Al cinema: The Deep, di Baltasar Kormákur

Heymaey è la più grossa della isole Vestmannaeyjar, subito sotto l’Islanda. Qui una notte del 1984 Gulli e altri amici suoi si preparano a partire l’indomani per qualche giorno di pesca, sbronzandosi abbomba. Al punto che bevono roba tirata fuori da taniche di benza eh.

Islanda anni ‘80, il regno delle camicie a scacchi e dei maglioni di lana grossa con disegni stupidi. Partono, tutto nella norma per un giorno, poi la sera la rete si incaglia, l’argano si rompe e la barca si rovescia. Marzo, fuori fa freschino, tipo -2° e l’oceano sui 5°. Sono in sei, tre muoiono subito annegati, schiantati o altro. Restano Gulli e Palli (gli altri erano Raggi ecc.) attaccati alla chiglia. Che fare, come si domandava quel tale. Mollano la chiglia e cercano di andare verso la costa. Uno sparisce, Palli, che era il suo amico d’infanzia, muore assiderato. Gulli resta solo, parla con i gabbiani, vede il faro e nuota, per circa 6-7 ore.

Incredibilmente arriva vivo alla costa, e viene stuprato dalle onde che lo sbattono contro la parte di rocce vulcaniche – altro che faccio a schiaffi faccio a schiaffi. Il tutto con canotta, jeans e immancabile scaccocamicia, scalzo. Riesce finalmente a prendere terra, e ancora si deve fare 3 km di terreno lavico, col sangue ai piedi, prima di raggiungere la città. Un ridente posto di circa 4000 abitanti, che nel 1973 era stato evacuato e quasi distrutto dall’eruzione del vulcano Eldfall – di cui passano ricordi in flashback. Con tutto quel tempo, è tutta una vita che passa davanti.

Una volta curato, tutti si chiedono come abbia fatto Gulli a nuotare per 6 km senza morire e affondare come un ghiacciolo – in quelle condizioni le persone normali sbroccano circa in 20 minuti, figurati. Da Reykjavik arriva un professore per studiarlo, non ci capisce niente, lo porta a Londra, per studiarlo ancora meglio con un amico suo, non ci capiscono niente, a parte il fatto che il suo grasso – il ragazzo è un bestione di di 23 anni per 120 kg – ha funzionato un po’ come quello di una foca, ma non si sa perché; a una certa Gulli si stufa e torna a casa. Triste, alla vita di prima e al mare.

Baltasar Kormákur è il regista di Everest di qualche anno fa, film rarefatto ma con personaggi tagliati un po’ con l’accetta. O inaccettabilmente stupidi, che dir si voglia. Questo film lo precede di anni 3, ma per le meraviglie della distribuzione solo ora è arrivato da noi. Meno sborone o ambizioso, si focalizza sulla storia vera di un uomo qualunque, dai sogni semplici e grandi quanto un cortile (o un cratere), dapprima protagonista suo malgrado di una vicenda eccezionale, e che diventa poi, sempre senza capire bene cosa accada, una sorta di eroe nazionale.

Qui è praticamente sempre notte, mentre stai per annegare in cielo ti saluta l’aurora boreale e le donne aspettano gli uomini a casa, ma che non tornino non è così strano. Il tutto con piglio cronachistico, il che può essere qualità e difetto, nel senso che il film naviga diritto ma solo in fondo Gulli assume una certa rotondità (non fisica, quella per fortuna già l’aveva) col suo sguardo triste e il rifiuto di continuare a essere studiato come una bestia strana, il ritorno a casa. Che è la vita di prima, sembra non valere granché ma comunque la pena di nuotare ore al ghiaccio e seltz. E ora, per restare in tema, datemi uno spritz.

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Djúpið (2012, Islanda, 95 min)

Regia e sceneggiatura: Baltasar Kormákur

Fotografia: Bergsteinn Björgúlfsson

Musiche: Daniel Bjarnson, Ben Frost

Interpreti principali: Ólafur Darri Ólafsson (Gulli), Jóhann G. Jóhannsson (Palli), Stefán Hallur Stefánsson (Jon), Walter Geir Grimsson  (Raggi), Þröstur Leó Gunnarsson (Larus), Björn Thors (Hannes)

3 pensieri riguardo “Al cinema: The Deep, di Baltasar Kormákur

  1. “Le meraviglie della distribuzione”… proprio vero, ma meno male che sti film prima o poi arrivano… e nella stagione giusta, perché se uscissero in inverno sarebbe un drammone…
    Ad ogni modo, ste storie mi piacciono, mi hai incuriosito… se ho capito bene e un po’ Jaws e un po’ Le onde del destino

  2. vistolo, investendo 3,99 su youtube… ne è valsa la pena…
    all’inizio è un survival con i controcaxxi, che poi diventa unbreakable in salsa islandese… con la differenza che qui è una storia vera…
    la natura che ti prende a schiaffi dove e quando je pare, l’Islanda come paese inospitale non solo per il mare… pensi di essere in salvo e hai davanti un muro di scogli… pensi di essere in salvo e hai un terreno di roccia lavica che ti sega i piedi… pensi di essere in salvo e hai il clima gelido che ti uccide (quello in realtà fin da subito)…

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