Al cinema: Sorry We Missed You, di Ken Loach

Ennesimo film #maiunagioia di un allegro inverno – l’altro è A marriage story, il film che sto sconsigliando di vedere a tutte le persone accoppiate: incluso il protagonista Ricky, roscio molto this is England, che dopo anni di lavori nell’edilizia e sulla scia della crisi del 2008 si butta nella gig economy, chiede alla moglie Abby di vendere la macchina per poter comprare un furgone ed entrare nel rutilante mondo dei corrieri Amazon, dove ognuno è come se lavorasse in proprio; nel senso che tutti i cazzi sono suoi ma ha comunque qualcuno dall’alto (il capo spesso e cattivo del magazzino di spedizioni e l’onnipresente scanner elettronico) che regolano la sua vita. A te i rischi, a noi il guadagno. Amazon non è ovviamente citata. Abby fa l’infermiera a ore, in giro per tutta la giornata a ripulire/aiutare vecchi e disabili, a cui vuole anche un po’ di bene. Che in questo mondo qua mh, signò, non so se sia consentito. Abbiamo due figli, Seb, bravo ragazzo ma very stupido (del resto già il padre non è una cima), appassionato di bigiare scuola e graffiti, e Liza Jane, 11 anni. Genio. Per me la famiglia doveva riunirsi, e poi far decidere tutto a lei, che è l’unica sensata. Pure sulla Brexit, doveva votare solo lei. Io con Liza Jane ho pianto.

Quindi, essendo che tendenzialmente sai cosa ti vuol raccontare Ken Loach (e vogliamo parlare del disprezzo che mi sale quando la gente non sa chi sia Ken Loach? Che ok, fa molto snob, ok, ma è più forte di me), dicevo, sapendolo stai lì, pronto alla morte e disperazione. A parte che ero convinto di vedere un film sui rider in bicicletta, ma chissà che cazzo avevo letto. E… MORTE E DISPERAZIONE. Si parte con Ricky entusiasta della nuova avventura, col capo che gli elenca tutto, la terminologia, non sei un dipendente ma un collaboratore, ecc. E lui sìsì, grande, mitico. Nell’incedere della storia i baldi eroi fanno sempre più fatica. Perché essere schiavi è distruttivo, ed ha conseguenze sui rapporti familiari: con i genitori sempre assenti, Seb parte a fare belinate, Liza cerca di tenere i cocci insieme. Fino a quando padre e figlio si menano, e poi Ricky viene derubato e pestato e pisciato e dal lavoro gli dicono che dovrà pure pagare un quid per lo scanner e se non trova un sostituto deve pagare e blablabla.

Lieto fine? Giammai! Vae victis, perché alla fine il roscio, tutto incrinato e sanguinolento, riparte per nuove consegne: spunto per la trama, scritta da Ken con il suo abituale sceneggiatore Paul Laverty, era la storia vera di un tizio morto perché, pur avendo il diabete in fase malemale, non aveva smesso di fare le consegne per non pagare le multe previste. Il momento catartico è quando finalmente Abby, che per il resto del film è una splendida e dolcissima madre e persona, strappa il telefono a Ricky per dire al suo capo che lo scanner se lo deve ficcare su per il culo. E don’t fock with my family!

Dunque il solito film di Ken, e ce ne fossero, così accurato da tendere a tratti al documentario, col suo realismo spietato e affettuoso, e tremendamente al passo con i tempi – ci sono altri film sulla gig economy? Questo fra un po’ ci fa un film sui bambini delle classi meno abbienti che dopo essere diventati grassi mangiando big mac diventano scemi con tiktok. Anche se il vero focus, qui, sono poi le dinamiche familiari, e lo strazio cui vengono sottoposte da questi nuovi tempi moderni. Quanto valga una vita rispetto all’avere una consegna garantita entro domani – il titolo è la scritta standard impressa sui foglietti lasciati dai corrieri quando hanno suonato a casa tua e non hanno trovato nessuno. Ripassiamo domani.

Credo di usare Amazon due-tre volte l’anno. Mi sento in colpa lo stesso, ma meno.

___

Sorry We Missed You (2019, Gran Bretagna / Francia / Belgio, 100 min)

Regia: Ken Loach

Sceneggiatura: Ken Loach, Paul Laverty

Fotografia: Robbie Ryan

Musiche: George Fenton

Interpreti principali: Kris Hitchen (Ricky Turner), Debbie Honeywood (Abbie Turner), Rhys Stone (Sebastian “Seb” Turner), Katie Proctor (Liza Jane Turner)

3 pensieri riguardo “Al cinema: Sorry We Missed You, di Ken Loach

Commenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.