Al cinema: Venom, di Ruben Fleischer

54617Con il panorama cinematografico sempre più invaso da supereroi fagocitati in continuity sempre più lunghe e affollate, è rinfrescante, quasi, trovare un prodotto che non sia legato ad altre decine di film masi mantenga perfettamente in piedi da solo. Al tempo stesso, è quasi palpabile il panico dei produttori, che vedono sempre più assottigliarsi il numero di eroi di cui ancora non esiste una trasposizione filmica; in preda a delirio creativo compulsivo, ecco quindi rispolverare il personaggio di Venom, già sfruttato al cinema nel 2007 come villain del controverso Spider-Man 3 di Sam Raimi e ora protagonista di un film tutto suo. Giunti a questo punto, però, il pubblico è piuttosto smaliziato, per cui una decisione urgeva di essere presa: seguire il modello spensierato del Marvel Cinematic Universe, o aderire a quello più sofferto inaugurato l’anno scorso con Logan? La risposta sembrava ovvia, dal momento che il protagonista è un antieroe, per tacere della sua natura mostruosa, ma Ruben Fleischer ci prende tutti contropiede realizzando una commedia. Go figure.

Eddie Brock (Tom Hardy) è un giornalista d’assalto che perde tutto per un servizio scomodo su presunti crimini perpetrati dalla Life Foundation e dal suo capo Carlton Drake. Eddie non scopre però nemmeno la punta dell’iceberg dei suoi crimini, dal momento che all’interno della Life si effettuano esperimenti per unire esseri umani a misteriosi simbionti alieni, con lo scopo di dare vita a un nuovo essere che possa lasciare la Terra e colonizzare quest’altro mondo. Messo sulla strada giusta, Eddie penetra nel palazzo di Drake, e mentre indaga viene infettato dal simbionte, che si manifesta come una mostruosa creatura affamata di carne umana: Venom. La situazione precipita nel momento in cui anche Drake viene posseduto da un simbionte, con il quale intende tornare sul pianeta alieno per organizzare un esercito di simbionti per trasformare in massa la popolazione della Terra; a Venom, il compito di fermarlo.

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Fin dal momento della sua uscita, Venom è stato accolto da critiche pesantissime, tanto da far sospettare, in certi casi, un giudizio prevenuto nei suoi confronti; i commenti negativi, infatti, si susseguono fin da questa estate, quando venne reso noto che il film non sarebbe stato un horror, ma rivolto a tutta la famiglia. A Fleischer va riconosciuto di aver portato a termine esattamente quello che aveva promesso, e in quest’ottica il film è riuscito. Venom è una buona commedia, sebbene spesso corra il rischio di diventare eccessivamente sciocca, e i rari momenti di violenza brutale sono ben mascherati dal montaggio o dai limiti dell’inquadratura in modo da non destabilizzare gli spettatori più giovani: Venom divora le teste dei suoi nemici senza che si veda una sola goccia di sangue. Il personaggio viene pesantemente rivisitato in modo da limitarne gli aspetti più estremi, ne viene limato il carattere e ridotta la sete di sangue: nella sua versione cinematografica, il mostro diventa un giocattolone e rifiuta qualsiasi riflessione più complessa di “noi buoni contro loro cattivi” in nome di un divertimento disimpegnato in cui Tom Hardy svolge il ruolo di mattatore.

Autentica star in questo lungo one-man show, e probabilmente unico lato davvero positivo del progetto, Tom Hardy dimostra di credere veramente nel progetto dando voce a un personaggio, e a un copione, quantomeno mediocri. Sebbene penalizzato da un doppiaggio orrido, Hardy offre un’ottima prova nei panni di un uomo posseduto e diviso, che vede il suo lato più negativo prendere letteralmente vita e controllarlo. Per la sua natura duale, Venom potrebbe essere un personaggio dagli interessantissimi risvolti psicologici, se solo ci fosse stato l’interesse di approfondire la questione dedicando più spazio al rapporto tra Borck e il simbionte e meno alle lunghe sequenze d’azione, divertenti, certo, ma che offrono ben poco rispetto a quanto sia già stato visto in precedenza.

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Dopo decenni, ormai, di film molto simili tra loro, è sempre più evidente che la vera differenza la fa la sceneggiatura, e quella di Venom è pessima; non a caso, forse, il team di autori al lavoro sul personaggio è responsabile di alcuni dei più brutti film degli ultimi anni, come La Torre Nera, The Amazing Spider-man 2: Il Potere di Electro e 50 Sfumature di Grigio. Venom è superficiale e dotato di una comicità che vorrebbe essere demenziale senza riuscirci del tutto, e soprattutto senza riconoscere che non è il registro adatto per la storia che si sta raccontando. Il ritmo è completamente sbagliato, con una prima parte eccessivamente lunga e una seconda, al contrario, frettolosa e al limite della confusione, impossibile da reggere anche alla più resistente sospensione dell’incredulità. Ma il problema principale è proprio la riscrittura del personaggio di Venom: dall’essere un mostro, Venom diventa, parole sue, uno sfigato, un perdente. Si tratta del momento in cui viene stracciato qualsiasi tentativo di rendere non dico temibile il personaggio dell’alieno, ma almeno credibile e coerente con la sua natura di assassino cannibale; va bene che oggi lo sfigato fa tenerezza ed è di moda, ma nel momento in cui a definirsi tale è un mostro di due metri che ha passato l’ora precedente a dimostrare di essere tutt’altro che un perdente, allora l’affermazione quantomeno stona con quello che viene raccontato e mostrato, per altro in modo maldestro da una regia fin troppo diseguale, a essere generosi,

Venom avrebbe potuto essere molto di più. Si è voluta fare una commedia, e il risultato è stato raggiunto, ma bisogna tenere presente che le potenzialità erano infinitamente più enormi, sia a livello narrativo che argomentativo. Diverte, certo, ma non è assolutamente un film che consiglierei, visto l’amaro in bocca che mi ha lasciato al termine della visione. Un sequel è già stato annunciato, e anticipato dalla scena post-ctedit che vede Woody Harrelson con un’improbabile quanto imbarazzante parrucca rossa prospettare il suo futuro ruolo di Carnage; purtroppo, vedendo questo primo capitolo, temo già di sapere cosa sarebbe lecito aspettarsi.

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Venom (2018, USA, 112′)

Regia: Ruben Fleischer

Sceneggiatura: Jeff Pinker, Scott Rosenberg, Kelly Marcel, Will Beall

Fotografia: Matthew Libatique

Interpreti principali: Tom Hardy (Eddie Borck/Venom), Michelle Williams (Anne Weying), Riz Ahmed (Carlton Drake/Riot), Reid Scott (Dan Lewis)

15 pensieri riguardo “Al cinema: Venom, di Ruben Fleischer

  1. Praticamente l’incipit è identico a Catwoman con Halle Berry XD
    Eh dai, ci han provato, tentando un mix tra le varie anime cinecomics che però non è riuscito…
    Moz-

  2. A me fa quasi tenerezza che qualcuno abbia pensato di fare un film con personaggi Marvel fuori dall’MCU. Che disagio…

    1. Per me è anche rinfrescante. Non ho approfondito la questione nella recensione perché è complessa e non l’ho ben capita nemmeno io: a quanto pare la Sony detiene ancora i diritti di Spider-Man, e ha solo prestato il personaggio alla Marvel per inserirlo nel MCU. Ha perso l’eroe, insomma, e villain che di volta in volta gli noleggia la Marvel, ma ha ancora i diritti di tutti gli altri personaggi, compreso Venom. Corre voce, però, che ci siano trattative perché la Marvel possa prendere in prestito anche lui e inserirlo nel MCU, e si bisbiglia che proprio per questo la Sony abbia deciso di renderlo una commedia e non un horror.

      1. Da quello che avevo capito, la Sony quasi spererebbe nella cosa, ma alla Marvel non importa molto.

  3. Complessivamente il film mi è piaciuto, ma è vero che il regista ci ha tenuti sulla corda troppo a lungo, posticipando in maniera esagerata la fusione tra Eddie Brock e Venom. Tuttavia anche la prima parte non mi ha annoiato, quindi tutto sommato non ho fatto troppo caso a questo difetto.
    Sono d’accordo anche sul fatto che ormai nei film Marvel l’ironia “deve” esserci, ma in alcuni cinecomics c’entra come il cavolo a merenda, e Venom è senza dubbio uno di questi.
    Se vogliamo c’è anche una terza scelta asinina, ovvero quella di accantonare il nemico per eccellenza di Venom (Carnage) in favore di un altro infinitamente più scialbo (Riot). Forse il budget del film non permetteva di ingaggiare l’attorone che interpreta Carnage per più di una scena. Ad ogni modo, fare un film su Venom senza Carnage è come fare un film su Diabolik senza Ginko: sono l’uno la controparte dell’altro, quindi o prendi il pacchetto completo o è meglio farne a meno.
    Mettici poi che mancava pure Spider – Man (anche se qui era una questione di diritti), e capisci bene perché Venom non ha potuto mostrare tutto il suo potenziale sul grande schermo. Ogni personaggio è reso grande non soltanto dalle sue qualità, ma anche dal parterre di comprimari che gli girano attorno: se lo costringi a brillare soltanto di luce propria, anche un personaggio da urlo come Venom fa fatica. Quelli della Sony non l’hanno capito, ma il loro errore di valutazione non ha penalizzato economicamente il film: è stato comunque un successone. E quindi possiamo sperare in un sequel che renda giustizia al personaggio, dando il dovuto spazio al suo arcinemico e magari inserendo pure un bel Peter Parker come ciliegina sulla torta (a patto che la Marvel acconsenta, naturalmente).

    1. Non sono del tutto d’accordo; certo, avere Carnage avrebbe senza dubbio alzato il livello, ma credo che il focus avrebbe dovuto essere sul binomio Eddie/Venom: se fatto bene, anche con un villain scialbo come Riot avrebbe potuto essere un buon film. Carnage sarà sicuramente nel sequel, che visto l’incasso mi pare inevitabile, mentre temo che con Spider-Man avverrà il contrario, cioé la Marvel pagherà a peso d’oro la Sony per poter inserire Venom nel loro universo.

      1. E la Sony probabilmente accetterà, perché ha un po’ le pezze al culo: tra le 6 major è la penultima per fatturato. Ma forse il suo ultimo acquisto Tarantino riuscirà a farla svoltare: è già riuscito a fare da traino alla Miramax negli anni 90, quindi potrebbe tranquillamente ripetersi. Grazie per la risposta! 🙂

  4. …una commedia che fa ridere (nervosamente) dal piangere con il suo essere tremendamente sbagliata sotto ogni prospettiva. Un decennio di MCU di pregi e difetti non ha insegnato niente ai cari sceneggiatori di questa accozzaglia disordinata di gag mal riuscite. Che peccato 😦

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