Al cinema: Frozen II – Il Segreto di Arendelle, di Chris Buck e Jennifer Lee

locandina1Tra i Classici Disney dell’ultimo decennio, Frozen è stato l’unico ad avere avuto la forza di imporsi come un vero e proprio cult, un autentico fenomeno che ancora oggi, a sei anni di distanza dall’uscita del film, resiste tenacemente. I personaggi del film sono ancora ovunque, le canzoni ancora celebri, il merchandise inesauribile; insomma, le principesse di Arendelle sono diventate delle vere icone pop, amate da un pubblico tanto vasto quanto eterogeneo. Il merito è essenzialmente della storia che le ha viste protagoniste, un film imperfetto, certo, ma che ha saputo parlare indifferentemente a bambini e adulti grazie al suo messaggio di autoaccettazione delle proprie capacità e differenze. Nel corso degli anni, la Disney ha cavalcato l’onda del consenso popolare con due cortometraggi, Frozen Fever e Le Avventure di Olaf, che hanno proseguito la storia dei protagonisti e ampliato la mitologia del loro mondo; fino a oggi. Frozen II – Il Segreto di Arendelle è il 58° Classico Disney, e si propone di replicare il successo del film originale riprendendone tutti gli elementi che lo hanno reso così amato, dimenticandone però il cuore, per quanto ghiacciato.

La storia inizia alcuni anni dopo l’avventura del primo film. Arendelle è ben governato dalla regina Elsa, ora accettata e amata da tutto il popolo; la vita scorre tranquilla, mentre Olaf impara cosa significa crescere e Kristoff decide di proporre ad Anna di sposarlo. Ma sotto la superficie, qualcosa ribolle: Elsa è irrequieta a causa di una voce misteriosa che, con il suo canto, sembra chiamarla lontano, verso un luogo che forse è solo leggenda e potrebbe avere misteriosi legami con il passato della sua famiglia. Quando gli elementi naturali cominciano a rivoltarsi contro la popolazione di Arendelle, Elsa e Anna capiscono che è arrivato il momento di intraprendere un nuovo viaggio per svelare importanti segreti e salvare ancora una volta il regno.

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Frozen II – Il Segreto di Arendelle è un film difficile da giudicare univocamente, per via delle notevoli differenze qualitative delle parti che lo compongono: se nell’insieme si tratta di un’opera godibile e a tratti emozionante, con alcuni ottimi momenti musicali e delle animazioni stupefacenti, dall’altro lato appaiono innegabili le fragilità che hanno la sua trama e i suoi personaggi, alcuni dei quali incapaci di trovare un posto nella storia e qualcosa di nuovo da dire. I registi Chris Buck e Jennifer Lee decidono di andare sul sicuro e recuperano gran parte di ciò che era stato apprezzato dal pubblico e dalla critica nel primo film, realizando un nuovo musical animato in cui il punto centrale sia nuovamente il rapporto tra le sorelle, sebbene questa volta il focus sia puntato più direttamente su Elsa che su Anna; quello che manca, tuttavia, è lo stesso legame emotivo che aveva immediatamente legato il cuore degli spettatori alle vicende delle due sorelle nella storia originale.

Se la prima parte del film scorre bene, infatti, man mano che il secondo tempo procede e ci si avvicina alla conclusione si assiste a un’implosione della trama, incapace di reggersi in piedi dal momento che manca un autentico conflitto da risolvere. Frozen II – Il Segreto di Arendelle non solo non ha un villain, ma non ha nemmeno il senso di urgenza di Frozen – Il Regno di Ghiaccio, con la disperata corsa contro il tempo delle sorelle per salvarsi reciprocamente la vita. La posta in gioco, in questo sequel, non è sufficiente a generare la medesima partecipazione nello spettatore, anche a causa di un nuovo cast di supporto che non riesce a rendersi indimenticabile: ci importa poco, tutto sommato, del destino dei Northuldri, e una volta compreso che anche la minaccia degli elementi, in realtà, non è così letale svanisce quasi del tutto qualsiasi tensione drammatica. I personaggi principali, inoltre, sembrano limitarsi a ripercorrere i medesimi sentieri già esplorati in precedenza, con Elsa terrorizzata dalla possibilità che Anna possa ferirsi e quest’ultima ben decisa a non lasciare mai sola la sorella; se appare come sintomo di coerenza il fatto che dei personaggi, in situazioni simili, compiano sempre le stesse scelte, dall’altro si rimpiange la scarsa evoluzione che Anna ed Elsa sembrano aver compiuto dalla conclusione di Frozen. L’unica cosa a tenere ancora desta l’attenzione è, a questo punto, la ricerca di Elsa sulle proprie origini, e arriviamo a un altro tasto dolente: i buchi di trama.

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Frozen II – Il Segreto di Arendelle nasce dal tentativo di dare risposte a domande lasciate in sospeso nel film originale, tra cui l’origine dei poteri di Elsa; nel farlo, però, lascia dietro di sé dei buchi ancora più grossi, domande a cui non intende rispondere e questioni che sembra non avere interesse ad approfondire. L’appartenenza della madre al popolo dei Northuldri, infatti, spiega solo parzialmente la natura magica di Elsa, dal momento che, se l’intero popolo dimostra di avere una particolare connessione con la natura, nessuno di loro dimostra dei poteri paragonabili ai suoi, poteri che sembrano quasi un memento per le atrocità compiute dall’esercito di Arendelle. Si tratta, questo, dell’elemento probabilmente più interessante, un genocidio perpetrato dal nonno delle protagoniste contro il pacifico popolo dei Northuldri a causa delle capacità semi-magiche di questi ultimi; un genocidio che, però, non solo non ci viene mostrato, ma non è nemmeno trattato con l’importanza che dovrebbe avere all’interno della storia e come tematica. Il tutto si riduce a una vaga accusa che Elsa rivolge al ricordo del nonno, colpevole, ai suoi occhi, di aver agito spinto unicamente dalla paura di chi era diverso da lui; è evidente che la paura della diversità sia il tratto comune a tutto il franchise di Frozen, ma non riesce a non sembrare un movente piuttosto vago per l’azione di un villain. In una tradizione di cattivi sempre più approfonditi e sfaccettati, gli accenni che si fanno al nonno di Elsa lo dipingono come un villain bidimensionale e generico, e per questo scarsamente interessante.

A compensare questa apatia narrativa, tuttavia, ci pensa il lato artistico del film, sensazionale. L’animazione di Frozen II – Il Segreto di Arendelle è superba, caratterizzata da una palette cromatica in cui dominano per lo più i colori caldi dell’autunno, il marrone e l’oro, e le diafane ed eteree sfumature di bianco glaciale nel climax finale. L’animazione dà però il meglio di sé in due sequenze in particolare, entrambe coincidenti con le due canzoni di Elsa, Into the Unknown e Show Yourself, probabilmente le migliori dell’intero film. Sono momenti in cui l’animazione si fa pura immagine e gioca con le astrazioni, i colori, le figure stilizzate che si compongono e trasformano in continuazione sotto i nostri occhi dimostrando tutto il potenziale di una tecnica in cui veramente l’unico limite è l’immaginazione. Ecco allora che le figure morbide del film scompaiono, sostituite da uno sfondo nero in cui le figure diventano forme e gli animatori danno il meglio di loro per stupirci e incantarci, riuscendo perfettamente nel loro scopo.

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Frozen II – Il Segreto di Arendelle non è in grado di sorprendere come il suo predecessore, e difficilmente resterà altrettanto iconico; le svolte di trama sono troppo prevedibili e la sua trama troppo convoluta allo stesso tempo, senza contare lo scarso appiglio emotivo su cui fare leva per accattivarsi il favore del pubblico. È un film memorabile solo per l’uso magnifico che fa dell’animazione, ma non si può negare si tratti di un’opera narrativamente deludente e in alcuni punti ridicolmente sopra le righe (il videoclip di Kristoff proprio non si può vedere). Se un terzo capitolo dovesse effettivamente farsi, si spera che gli autori riescano a bilanciare meglio le componenti della storia, così da raggiungere lo stesso ottimo equilibrio raggiunto nel primo film.

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Frozen II (2019, USA, 103′)

Regia: Chris Buck, Jennifer Lee

Sceneggiatura: Jennifer Lee, Allison Schroeder

Musiche: Robert Lopez, Kristen Anderson-Lopez

Interpreti principali: Idina Menzel (Elsa – voce), Kristen Bell (Anna – voce), Jonathan Groff (Kristoff – voce), Josh Gad (Olaf – voce), Aurora (la voce – voce)

10 pensieri riguardo “Al cinema: Frozen II – Il Segreto di Arendelle, di Chris Buck e Jennifer Lee

      1. Immaginavo fosse per questo!
        Ma allora forse è meglio boicottare quei franchise (tipo Star Wars) invece di questo film, che è un prodotto originale Disney al 100%

  1. Forse durante le vacanze di Natale ci andrò a vederlo. Sicuramente rimpiango i cartoni vecchio stampo di cui hai parlato sul tuo blog per un po’ di tempo.
    Hercules per me batte 1000 a 0 Frozen

    1. Sono d’accordo, cartoni del passato hanno ancora un fascino che oggi difficilmente riescono a replicare: perfino Rapunzel, che tra gli ultimi è uno dei miei preferiti, non regge il confronto con quelli degli anni Novanta o Quaranta-Cinquanta.

  2. premetto che ne capisco davvero poco… devo dire che ne ho sentito parlare molto bene (pure da Pontiggia!!), ma questa tua analisi mi ha fatto scattare più di un campanello d’allarme…🤔

Commenti

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