Confronti: quando la spia è donna (Atomica bionda vs. Red Sparrow)

spie 1In poco meno di un anno abbiamo avuto nelle sale due film ambientati nel mondo dello spionaggio e con protagoniste femminili. Un revival di temi già affrontati in tutte le salse nel mondo della settima arte, in un genere, quello della spy-story, che tuttavia aveva abituato a personaggi maschili, con le donne relegate a mera comparsa o a femme fatale di turno (vedi il caso paradigmatico di 007 e delle Bond Girls).

Non che nella storia del cinema non vi siano state in precedenza opere di spionaggio (anche celebri e risalenti) con protagoniste appartenenti al gentil sesso: dalla Mata Hari di Greta Garbo (nell’omonima pellicola del 1931, che era stata preceduta da due film muti – uno dei quali con la “vamp” ante-litteram Asta Nielsen – e che è stata seguita da una serie di altre opere dedicate alla celebre spia olandese) alla Nikita diretta da Luc Besson.

Si tratta, in ogni caso, di eccezioni alla regola, in un panorama che probabilmente sembra destinato a cambiare, anche grazie ai due film di seguito presentati.

atomica bionda 1Il primo di essi è Atomic Blonde, film americano del 2017 diretto da David Leitch e con protagonista la bella Charlize Theron. Partendo dalla moda tutta contemporanea di prendere spunto da soggetti tratti da graphic novel, l’opera ci fionda negli ultimi scampoli della Guerra fredda, quando la caduta del muro di Berlino dava al mondo l’illusione di un nuovo corso nei rapporti internazionali, mentre in realtà le agenzie di controspionaggio dei due blocchi rivali continuavano a farsi le scarpe a vicenda, agendo come di consueto sottotraccia. The Coldest City, scritta da Antony Johnston ed illustrata da Sam Hart, racconta ciò che Kurt Johnstad mette su copione e David Leitch su pellicola, ossia la storia di un’avvenente spia dell’MI6 (la Theron, per l’appunto) inviata in missione a Berlino – proprio in quel fatidico 1989 – per recuperare una lista con i nomi degli agenti segreti occidentali in azione nell’Europa centrale (il che fa molto Mission: Impossible). La classica lista, ça va sans dire, che se finisse nelle mani degli spietati russi rappresenterebbe un problema non da poco. La collaborazione tra la donna, Lorraine Broughton, e il responsabile dell’MI6 di stanza a Berlino, è al centro della narrazione e degli intrighi di quest’opera che lascia spesso senza fiato, sia per un ritmo serratissimo, sia per scene d’azione e combattimento girate alla perfezione e in cui la Theron viene rappresentata come la bad girl pronta a prendere a calci in culo i malcapitati macho men di turno.

atomica bionda 2

La Atomica bionda Charlize Theron riesce ad essere davvero credibile, anche più dell’agente della CIA interpretato da quel John Goodman che dovrebbe andare a nozze con ruoli di questo genere (anche se il suo sa tanto di prepensionamento da tempi memorabili che non torneranno più) e che invece non brilla, come ha saputo fare in altre occasioni (basti pensare al personaggio interpretato in 10 Cloverfield Lane).

Insomma, c’erano tutti gli ingredienti per far bene ai botteghini (senza troppe pretese dal punto di vista artistico, ovviamente), ed infatti gli incassi, pur non essendo straordinari, hanno dato ragione ai produttori, con tanto di (inevitabile) sequel in arrivo.

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red sparrow 1Il secondo film è invece di quest’anno, della premiata ditta Lawrence & Lawrence (Jennifer & Francis), che avevano già lavorato insieme nel trittico di sequel di Hunger Games.

Anche qui siamo dalle parti della Guerra fredda, con la storia dell’étoile del Bol’šoj Dominika Egorova che, a seguito di un incidente sul palco, è costretta a mettere fine alla sua carriera, salvo scoprire di avere un istinto omicida (quello sprigionato nei confronti di chi le ha causato l’infortunio) che la porterà ad essere assoldata, sotto ricatto, dai servizi segreti russi, di cui suo zio è vicedirettore. Dopo una missione portata a termine suo malgrado, Dominika viene quindi condotta nella scuola per Sparrow, le spie appositamente addestrate per diventare letali e seducenti assassini, disposti a tutto. Il primo incarico da Sparrow dell’ex ballerina sarà quello di mettersi in contatto con una spia americana della CIA che tiene i rapporti con una talpa nascosta nei più alti livelli della gerarchia militare russa.

Red Sparrow è una spy-story intensa, ben calibrata e convincente, ricca di colpi e contro-colpi di scena che fino all’ultimo rendono incerto il finale, con un epilogo che a posteriori si può dire riuscito, ma che difficilmente si poteva immaginare durante il procedere della narrazione. Ciò che invece non si mette mai in dubbio sono le intenzioni della protagonista, che pur dimostrando ai suoi interlocutori, rispettivamente, di essere fedele alla patria (quando si rivolge ai suoi superiori dei servizi segreti), o di essere disposta a tradire il Paese (quando entra in confidenza con l’americano), in realtà non lascia mai dubbi sul fatto che lei non stia facendo alcun doppio gioco, ma al massimo lo stia simulando.

red sparrow 2

Insomma, Red Sparrow come opera in sé non è male e la Lawrence non sarebbe neanche malvagia, non fosse che da lei ci si sarebbe aspettati qualcosa di più, visto che, proprio qualche giorno prima dell’uscita del film nelle sale (guarda caso), ha avuto la sfrontatezza di scagliarsi contro un capolavoro come Il filo nascosto di P.T. Anderson, per criticarne il personaggio interpretato da Vicky Krieps.

A pensar male si fa peccato, si suol dire, e qui infatti la Lawrence è sembrata alla chiara ricerca di pubblicità, coprendo di biasimo un film in cui è protagonista una donna (apparentemente) “debole” per far risaltare il suo in cui veste i panni della donna “forte”.

Il suo omonimo (ma non parente) regista Francis Lawrence gestisce per il resto in maniera più che discreta il film, senza alcun debito verso i videoclip che hanno caratterizzato buona parte della sua carriera.

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Insomma, chi vince il confronto tra questi due film di spionaggio al femminile?

spie 2Quanto all’opera in sé, probabilmente Red Sparrow riesce ad essere superiore nella sua precisa connotazione di spy-story, che in Atomic Blonde finisce invece per mescolarsi con l’action, anche se così facendo ne viene fuori una pellicola davvero cazzuta, con una spia al femminile che mette in riga i maschietti non solo per il suo fascino e per le sue doti di seduttrice (come avveniva generalmente al cinema).

Venendo invece alle due protagoniste, la ultraquarantenne Charlize Theron prende a schiaffoni non soltanto i russi cattivi che le si parano davanti, ma pure (metaforicamente) la neanche trentenne Jennifer Lawrence, che ha la faccia da brava (e bella) ragazza della porta accanto (alla Diletta Leotta per intenderci) e che invece si atteggia – quando ne ha la possibilità – a poco credibile bad girl (vedi i comportamenti sopra le righe alla notte degli Oscar 2018). La Theron, invece, ha dalla sua questa dote di riuscire a mantenere una invidiabile eleganza sia al di fuori del set che durante le riprese, pure in una pellicola decisamente poco raffinata.

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Atomic Blonde (2017, USA, 115 min)

Red Sparrow (2018, USA, 139 min)

13 pensieri riguardo “Confronti: quando la spia è donna (Atomica bionda vs. Red Sparrow)

  1. Ho visto solo Atomica Bionda, e il combattimento lungo le scale ricordo che mi lasciò senza fiato sulla poltrona del cinema. Bellissimo!
    Per quanto riguarda la Lawrence, io credo che sia molto brava, ma spesso sbagli i ruoli che si sceglie (o che le scelgono). Per dire, a volte interpreta ruoli per cui sarebbero necessarie attrici più vecchie, secondo me, come in American Hustle e Joy, e il fatto che, come dici, ha una faccia da brava ragazza lascia un po’ interdetti quando si mette a uccidere la gente. In Hunger Games era perfetta, ma perché non era intesa per essere un’assassina, ma non credo sia un ruolo che possa sostenere a lungo.
    La polemica su Il Filo Nascosto mi rifiuto perfino di commentarla.

    1. Concordo… poi c’è da dire, per quanto possa sembrare banale, che queste attrici bellocce hanno il “problema” che finché non si confrontano con un ruolo in cui la bellezza non c’entra nemmeno di striscio (cosa che la Theron ha fatto, la Lawrence non ancora), avranno sempre i dubbi della gente addosso.
      E la stessa cosa vale anche per molti attori uomini, beninteso (vedi McCounaghey)…

  2. Allora bello Atomica bionda: adrenalinico, una Charlize Theron in parte e la regia il montaggio se la giocano non bene, ma benissimo.

    Red Sparrow invece, a parte l’avvenenza di Jennifer Lawrence, mi ha tediato all’inverosimile: due ore un quarto mi sono parse decisamente troppe e il ritmo non mi è sembrato sia stato gestito benissimo.

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