Al cinema: Lucky, di John Carroll Lynch

lucky 1Quando, prima dell’inizio del film, tra un trailer e l’altro, hanno proiettato la pubblicità della Amplifon, un sospetto sul target avrebbe dovuto sorgermi. Lucky è essenzialmente la storia di un novantenne a cui tutti vogliono bene nel paesino in cui abita. Vive da solo, trascinandosi stancamente tra le routine quotidiane. Ogni sua giornata diventa così un rito, che inizia con la ginnastica mattutina e prosegue con la frequentazione di vari locali del posto, con le immancabili parole crociate al seguito.

Opera prima da regista dell’attore John Carroll Lynch, Lucky è essenzialmente l’omaggio di un caratterista ad uno dei più grandi caratteristi americani, il mitico Harry Dean Stanton, scomparso l’anno scorso a novantuno anni di età.

Senza di lui l’opera non avrebbe probabilmente senso: Stanton padroneggia la scena mostrando tutta la sua maestria nella recitazione; si cala in una parte che gli appartiene profondamente e quell’ultimo sguardo in macchina che precede i titoli di coda sa tanto di firma autografa su di un testamento redatto su cellulosa.

lucky 3

La malinconia che accompagna tutto il film è perfettamente dosata, con qualche dialogo sconclusionato di troppo e una sequenza toccante come quella in cui il protagonista canta Volver, Volver, accompagnato da una banda di mariachi, al compleanno del figlio della commessa di uno dei negozi che Lucky frequenta abitualmente.

Anche in quel paio di occasioni in cui si percorre la facile strada dell’aforisma il film non perde credibilità, rimanendo sempre ben saldo sui toni di una pacata e pigra emotività.

La metafora della caduta, che rappresenta la presa di coscienza di una senilità tanto palese quanto idealmente respinta, di una morte che si avvicina ineluttabile nonostante la buona sorte che accompagna il protagonista (che è arrivato a novant’anni pur bevendo e fumando un pacchetto di sigarette al giorno) è in fondo l’unico vero spunto narrativo di un’opera essenzialmente attoriale.

lucky 2

Il cameo di David Lynch (che interpreta l’anziano avventore del bar che ha perduto la sua testuggine “Presidente Roosevelt”) e le musiche per armonica che accompagnano pressoché tutta la pellicola – con particolare insistenza su un arrangiamento di Red River Valley – impreziosiscono quella che resterà l’ultima, memorabile prova di Harry Dean Stanton

___

Lucky (2017, USA, 88 min)

Regia: John Carroll Lynch

Sceneggiatura: Logan Sparks, Drago Sumonja

Fotografia: Tim Suhrstedt

Musiche: Elvis Kuehn

Interpreti principali: Harry Dean Stanton (Lucky), David Lynch (Howard), Ron Livingston (Bobby Lawrence), Ed Begley Jr. (Dr. Christian Kneedler), Tom Skerritt (Fred)

7 pensieri riguardo “Al cinema: Lucky, di John Carroll Lynch

  1. Devo vederlo assolutamente. Lui è un grandissimo attore, ha fatto di tutto ed è stato ovunque, ma per me resta Carl Rodd di Twin Peaks. Bello che si sia ritrovato con il suo Lynch per questa ultimissima occasione.

    Moz-

  2. E’ un genere di film che potrebbe piacermi, ma ultimamente le cose legate all’età (qualsiasi età) e al tempo mi mettono una sorta di ansia. Devo attendere altri momenti.

Commenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.