verrebbe catapultato nel pozzo.
Il fatto che ci sia gente a cui un film del genere possa piacere, con o senza la consapevolezza del sostrato ideologico soggiacente, volontario o involontario che sia, lo ritengo un problema. Preferisco poter credere a un mondo (e ad un cinema, che per me è lo stesso) colorato, anche e non solo in superficie.

___

300 (2007, USA, 117 min)

Regia: Zack Snyder

Soggetto: Frank Miller

Sceneggiatura: Zack Snyder, Kurt Johnstad, Micheal Gordon

Fotografia: Larry Fong

Musiche: Mark Mancina

Interpreti principali: Gerard Butler (Re Leonida), David Wenham (Delios), Lena Headey (Regina Gorgo), Dominic West (Terone), Rodrigo Santoro (Re Serse), Michael Fassbender (Stelios)

12 pensieri riguardo “contemporary stuff: 300, di Zack Snyder

  1. Recensione esilarante come al solito 😀 Sottoscrivo il tuo commento finale. Visto abbastanza di recente, veramente una ridicola celebrazione della mascolinità dei durissimi e purissimi che non può non far pensare al subdolo virus fascista. Magari è un problema che nasce col fumetto, boh mi interessa zero approfondire, però nel film di Snyder questo arianesimo identitario tracima proprio.

  2. Ne ho memoria come di una cosa incredibilmente trash, con quel Serse buliccio che più che mettere soggezione faceva ridere i polli. Ancora non capisco come possa avere fatto così tanto successo una roba così ridicola XD

  3. in Misterioso omicidio a Manhattan, Woody Allen dice alla moglie, interpretata da Diane Keaton, che non può ascoltare troppo Wagner, altrimenti gli viene l’impulso ad occupare la Polonia…
    ecco, io quelle due/tre volte che ho visto questo film ho avuto quest’impulso (occupare la Polonia), per cui sì, concordo sul fatto che sia fondamentalmente un film nazi-fascio…
    però devo anche ammettere, per essere intellettualmente onesto, che il film mi ha anche gasato, proprio per quell’impulso a invadere la Polonia di cui sopra, e perciò forse devo sospettare che pur nel mio essere profondamente antifascista devo coltivare da qualche parte del mio subconscio un piccolo sostrato nazi… che per fortuna sfogo soltanto con queste opere di finzione…
    perché sono convinto che tutti dentro di loro hanno un piccolo sé-nazista… tutto sta ovviamente nel tenerlo a freno…
    c’è chi, per l’appunto, lo sfoga nelle opere di finzione…
    e c’è chi, invece, lo sfoga nella cabina elettorale (ogni riferimento all’attualità è puramente casuale)…
    e c’è chi, ancora peggio, lo sfoga nella cabina elettorale, ma anziché vergognarsene e starsene bonino, evitando di incorrere nel biasimo dell’intellighenzia (che a suo modo è essa stessa un po’ nazi), con l’intima soddisfazione di aver fatto il proprio nazi-dovere, ha bisogno di sfogare questo proprio impulso all’esterno, con orgoglio e tracotanza (anche qui ogni riferimento all’attualità è puramente casuale)…
    tutto ciò per dire che mi sento di spezzare una lancia (da oplita) per coloro ai quali (me incluso) hanno apprezzato il film (con vergogna, ovviamente, ed infatti questo è uno dei classici prodotti che si prestano a rientrare nella categoria dei guilty pleasure) senza però prenderlo troppo sul serio… 😉

    1. Qua non c’era niente che riuscisse a farmelo piacere. Chessò, almeno in Indipendence day c’era Willy che a me fa scassare :/ qua eran tutti odiosi, manco riesci a pensare di berci una birra, con sta teppaglia

  4. Non si esce vivi da Frank Miller.
    Un reazionario del tutto privo di ironia che con gli anni è solo peggiorato (anche a fare fumetti). Snyder ricalca il fumetto quasi pagina per pagina (ha provato a rifare lo stesso con Watchmen, “Madornale errore” cit.) quindi riporta su schermo tutte le idee diciamo bislacche per non dire di merda (oops) di Miller. Visto doppiato poi è una comica, sembra già la parodia di sé stesso. Alla fine è un film di propaganda (Yankee) già Trumpiano, se uscisse oggi uguale sarebbe piacerebbe ancora un sacco, certe brutte idee purtroppo sono ancora di moda. Gran post, è un film che ha tutto per chiamarsi gli schiaffi, quindi è anche giusto darglieli, tanto sono Spartani no? Sono abituati anche a questo. Cheers

  5. 300 non solo è una fascistata, ma è pure tedioso da vedere con tutti quei ralenty.

    Difficile non vederne l’ideologia che ci sta dietro (come hai giustamente ricordato), e la pochezza registica di uno Snyder che dopo 300 ha continuato a fare sempre e solo la stessa roba (anche ideologicamente, vedi Watchmen realizzato stuprando l’opera originale – e si è pure detto contento di aver tolto il progetto a Terry Gilliam!!! Imperdonabile!!!) e per di più con lo stesso stile!

  6. Mi accodo a Vincenzo di cui condivido il commento, ma non mi vergogno di ammettere che il film mi sia piaciuto, superando le mie aspettative. Non è un capolavoro imprescindibile, ma un cine-comic (a tratti comico) che ha utilizzato un mito di tale sacrificio e abnegazione, che è stato tramandato per generazioni, e lo ha stravolto per essere notato. E lo fa con una fotografia che gli dona un’identità, lo rende diverso da altri prodotti di similare ispirazione.
    L’ideologia tracimante o esplicita non so quanto sia parte del progetto degli autori. Ho apprezzato la tua recensione proprio perché il tema “ideologico” più netto è per me un machismo ultra-pompato, per giunta totalmente falso dal punto di vista storico (poi ci arrivo). Fascismo e nazismo a volerli tirare dentro è possibile, come tu hai argomentato.
    E ribadisco che è interessante l’approccio, per quanto sia una forzatura, una seconda lettura possibile, ma con qualche forzatura e con blandi legami.
    Gli Spartani applicarono l’eugenetica ante-litteram? Non è esatto. Tutti i popoli antichi, specialmente se organizzati in città-stato, tendevano a unirsi nel loro gruppo, spesso anche familiare, con le conseguenze sui nuovi nati che tutti conosciamo. Un bimbo malformato o menomato alla nascita non aveva speranze di vita perché già era difficile sopravvivere nascendo sani. Altrettanto succedeva dall’altra parte del mondo allora sconosciuto: i Maya. Pakal è il re più famoso di Palenque, nato con una malformazione alla gamba, a causa di unioni tra consanguinei che erano la norma per mantenere la famiglia al potere.
    L’”eugenetica” agli Spartani non giovò. La loro decadenza fu dovuta al fatto che erano pochi e demograficamente depressi. Ragione per cui si diedero una marcata educazione militare, dividendo fin da fanciulli donne e uomini ed educandoli rigidamente. Questa separazione ha favorito legami affettivi tra individui dello stesso sesso (che era la norma anche in età adulta).
    Questi legami affettivi erano alla base della forza militare in battaglia, testimoniata anche dal Battaglione Sacro Tebano che si racconta vennero trovati sull’ultimo campo di battaglia in cui vennero sterminati, a coppia a coppia. La forza di un esercito antico era, oltre che nelle armi e nella tattica, sopratutto nel morale. E nessuno fugge se il proprio amato è in pericolo.
    Perciò anche il machismo evidente nel film ha un risvolto che ho trovato comico. Il gigantesco e femmineo Re Persiano è un’esagerazione, ma rappresenta bel metà-linguaggio del film la potenza persiana è il contraltare manicheo al machismo spartano.
    L’episodio del l’ambasciatore gettato nel pozzo, oltre a essere un evidente falso storico (gli ambasciatori erano sacri), è un motivo di altra comicità involontaria, sopratutto se si vede il film in lingua originale. “We are Spartans!” pronunciato con accento americano per conto di un greco del Peloponneso! Neanche il peggior doppiato nostrano riesce a essere più comicamente tragico.
    In conclusione di questo lungo commento (mi perdonerai ma è prova dell’interessante tema che hai sollevato) non condivido la tua ultima affermazione, per i motivi citati e per un contesto diverso al momento dell’uscita del film. Forse l’ideologia che stigmatizzi è frutto di una lettura all’attualità in cui sicuramente c’è un ritorno nostalgico (e non solo). Pure apprezzando il film per il cine-comic che è, non sento di rappresentare alcun “problema” e il mio anti-fascismo e anti-nazismo non ne è minimamente intaccato.

    1. Non mi addentro sulla percezione/reazione che ognuno può avere a un film (o a qualsiasi testo, semioticamente parlando), preciso solo che la mia lettura di certo non è legata all’attualità, dato che quel che ho scritto è di anni fa. Abbastanza da non sapere quanti :/

  7. Che abbia un’estetica destrorsa è chiaro sin dal fumetto, comunque Frank Miller è stato spesso associato a quell’area di appartenenza ideologica, se non mi sbaglio.
    Il film a dire il vero non mi è mai piaciuto, già mi ero rotto le palle con le versioni di greco, non volevo vedere ancora questa storia…
    Moz-

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