Al cinema: La Belle Époque, di Nicolas Bedos

Pensavo a come sarà triste, e se ci arriviamo, quando non ci sarà più l’ennesimo riconoscibilissimo prima del film trailer del prossimo Woody Allen. Basta sentire 8 parole, io manco li guardo i trailer.

Siamo a Pa-boh-Francia, Marianna (Fanny Ardant) e Victor (Daniel Auteuil, che compete nel prestigioso contest per il cognome contenente il maggior numero di vocali) sono una coppia agée, e bisticciano in continuazione. Lui è un fumettista disoccupato e odia la tecnologia, oltre alle stupide serie tv prodotte dal figlio uscito da una pubblicità californiana, e si lamenta della metà di tutto. Lei è psicologa con tanta voglia di vivere, come si dice nelle descrizioni in chat, ama viaggiare e scoprire cose nuove e blabla, odia lui, si addormenta con gli occhiali VR addosso e si fa sbattere dal migliore amico di Victor, che per inciso lo ha anche licenziato.

Lei butta lui fuori di casa. Il figlio intanto aveva questo compagno, Antoine, di scuola che s’è inventato un’azienda, Time traveller, dove si mettono in scena le epoche volute dai clienti. Proprio nel senso di studio di produzione con scenografia, attori e tutto, di cui Antoine è il regista-despota e padre padrone, in un senso un po’ Orsonwellesiano del termine. Puoi rivivere il patto Molotov-Ribbentrop, bere whisky con Hemingway, ecc. Il figlio, che per comodità chiameremo Sergei Brin anche se forse nel film si chiamava Maxime, regala a Victor un viaggio nel tempo, lui sceglie di rivivere il giorno del ‘74 in cui ha conosciuto Marianne.

Dopo le perplessità e inciampi iniziali, dovuta al confondersi dei piani reali e irreali, tipo la scenografia è perfetta ma non c’è il soffitto, vuoi che Victor non si innamori, o re-innamori, di Margot, l’attrice che interpreta Marianne quando era figa (no vabbè, questo è soggettivo mio), la quale però ovviamente è anche l’amante/fidanzata/litighiamo! di Antoine, che è zoppo ma con l’occhio di Dio cinematografico su tutto vede e provvede? Tipo: ora fate piovere! Musica di fondo! Ecc. De più. De meno. Damme la 4. Smarmella tutto. Insomma ogni giorno, e con un certo salasso economico per il nullatenente Victor, si riapre il capitolo successivo di mille anni fa, facilitati in questo dal fatto che essendo fumettista prepara maniacalmente perfetti storyboard di tutto l’accaduto. Fino allo sbordare dai confini, quando Victor, ormai sbarbato e ripulito, vorrebbe conoscere Margot in quanto tale, e allora tra un litigio e l’altro ad Antoine tocca preparare un secondo livello di finzione, per spegnerne gli ardori. Ma la scintilla rimbalza di qua e di là, che vita appassionante e malata che conducono i francesi, ed ora è Marianne ad essere gelosa di se stessa di tanti anni fa, al punto da volersi re-interpretare. E tutto ricomincia daccapo ❤

Pur nella sua incostanza e andirivieni (che è sempre una splendida parola), sostenere vorrei come questo sia qualche cosa di più del solito filmetto carino francese – i filmetti francesi in genere oscillano tra il carino e il fastidioso. Perché retto, oltre che da un cast di ottimi e (per i francesi) importanti attori che abilmente si incastrano l’un l’altro, da una sceneggiatura impeccabile e metanarrativa, rendendo il tutto amabilmente cinematografico (frizzante scappa, scriveva sulla bottiglia uno che conoscevo che faceva il vino e che ogni giorno mi regalava un ghiacciolo), grazie a questa similmacchina del tempo che porta i clienti a vivere una realtà aumentata; ma non quella virtuale dei porno in 3D, proprio aumentata nelle sensazioni amplificate nella vita vera, che però è finta (tanto vero/finto è sempre stato un binomio un po’ del cazzo), la musica di violini sul momento romantico, la pioggia in quello di sconforto, tipo quelle fake frasi argute da nouvelle vague come: “Il cinema è la vita come la vorrei”*.

*so che Godard o Truffaut ne han detta una simile, ma non la ricordo né ho voglia di cercarla U_U

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La Belle Époque (2019, Francia, 110 min)

Regia e sceneggiatura: Nicolas Bedos Jodorowski

Fotografia: Nicolas Bolduc

Musiche: Anne-Sophie Versnaeyen

Interpreti principali: Daniel Auteuil (Victor Drumond), Guillaume Canet (Antoine), Doria Tillier (Margot), Fanny Ardant (Marianne Drumond)

Un pensiero riguardo “Al cinema: La Belle Époque, di Nicolas Bedos

  1. La frase che hai citato è di Hitchkock, intervistato da Truffaut
    Quanto a LA BELLE EPOQUE è un film (bellissimo, secondo me) sui sogni. E sulla fabbrica dei sogni chiamata CINEMA. Antoine realizza i sogni dei clienti con una costosissima messa in scena (neanche a Hollywood spenderebbero tanto, neanche il surreale set di THE TRUMAN SHOW costerebbe tanto) e realizza anche lui il suo sogno.

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