Al cinema: Soldado, di Stefano Sollima

Locandina SoldadoPartiamo dalle cose positive: ci sono ancora (rispetto a Sicario) Benicio del Toro e Josh Brolin. Un duo collaudato ed estremamente efficace, soprattutto se calati in ruoli che sembrano fatti apposta per loro, come in questo caso. Poi, la sceneggiatura è ancora una volta di Taylor Sheridan, il quale, giunto al suo quarto script, si conferma uno degli screenwriter più interessanti di questi ultimi anni, capace come pochi altri di leggere il mito della frontiera in chiave moderna.

E poi ci sono le notizie negative. Tipo che non c’è più Emily Blunt e chiunque abbia un po’ di cuore dovrebbe dolersene.

Anche se Emily Blunt in Sicario non c’azzeccava molto, c’è da dire. Era una “quota rosa” spesa molto male, soprattutto visto il genere di film. Lì Sheridan era stato troppo politically correct e ha finito per diventare poco credibile. Con Soldado sistema quell’incongruenza e i personaggi femminili tornano ad essere impiegati in ruoli più verosimili: quello della ragazzina figlia del boss del narcotraffico messicano; e quello della dirigente dell’FBI con incarichi politici più che operativi (quelli che aveva invece la Blunt in Sicario).

Inutile rimarcare il fatto che l’eco di questo film è dovuta, nel nostro Paese, soprattutto al fatto che a dirigerlo sia stato chiamato il “nostro” Stefano Sollima, regista di ACAB e Suburra e, soprattutto, delle serie tv Romanzo criminale e Gomorra, quelle che maggiormente l’hanno fatto apprezzare dal pubblico del nostro Paese (e che forse hanno portato alla telefonata da Hollywood).

Alla sua prima esperienza americana -e con un budget di quelli che può dare alla testa: 35 milioni di dollari- Sollima se la cava egregiamente, pur agendo principalmente da mestierante, senza regalare particolari guizzi né invenzioni stilistiche. Del resto era quello che gli si chiedeva, con attori che si dirigono da soli e un impianto collaudato quale è quello del genere che incrocia azione, thriller e spy story.

Si può dire che, sotto questo punto di vista, Sollima abbia fatto meglio di quanto fatto da Villeneuve tre anni fa, che pure aveva con sé un Roger Deakins alla fotografia, qui sostituito dallo “scottiano” Dariusz Wolski, esperto sì ma decisamente meno celebrato dell’inglese.

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Ciò che invece sorprende è l’ottima colonna sonora della violoncellista e compositrice Hildur Guðnadóttir, islandese come Jóhann Jóhannsson, autore delle musiche di Sicario. In Islanda sono quattro gatti, si conoscono tutti (figuriamoci i musicisti). E infatti i due in precedenza avevano collaborato, per poi passarsi il testimone in questo Soldado, che dal finale già preannuncia -in modo abbastanza palese- un terzo capitolo in arrivo (che si farà, visti i buoni incassi registrati dal sequel sul mercato americano: oltre 50 milioni di dollari, ossia superiori -ancorché di poco- ai ricavi del film di Villeneuve).

I temi del terrorismo e dell’immigrazione clandestina dal Messico prendono il sopravvento rispetto a quello del narcotraffico, che dominava in Sicario: siamo del resto in piena era Trump e la questione è di grossa attualità. Il tutto viene immerso in un succulento contesto western in cui le diligenze vengono sostituite dagli Hummer e i Winchester dalle armi automatiche d’assalto.

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Insomma, Soldado è un film più che discreto, che può essere affrontato anche da chi non ha visto l’opera di Villeneuve e che regalerà due ore di intenso e onesto intrattenimento allo spettatore che non disdegna questo tipo di genere cinematografico.

(p.s.: alzi la mano chi ha riconosciuto il “soldato Joker” Matthew Modine nel personaggio del segretario alla difesa)

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Sicario: Day of the Soldado (2018, USA, 122 min)

Regia: Stefano Sollima

Sceneggiatura: Taylor Sheridan

Fotografia: Dariusz Wolski

Musiche: Hildur Guðnadóttir

Interpreti principali: Benicio del Toro (Alejandro Gillick), Josh Brolin (Matt Graver), Isabela Moner (Isabela Reyes), Jeffrey Donovan (Steve Forsing), Catherine Keener (Cynthia Foards), Matthew Modine (James Ridley)

10 pensieri riguardo “Al cinema: Soldado, di Stefano Sollima

  1. Però la Blunt non era male in Sicario – forse un po’ troppo impostata – e il “ruolo operativo” femminile era già stato efficacemente scagionato dalla Chastain in Zero Dark Thirty. Secondo me quello della girl in action è un buon innesto in narrazioni altrimenti troppo muscolari

    1. sì quello è vero, ma infatti in certi casi ci sta, vedi la Atomica Bionda… qui però era un ruolo un po’ improbabile… una donna che guida una squadra Swat e poi si fa infinocchiare per far da copertura agli agenti CIA…. ho come l’impressione che sia stata fatta quella scelta proprio per questo aspetto, il che a mio avviso non rende onore all’intelligenza femminile…

  2. Emilia Canna manca, per come recita e perché anche se in “Sicario” era sfattissima, resta sempre un bel vedere. Ora, passando a cose più strettamente cinematografiche, ho apprezzato molto “Soldado” non ha paura di abbracciare il cinema di genere, che invece “Sicario” usava come trampolino per puntare all’autorialità, è un seguito che sta in piedi sulle sue gambe. Il soldato Joker ormai fa solo più parti da cattivo incravattato. Cheers!

    1. no ma infatti per lui è sicuramente “mission accomplished”…
      ha fatto soldi ed è ciò che conta per le major…
      di qui a un paio d’anni lo rivedremo girare per gli ammerigani, ne sono convinto…

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