Quell’assurda decina: #4 – Le avventure del Barone di Munchausen, di Terry Gilliam

la-locandina-di-le-avventure-del-barone-di-munchausen-122291Proprio così, ci sono ancora io a parlarvi di un film di Terry Gilliam, qualche alzata di pupille me la merito ma abbiate pazienza, se dobbiamo selezionare una decina di film bizz-surr-grott (copyright by Marco aka ‘tragicomix’) risulta davvero impossibile non tenere in considerazione quel suo tocco surrealista scuola Monty Python. Di Brazil ne avevamo già parlato, del suo Don Chisciotte anche; non resta che affrontare il suo gargantuesco flop, quell’opera arditamente buffonesca, quel trionfo dei trucchi da Cinecittà che passa sotto il nome di Le avventure del Barone di Munchausencostato 46 milioni di USD per un incasso domestic di poco superiore agli 8 milioni. Ma chi ha visto Lost in La Mancha sa bene di che pasta è fatto Terry e quanto poco tenga in considerazione il dare e avere della partita doppia. Del resto, a proposito del suo Munchausen dichiarò con assoluta scioltezza in una intervista a un talk show: It wasn’t my money. Thank God.

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In un favoloso impianto scenografico, opera monumentale di Dante Ferretti con Francesca Lo Schiavo arredatrice di scena, vediamo la Vienna del ‘500 assediata dai Turchi, un caos composto di macerie, elaborate architetture semidistrutte tra le quali spicca il teatro, luogo simbolo e fulcro narrativo da cui si dipana la storia ispirata al romanzo di Rudolph E. Raspe. Dentro al teatro un popolo affamato e provato dall’assedio cerca un po’ di evasione (il teatro sotto le bombe è un topos caro a Gilliam, già visto ne I banditi del tempo), trovandola in quelle adorabili rappresentazioni dalla scenotecnica rudimentalmente artigianale. Qui fa la sua pomposa apparizione il Barone interpretato da uno stupendo John Neville, dal trucco palesemente ispirato alle illustrazioni di Gustave Doré,  attore che ha consumato i palcoscenici britannici non disdegnando la carriera cinematografica, di cui questo ruolo rappresenta l’apice. Il suo Munchausen è un portento di inventiva, un gioioso inno alla fantasticheria e al gusto della fabula, si muove con gestualità teatrale reinterpretando bellamente la Storia: così la causa dell’assedio viennese non è da cercarsi in motivazioni geopolitiche bensì in un suo personal affair con il Sultano. Nelle sue peripezie per cercare di placare la furia ottomana, il Barone sarà coadiuvato da una bambina (Sarah Polley), testimone e giudice delle sue millanterie.

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Lungo questo mirabolante viaggio alla ricerca dei suoi vecchi compagni, fondamentali per aver ragione dei Turchi, il Barone e la bambina affronteranno le ire di Vulcano (Oliver Reed) geloso della sua Venere (Uma Thurman), un mostro marino che sembra uscito dalle bizzarrie del mitico Ray Harryhausen (e lo stile a cui si ispira il reparto tecnico è proprio quello) e soprattutto la pazzia di un bianco, magnetico e carnascialesco Re della Luna interpretato dal gigantesco Robin Williams, che compare nei credits sotto uno dei suoi pseudonimi (qui come Ray D. Tutto), accompagnato dalla divina Valentina Cortese. La sequenza sulla Luna, con un art design che si ispira vistosamente alle opere di Salvador Dalì e alla messa in scena di Georges Méliés, è tra le più affascinanti folies di questo film, capriccio surrealista che si avvalora sentimentalmente ex post per la presenza del compianto Williams. Il suo è un cameo esplosivo dove straborda l’ impareggiabile talento di giullare, scenicamente completo pur recitando solo… con la testa (l’irresistibile scenetta prevede un re decollato dal corpo errante e lussurioso).

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Da recuperare e goderselo preferibilmente in blu-ray, perchè certi film vanno visti con la risoluzione 1080p e l’audio DTS HD; la digitalizzazione risulta decisamente premiante per ridar luce agli effetti ancora sorprendenti e per rinvigorire la pimpante fotografia del nostro amato Giuseppe Rotunno.  Due ore di puro godimento, alla faccia di ogni botteghino.

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Le avventure del Barone di Munchausen (1988, UK/Italia, 126′)

Regia: Terry Gilliam

Fotografia: Giuseppe Rotunno

Costumi: Gabriella Pescucci

Scenografia: Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo

Musiche: Michael Kamen

Interpreti principali: John Neville (Barone di Munchausen), Sarah Polley (Sally Salt), Robin Williams (Re della Luna), Valentina Cortese (Regina della Luna), Oliver Reed (Vulcano), Uma Thurman (Venere)

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6 pensieri riguardo “Quell’assurda decina: #4 – Le avventure del Barone di Munchausen, di Terry Gilliam

  1. Eh, qui siete andati dritti su un capolavoro!!! Con me giocate in casa, visto che adoro Terry Gilliam senza se e senza ma, comunque fa sempre piacere leggere del folle regista statunitense! Per ora sul blog ho scritto solo di The fisher king e The man who killed don Quixote, però pianifico di scrivere di tutti gli altri suoi magnifici film prima o poi!

    Grazie per lo splendido post!

    1. Ora vado a leggermi la tua rece su The Fisher King, che ho rivisto da poco. L’ho un po’ demitizzato: se da un lato non ricordavo l’intensità pazzesca della prova di Robin Williams, dall’altro ho notato l’inconsistenza di quella di Jeff Bridges (attore che amo).

  2. Tutti paragonano sempre Terry a Don Chisciotte, capisco il perché, 27 anni ad inseguire un film sul personaggio influenzano, ma secondo me il personaggio che incarna meglio il regista, il suo vero alter ego è Munchausen. La storia del cinema insegna che quando un regista ha l’occasione, fa il film della vita, quello sentito, che di solito è un flop al botteghino, ecco per Terry è andata proprio così. Un flop che lo ha marchiato a vita, ma lui ha scelto proprio Munchausen per il suo film della vita. Me lo sono rivisto da poco, ho ritrovato un film ancora più bello, sul tuo posto nulla da dire, rende onore alla grande ad un film che andrebbe riscoperto e rivalutato, e non solo ricordato per gli scarsi incassi 😉 Gran rubrica! Se vuoi mettere altri dieci film di Gilliam a me andrà benissimo! Cheers

    1. Eh eh grazie Cassidy. Sono d’accordo, Gilliam è Munchausen perchè come lui reinventa tutto sfacciatamente, con invidiabile libertà espressiva.

Commenti

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