contemporary stuff: Mad Max Fury Road: Black and Chrome Edition, di George Miller

Quando ho scoperto che esisteva una versione cromata del film più tamarro del 2015 copiosamente ho cominciato a sbavare, con gli occhi a forma di cuore. Suppergiù come quando guardi una teglia di lasagne al forno (Sì, cromate e in b/n). Perché è tipo la sublimazione della tamarria di George Miller – che dà chiaramente alla testa (come la besciamella. Che è bianca. Coincidenze? Noi di US crediamo proprio di no u_u).

Futuro apoca-post-atomic-whathever, fra un po’, deserto argentato. Mad Max è tornato, e un sacco di stronzi che sono andati al cinema a vederlo e usciti urlando UAAAAARGH incensandolo sui soscial non avevano la più pallida idea dei film precedenti, e pensando che questo regista, questo Miller, fosse uno che arrivava dai cartoni animati. Maledetti, quando voi… al liceo scopavate io guardavo Mad Max. Ok non bisognerebbe essere intolleranti, ma sono di cattivo umore. Il buon Miller, oltre ai cartoni animati coi pinguini, è dal 1998 che cerca di fare questo film.

Max sta nel deserto a fare non si sa bene cosa, viene catturato dai Figli della Guerra, una manica incazzata di albini. Che lo prendono e appendono e usano come sacca di sangue, perché è 0RH- (jolly jolly good!). Ovviamente l’umana razza è semiestinta e quel che rimane fa schifo, sub-umanità deturpe e malata di freaks. Tutto gira intorno a una blindocisterna che Furiosa, cioè Charlize Theheron (mo’ come si scrive questa? Quella col culo del Martini), ma senza un braccio, dirotta per fuggire dalla Cittadella, e dal capo dei Figli della Guerra verso un futuro mmmeglio. Max si aggrega, il badass Immortan Joe li insegue con tutti i suoi motor-albini più un paio di amici. Un film di corsa, che rimanda a Speed e a John Ford con le sue diligenze, e agli anime apocalittici e infine a se stesso, a Konchalovskj e a cose a caso. In un polveroso mondo (che è per lo più o deserto della Namibia o CGI o entrambe le cose insieme), dove acqua e benza sono fonte di potere, il film non gira intorno a quello ma… ebbene sì, e spiace esser ripetitivo ma Miller è old school. Alla figa u.u e tu mi dirai che non c’era la figa in Happy Feet. E io ti dirò che hai ragione, ma non c’entra nulla. Insieme a Max e Furiosa fuggono 5 spose di Immortan Joe, gnocche spaziali, anzi no, post-atomiche, destinate a creare Figli della Guerra sani, perché gli altri son fallati.


E tutti corrono dietro alle gnocche (tra l’altro a un certo punto spunta pure Megan Gale, sempre di italiche pubblicità a proposito). A precipizio è l’inseguimento costante e quasi senza soste, e se si fermano si menano uguale, tra botte e bulloni e un chitarrista messo sul veicolo con le casse sputafuoco e i tamburi dietro che suona la carica dell’inseguimento che al confronto Gabry Ponte impallidisce – nemesi del trombettiere delle giacche azzurre dei western.

Ho un appunto sulla linea a U nella trama, che sembra un po’ una cazzata: ma come, più di un’ora a fuggire a rotta di morte e alla fine…. torniamo indietro? Ma sticazzi? E la velocità, fin stressante tanto estrema (Miller ha giocato coi fotogrammi per secondo, aggiungengo/togliendo dove serviva) e a perdifiato. La cura estetica dei dettagli, i costumi e i personaggi, montati pezzo per pezzo come fossero manichini di borchie e metalli e armi e istinti che pendolano tra il suicidio e la sopravvivenza, sono parte sostanziale del film, di cui concorrono a formare l’estetica, del pistone e del fuoco, e l’etica. L’orizzonte è distante, e colmo di nemici, cosa stia davanti è da decidere ma dipende molto da che parte giri il teschio/volante.

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Mad Max: Fury Road (2015, Australia / USA, 120 min)

Regia: George Miller

Sceneggiatura: George Miller, Brendan McCarthy, Nico Lathouris

Fotografia: John Seale

Musiche: Junkie XL

Interpreti principali: Tom Hardy (Max Rockatansky), Charlize Theron (Imperatrice Furiosa), Nicholas Hoult (Nux), Hugh Keays-Byrne (Immortan Joe), Josh Helman (Slit), Nathan Jones (Rictus Erectus). E poi c’è Megan Gale.

5 pensieri riguardo “contemporary stuff: Mad Max Fury Road: Black and Chrome Edition, di George Miller

  1. Spettacolare la recensione e spettacolare il film, aspettavo questa edizione da tanto tempo! Appena la trovo in bluray me la prendo. Cosi’ la aggiungo al bluray e al dvd di Fury road, di cui ho pure la digital edition. Sto male, dite? X–D

  2. “che al confronto Gabry Ponte impallidisce” 😀 😀 😀
    l’avevo visto a colori, ma sta cosa del black & chrome mi intriga troppo… devo trovarlo!

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