Quell’assurda decina: #3 – Anche i nani hanno cominciato da piccoli, di Werner Herzog

hqdefaultC’è questo fatto che io ho sincera una predilezione per i nani e insomma, detto così pare un po’ brutto ma tant’è. Puntualizzo che non guardo porno coi nani (anche se ce n’era uno su Biancaneve che faceva troppo ridere, e poi ci sarebbe Diprè con Nana puttana, ma vabbè). Parlando di nani, cioè relativamente spesso ma con gente un minimo selezionata – io lo chiamo “il solito pezzo sui nani” – questo film è il riferimento ultra da tirar fuori: è bellissimo il titolo, è bellissimo da raccontare, è tutto bellissimo. Incluso l’incipit di Wikipedia, che dice “un film con attori nani non professionisti”.

Un mondo nano e rosa confetto. Ecco, infatti il film è una specie di incubo stupendo in bianco e nero. Siamo in un posto con una vegetazione o nulla o strana o pietre di lava (tutto è girato a Lanzarote nel 1970), un complesso di edifici bianchi recintati da mura bianche, il fango nel cortile e un pollo che ne becca senza fine un altro, fino a ucciderlo. Hombre (che è er mejo nano de tutti) è interrogato dalla polizia, fuori campo (perché qua si vedono solo o nani o animali, per sempre), e nega tutto. Parte un flashback, con la rivolta dei nani. Che sembra un capitolo del Signore degli anelli, in realtà (?) accade che, assente il direttore, i nani ospiti di questo istituto di cura? Correzione? Detenzione? boh? film__13237-even-dwarfs-started-small-detailSi ribellano al maestro, che riesce a barricarsi nel suo ufficio tenendo ostaggio il nano Pepe, il quale riderà per tutto il film. Eh niente, fuori, bordello. L’intera durata del film la camera segue la gang dei nani a spaccare cose, piatti, mobili, dare fuoco a piante, fiori, oserei dire EMOZIONI. Una macchina viene messa con lo sterzo bloccato a girare in tondo nel cortile, Hombre sulla moto sembra Easy Rider, ogni convenzione viene messa alla berlina: la preghiera prima del pasto, viene inscenato un matrimonio e una prima notte nuziale, si fa una processione tenendo crocefissa una scimmietta e una scrofa viene uccisa senza un perché. Perché perché, perché questi nani sono malvagi senza intenzione, inseguono l’anarchia per se stessa e per sentirsi liberi. “Siamo stufi di lottare con la bestia che è in noi”, dice uno. Altri due nani, ciechi, vengono bullizzati a intervalli regolari, e poi lasciati nella loro promiscuoscurità. Va da sé, tutti hanno nomi bellissimi, e si chiamano tipo Azukar, Chicklets, Pobrecita, Territory, più i suddetti Pepe e Hombre. Sul finale il maestro impazzisce, ed esce a puntare il dito contro una pianta in cui vede una persona, mentre resta solo Hombre, con la sua solita risata che fa da leit motiv per quasi tutto, ad osservare un… DROMEDARIO, spuntato dal nulla, che non riesce ad alzarsi in piedi.

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Quando ha girato il film, Werner Herzog aveva 27 anni ed era, con tutta evidenza, nel fior fiore della sua mattezza. Il risultato è un unicum, e riesce ad esserlo persino nella sua stessa filmografia, che già si pone ai margini dell’impero. I nani siamo noi, i nani siete voi, i nani sono l’umanità che fa schifo. I normali siamo noi, i normali siete voi, chi è? Tutto nel film è a misura di non-nano, ma quel mondo è popolato solo di nani – infatti un’autista di passaggio scende un attimo a chiedere informazioni, ed è nana pure lei. Se ne va soddisfatta, la ridda prosegue, sorta di bestemmia a Dio, natura e umanità tutta. Mentre è facile pensare a Freaks di Browning (sì, lo cito praticamente per tutto – e comunque Herzog dichiarò di non averlo ancora visto al tempo), questi nani sono la base per tutti i successivi, per esempio l’elegantissimo nano su fondo rosso di Lynch in Twin Peaks. La deformità, alterità, diversità dei nani fa scattare il ribaltamento, e sottolinea in superficie uno scarto che è anche morale, un’eccezione alla regola, rispetto alla norma stabilita, alla convenzione che ingabbia e che pertanto merita di essere sovvertita perché l’uomo, o parimenti il nano, è malvagio, e senza intenzione, di per sé. O dicotomico, e se da una parte vuole (ri)stabilire un ordine dall’altra, oh toh guarda un dromedario, tende a distruggerlo. E questo fin da (più) piccini.

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Auch Zwerge haben klein angefangen (1970, Germania Ovest, 120 min)

Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Werner Herzog

Fotografia: Thomas Mauch

Musiche: Maximiliane Mainka

Interpreti principali: Helmut Döring (Hombre), Gerd Gickel (Pepe), Paul Glauer (Erzieher), Erna Gschwendtner (Azucar)

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