Quell’assurda decina: #10 – Denti, di Mitchell Lichtenstein

PAGELLA

Sesso consenziente: ****

Sesso non consenziente: **

Creatività anatomica umana: ***

Qualità del maschio medio: *

Volevate l’assurdo? E beccatevi una vagina dentata.

La storia di Denti è molto, molto semplice: Dawn è una ragazza molto carina e timorata di Dio che ha deciso di rimanere illibata fino al matrimonio ed è una motivatrice in un gruppo cristiano per l’astinenza sessuale. I suoi piani di verginità intoccabile pre-matrimoniale le sfuggono di mano nel momento in cui Tobey, affascinante suo coetaneo dagli stessi principi religiosi, fa irruzione (agitando il ciuffo) nella sua vita. E nella sua vagina, purtroppo per entrambi. Durante una romantica passeggiata nel parco terminata in una bacerìa reciproca, il ragazzo osa troppo e cerca di avere un rapporto sessuale con la ragazza: quando lei si oppone, finisce per violentarla. Mai decisione fu peggiore: la vagina di lei si oppone allo stupro e trancia in due il pene di lui, che muore dissanguato poco dopo.

Dawn, benché sconvolta, da quel momento capisce che quell’arma può essere non solo forma di protezione, ma anche arma di vendetta contro tutti gli uomini privi di morale e molestatori che trova sulla sua strada. Che, per inciso, pare siano praticamente tutti quelli che incontra.

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Un ginecologo che sta per avere una pessima esperienza sul lavoro

Lo sviluppo di una storia del genere è abbastanza banale: d’altronde, cosa mai puoi decidere di fare se scopri di avere una vagina dentata? Ti godi il sesso consenziente e sfoderi le mascelle quanto qualcuno cerca di farti del male. Praticamente ogni maschio presente nel film mostra una natura malvagia: anche quelli che sembrano avere buoni principi e volontà innocenti si dimostrano meschini, orribili, doppiogiochisti e privi di considerazione per la volontà di Dawn, che superficialmente, considerano mero strumento per i loro bassi istinti. Per poi pentirsi.

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Dawn, che assume consapevolezza dei suoi superpoteri vaginali

Il ritmo e il tono del film hanno un che di bislacco: partiamo da una storia calata in un’atmosfera di disagio familiare (mamma malata, fratello fuori controllo, drogato e dissoluto), passiamo alla tensione horror della scoperta delle fauci vaginali (tremenda la scena dal ginecologo), poi il film prende un piglio ironico in maniera grottesca, che ci spiazza un po’. Non capiamo quale voglia essere la morale, o il significato fondamentale del film: ci vuole rappresentare una maschilità che va punita? Concretizza un desiderio femminile atavico, ovvero la chiave finale per proteggersi dalle violenze dell’uomo bruto? Non si sa. Il finale, vagamente aperto, ci fa intuire cosa ha deciso di fare Dawn della sua vita e della sua vagina, ma sembra che manchi qualcosa. Al tempo il film approdò al Sundance Film Festival ed ebbe recensioni piuttosto positive ma a livello globale non fu premiato, né dal pubblico né dalla critica.

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Capire di aver fatto un tremendo errore solo quando ormai, come dire, “ci sei troppo dentro”

I protagonisti hanno una recitazione da B-Movie, anche se Jess Weixler (Dawn) è piuttosto brava a rendere i suoi cambiamenti emotivi e psicologici durante la presa di coscienza del suo potere. Per quanto riguarda la regia, sembra che Mitchell Lichtenstein, figlio d’arte (suo padre è Roy Lichtenstein) abbia cercato di abbozzare delle idee di fondo senza svilupparle e lascia un po’ l’amaro in bocca. Lo splatter c’è, è evidente, ma non è neanche così tanto da soddisfare gli amanti del genere. Sì, qualche pene tranciato quà e là, ma nulla di più. Così, con un film che sembra voler accontentare un po’ tutti e in realtà non accontenta nessuno, ci rimane solo la delusione (per le donne) e il sollievo (per gli uomini) per il fatto che le vagine dentate non esistono davvero.

___

Teeth (2007, USA, 88 min)

Regia e Sceneggiatura: Mitchell Lichtenstein

Fotografia: Wolfang Held

Cast: Jess Weixler (Dawn), Hale Appleman (Tobey), John Hensley (Brad), Josh Pais (Dottor Godfrey)

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11 pensieri riguardo “Quell’assurda decina: #10 – Denti, di Mitchell Lichtenstein

  1. Ricordo che ai tempi della sua uscita, andai a vederlo al cinema con la mia Wing-Woman, ancora oggi ogni tanto ci ridiamo sopra perché in sala eravamo pochino, ma alla decima trovata scema tutti ridevano (storia vera). Sono perfettamente d’accordo con l’analisi, l’idea, diciamo Freudiana alla base è geniale, ma o ci fai un film alla Cronenberg sopra – e di solito quelli riescono solo a Cronenberg – oppure un B-movie puro felice di esserlo. Questo è una cosina a metà, vuole essere scemo ma anche serio. Dico sempre che i film visti all’interno della dimensione di un film festival sono diversi, un film come questo, dopo giorni di film sottotitolati in armeno ci credo che faccia ridere, ma non è un caso se poi fuori, nel mondo “reale” della distribuzione, ne esca con le ossa rotte. O con i denti in questo caso. Cheers!

  2. Ricordo perfettamente quando uscì! Specie sul web non si parlava d’altro.
    Per me fu una sorta di ritorno a quella commedia-horror (o horror con venature comedy?) degli anni ’80, forse fuori tempo massimo, forse non del tutto riuscita.
    Moz-

  3. Io ci avevo visto una metafora della repressione sessuale, ma trovare significati nascosti in questo film mi sembra un esercizio quantomeno ardito e futile. E’ sicuramente fatto per non essere preso troppo sul serio, in alcune scene sfiora un livello di trash discreto che mi ha fatto ridere un sacco, e per questo gli sarò sempre grato!
    Ho scoperto tra l’altro che Jess Wixler sarà Audra nella seconda parte di It, e non sono bene come pormi; sono molto curioso di vedere cosa sa fare, ma dall’altra parte sarei stato più sicuro con un volto di più provata abilità.

    1. OMG, davvero sarà Audra? Allora condivido i tuoi timori, anche perché il primo IT a me è piaciuto molto ed ho aspettative pericolosamente alte nei confronti del capitolo 2

      1. Anche io, uguale! Oltretutto, stando al libro, Audra dovrebbe assomigliare tantissimo a Beverly, e Jess Weixler non c’azzecca niente con Jessica Chastain. Speriamo bene!

  4. l’ho visto, che mi mancava… un po’ di sgiai (espressione piemontese non perfettamente traducibile in italiano), un po’ di suspense (scena del ginecologo, che poi finisce pure per essere ironica)…
    e il tizio del finale? vabbè 😀 😀

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