Speciale Oscar 2019: Cafarnao, di Nadine Labaki

Nelle sale italiane, Cafarnao arriverà solo il 18 aprile, in definitivo D.O. (Dopo Oscar). Quello che possiamo fare, dunque, è fornire una

RULLO DI TAMBURI

fanta-recensione-approssimativa-e-non-troppo-affidabile del film, che da quando è uscito a Cannes ha seminato un bel po’ di guazzabuglio e quindi ci dà comunque di che discutere.

La trama è semplice: in un Libano sofferente, i genitori di Zain non si prendono alcuna cura del loro bambino e della sorellina 11enne di lui. Del piccolo non sanno manco la data di nascita, della seconda sanno solo di volerla dare in sposa a un uomo adulto che, incurante del suo fisico abbozzato e ancora inadeguato, la metterà incinta. La bella bambina morirà di emorragie da parto mentre il fratellino, esausto della povertà, della noncuranza e dell’analfabetismo emotivo dei suoi genitori deciderà di scappare a vivere con una prostituta e il suo bimbo neonato.

La suddetta prostituta provvederà poi ad abbandonare Zain e il neonato e il primo si ritroverà a prendersi cura del secondo, fino al momento in cui finirà in prigione. Perché finirà in prigione? Semplice: perché ha deciso di uccidere il bifolco marito della sorellina morta. Dalla prigione, Zain scatena l’inferno: chiama le televisioni libanesi e dichiara di voler citare in giudizio i suoi genitori per… averlo messo al mondo e poi essersene fregati di lui.

Pare che anche Cafarnao non sia stato propriamente benvenuto dal mondo. Il punto pare che sia stato uno e uno soltanto: la furbissima Nadine Labaki mette a punto un’opera cinematografica servendosi delle lezioni 1-100 per vincere un sacco di premi: regia accademica, tematiche importanti, esibizione della sofferenza. Prende due dei bambini che potrebbero benissimo essere selezionati da Oliviero Toscani per una pubblicità di Benetton, li sporca di terra, li veste di stracci e li mostra in mezzo al dolore e alla solitudine. Prende questi due angeli in terra e li trasforma in portatori di bontà in un mondo corrotto, creando però due creature surreali: Zain non fa mai niente di sbagliato e conosce ogni regola morale benché sia completamente privo di educazione. Non ci si trova così di fronte a personaggi veri, ma a piedi di porco per i nostri muscoli cardiaci: unica vera missione è sciogliere l’anima dello spettatore.

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Tutto ciò ha portato le persone a fare una riflessione vecchia come il mondo, nella storia del cinema: fin dove mi posso spingere per catturare con l’inganno il cuore di chi guarda? Quanto posso essere furbo e scaltro, prima che i miei magheggi vengano scoperti? Come per Green Book (chiara e onestissima trama acchiappa-Oscar), la sensazione è che la sveglissima Nadine si sia seduta a un tavolo e abbia fatto un elenco di tutte le carte che avrebbe dovuto giocarsi, per farci secchi su quella poltrona di velluto rosso. Ci metto gli orfani? Ok, però devono essere il tipo di orfani che ti viene voglia di adottare. Gli adulti devono essere tutti cattivi, così i bambini risaltano. Le carceri orribili, mi raccomando. E poi di contorno datemi un po’ di musica classica al momento giusto, ma niente di banale e troppo conosciuto.

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Ca va sans dire, Nadine ci riesce: a Cannes il premio della giuria e quello della giuria ecumenica non glieli ha tolti nessuno. Ai Golden Globe ha avuto una candidatura, agli Oscar potrebbe vincere.

Il problema, Nadine, è che in Libano la gente muore davvero di fame, i bambini talvolta sono vittime dal giorno in cui nascono, la bambine vengono stuprate nel sacro vincolo del matrimonio e le carceri fanno schifo. Quello che tutti si stanno chiedendo è se non sia stato troppo usare tutto questo per farci un bel film.

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Capharnaum (2018, Libano, 120 min)

Regia: Nadine Labaki

Sceneggiatura: Nadine Labaki e Khaled Mouzanar

Fotografia: Christopher Aoun

Cast: Zain al-Rafeea (Zain), Boluwatife Treasure Bankole (Yonas), Nadine Labaki (Nadine), Yordanos Shiferaw (Rahil)

2 pensieri riguardo “Speciale Oscar 2019: Cafarnao, di Nadine Labaki

  1. Può essere che sia stato costruito ad hoc per vincere premi, vedremo quando uscirà.😉
    Curioso intanto notare che il Libano per il secondo anno di fila ha un’opera candidata nella cinquina del miglior film straniero.
    L’anno scorso era il bellissimo L’insulto…

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