touch of modern: Barbarella, di Roger Vadim

La scena d’apertura è di quelle che non si dimenticano facilmente: uno spogliarello a gravità zero all’interno di una navicella spaziale. Ma niente di cui preoccuparsi, perché, non a caso, i titoli di testa del film coprivano qualsiasi dettaglio scabroso. E nessuno si è lamentato nel vedere un’esplosiva Jane Fonda interpretare la trasposizione cinematografica della celebre eroina sexy Barbarella, protagonista di un fumetto di fantascienza, creato dal francese Jean-Claude Forest e pubblicato per la prima volta nel 1962 sulla pruriginosa rivista V-Magazine. Il successo della striscia è arrivato quasi subito, grazie a un felice connubio tra un disegno ben curato e le avventure ambientate in un futuro lontano anni luce per quanto riguarda situazioni e costumi sessuali. E di lì a pochi anni sarebbe giunta la realizzazione del film, uscito in Italia il 22 ottobre 1968, una co-produzione italo-francese realizzata da Dino De Laurentiis e diretta da Roger Vadim.

L’esordio del film è stato un insuccesso ma, come spesso accade, il tempo scopre la verità e oggi è diventato un’opera di culto per la sua capacità d’intercettare e rappresentare lo spirito del tempo, i vivaci anni sessanta. A cominciare da Jane Fonda/Barbarella, due icone del girl power ovvero del nuovo ruolo sociale della donna, non più relegata a un compito di moglie e madre ma padrona del proprio destino e della propria sessualità, uno dei cavalli di battaglia del femminismo degli anni a seguire. Non a caso nel film si vede un oggetto dal nome altamente evocativo, l’Orgasmatron, che Barbarella provvederà a mettere fuori uso!

La trama è lineare, ma comunque divertente, autoironica e desiderosa di mettere alla berlina situazioni e personaggi, che si muovono in un universo folle. E con un cast di tutto rispetto, perché a fianco della protagonista hanno recitato Ugo Tognazzi, John Phillip Law, David Hemmings, Marcel Marceau, Anita Pallemberg.

Memorabili i set kitsch dai colori sgargianti, psichedelici (in parte girati nella Dinocittà, fuori Roma), i costumi realizzati da Paco Rabanne e la gradevole colonna sonora, tutti elementi che hanno fatto di questo lungometraggio un felice esempio della pop art.

A cinquant’anni dall’uscita dell’opera cinematografica si può oggi tirare un bilancio sugli effetti che il film e il personaggio hanno prodotto sulla società. A livello artistico, lo stilista Paco Rabanne ha lanciato la moda “spaziale” e diversi gruppi musicali si sono ispirati all’opera, come i “Duran Duran”.

A livello di attrici, invece, manca tuttora una nuova Barbarella, forse l’unica che oggi si avvicina al personaggio è Jennifer Lawrence per genere di film, carattere e coraggio di rifiutare certe “proposte” lavorative.

Insomma, la rivoluzione dei costumi è avvenuta, quella dei ruoli sociali è ancora in corso. Al cinema come nella vita di tutti i giorni.

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Barbarella (1968, Francia / Italia, 98 min.)

Regia: Roger Vadim

Sceneggiatura: Terry Southern, Roger Vadim, Jean-Claude Forest, Vittorio Bonicelli

Fotografia: Claude Renoir

Interpreti principali: Jane Fonda (Barbarella), John Phillip Law (Pygar), Anita Pallenberg (The Great Tyrant), Milo O’Shea (Concierge/Durand Durand), Marcel Marceau (Professor Ping), Claude Dauphin (Presidente della Terra), Ugo Tognazzi (Mark Hand), David Hemmings (Dildano)

Andrea Coco

4 pensieri riguardo “touch of modern: Barbarella, di Roger Vadim

  1. credo sia un film che molti giovani non hanno visto…
    io, del resto, l’ho recuperato soltanto l’anno scorso, al Trieste Science+Fiction Festival, con visione sul grande schermo, in occasione dei 50 anni dall’uscita…
    che dire, una Jane Fonda indimenticabile, che trasuda sensualità da tutti i pori…
    basta solo che si tolga i guanti e si accarezzi lascivamente le mani…
    ai tempi la Fonda era peraltro moglie (la terza) di Vadim, uno che è sempre stato famoso più per vicende legate alla cronaca rosa che per le opere da lui dirette…
    Barbarella è un film scanzonato, spensierato, di una fantascienza che diventa commedia fantasexy…
    Siamo, del resto, nel 1968 e la rivoluzione sessuale impazza, tanto che Barbarella, così maliziosa e disinibita nei suoi costu-mini è solo lo specchio di una società che sta cambiando, in primo luogo con l’emancipazione della donna…

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