Il cinema italiano indipendente e coraggioso. Intervista a Enrico Ripalti

la banda grossi 1È uscito ieri nei cinema La Banda Grossi, una pellicola che ha attirato immediatamente la nostra attenzione, nonostante le poche notizie che circolano sulle produzioni italiane indipendenti, soprattutto prima della loro uscita. La Banda Grossi è di fatto un western (nel senso più ampio del termine) ambientato nelle Marche, nel periodo anteriore all’unità d’Italia, nel 1860. Sono bastati questi pochi elementi ad esaltare le nostre aspettative, e non solo perché tra di noi ci sono diversi amanti del western e/o dei film indipendenti…

Con l’occasione, abbiamo il piacere di avere con noi il produttore del film Enrico Ripalti, fondatore e presidente di Cinestudio, società che si occupa di produzioni cinematografiche e comunicazione web.

Buongiorno Enrico. Per iniziare ci vuoi raccontare qualcosa sulla genesi di questo film?

È un film che abbiamo voluto e desiderato da tanti anni, la cui genesi risale al 2015 quando Claudio, mio fratello e regista, ha iniziato a studiare in modo più approfondito questa storia di un gruppo di banditi che avevamo sentito dai nostri nonni. Si è rivelata una storia così interessante che non era davvero possibile lasciarsela sfuggire!

Abbiamo saputo che c’è stata un’operazione di crowdfunding che ha permesso la raccolta di una parte dei fondi necessari alla produzione del film…

Sì, La Banda Grossi è stato realizzato anche grazie ad un crowdfunding che ha coperto quasi un terzo del budget totale di produzione. Addirittura, La Banda Grossi è ad oggi il film italiano di maggior successo della storia del crowdfunding, avendo raccolto 72.000 € in soli 30 giorni. Questo è stato un chiaro segnale, per tutti, che c’era un fortissimo interesse nella possibilità che questo film arrivasse al cinema. Ulteriori fondi sono arrivati dal MIBAC, il Ministero dei Beni Culturali, che ha riconosciuto La Banda Grossi come film di interesse storico e culturale, dalla Regione Marche/Marche Film Commission e da investitori privati. Il supporto da parte dei comuni della nostra zona è stato anch’esso fondamentale nell’organizzazione delle riprese e delle location.

la banda grossi 2

Il film è stato distribuito principalmente nelle regioni della dorsale adriatica, ma è riuscito a giungere anche in alcune importanti città del nord (Torino, Brescia) e del centro (Roma e Prato). Un buon risultato, anche se probabilmente la pellicola meritava almeno una decina di sale in più nel giorno della sua uscita. A proposito di ciò ti chiediamo: perché a tuo avviso gli esercenti e la distribuzione in Italia non sono altrettanto coraggiosi quanto lo siete voi produttori indipendenti?

Siamo abbastanza contenti infatti: per essere un film indipendente, La Banda Grossi ha raggiunto risultati davvero inaspettati! Abbiamo quasi 30 sale che partono in battuta dal 20 Settembre! Purtroppo, molti cinema (anche della nostra zona) seguono delle logiche di profitto che, sebbene comprensibilissime, difficilmente si sposano con le produzioni indipendenti. Siamo comunque contenti di avere una distribuzione così capillare, anche all’interno di circuiti molto famosi come il Giometti. Questo non può che renderci ancor più orgogliosi del nostro lavoro!

Cosa vuol dire e quanto è complicato essere produttori indipendenti in un Paese come il nostro, in cui tutti sembrano lamentarsi della difficoltà di fare cinema, inclusi coloro che beneficiano di cospicui contributi pubblici (invero sempre più ridotti)?

È molto complicato ma, proprio per questo, è ancora più divertente! Credo personalmente che il problema delle produzioni italiane derivi dal voler girare sempre intorno a delle tematiche standard (comico/commedia/amore per teenager) mentre abbiamo una grande potenzialità anche nel film di genere: La Banda Grossi ne è un esempio, nel suo piccolo! È stato davvero bello, al limite dell’irreale, vedere tra i film in uscita un “Western” girato in “Italia” nel “2018”… 🙂

Indubbiamente. Ed è sicuramente una delle cose che più ha attirato la nostra curiosità. Tornando dunque al film… ci puoi dire due o tre motivi per cui i nostri lettori dovrebbero andare al cinema a vedere questo film?

In primis perché è una storia davvero interessante, che merita di essere raccontata: spero che chi la vedrà sia concorde sul fatto che meriti di essere vista! Inoltre, con La Banda Grossi e con tutto il clamore che si è generato intorno ad essa, abbiamo la possibilità di dimostrare che in Italia non si fanno sempre “i soliti” film: forse anche questo è uno dei motivi, sebbene decisamente meno importante del primo!

***

Per vedere le sale in cui è in programmazione La Banda Grossi clicca qui oppure qui.

Ed ecco invece il trailer:

4 pensieri riguardo “Il cinema italiano indipendente e coraggioso. Intervista a Enrico Ripalti

  1. Mannaggia niente a Trieste e in FVG… 😦 Ma questo me lo voglio vedere in streaming (legale!), speriamo passi dalle parti di Google Play e/o Chili…

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