Yul Brynner *100*

Oggi celebriamo il centenario della nascita di Julij Borisovič Bryner, meglio noto come Yul Brynner, attore russo naturalizzato statunitense, nato a Vladivostok l’11 luglio 1920 e scomparso a New York il 10 ottobre 1985.

In realtà, sul giorno di nascita di Brynner sussistono non pochi dubbi (soprattutto per quanto riguarda l’anno), ed infatti persino l’Enciclopedia Britannica riporta un emblematico punto interrogativo vicino alla data convenzionalmente accettata, quella, appunto, dell’11 luglio 1920.

Dopo aver viaggiato, giovanissimo, per il mondo, dalla Cina alla Francia, cimentandosi con la musica e con le attività circensi (tra cui quella di trapezista), Brynner giunge negli Stati Uniti, dove inizia la sua formazione e la sua carriera di attore, inizialmente teatrale, che gli vale un Tony Award nello stesso ruolo che, una volta portata la pièce sul grande schermo, gli farà vincere l’Oscar per il miglior attore protagonista.

Si tratta dello stesso ruolo per cui si rasò il capo, dando il via ad una vera e propria moda “alla Yul Brynner”, in un’epoca in cui la rasatura a zero non era per nulla comune, ma che lui, ciò nonostante, mantenne nel tempo.

Per celebrare questa ricorrenza, proponiamo la consueta carrellata dei dieci ruoli più famosi e memorabili, nel bene e nel male, tra quelli interpretati dall’attore per il grande schermo, partendo proprio da quello che gli valse l’Oscar e chiudendo con le controverse parti che gli furono affidate sul finire della carriera.

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Re Mongkut del Siam ne Il re ed io, di Walter Lang (1956)

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Ramesse (Ramses II) ne I dieci comandamenti, di Cecil B. DeMille (1956)

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Il generale Sergei Pavlovich Bounine in Anastasia, di Anatole Litvak (1956)

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Jean Lafitte ne I bucanieri, di Anthony Quinn (1958)

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Il maggiore Surov ne Il viaggio, di Anatole Litvak (1959)

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Salomone in Salomone e la regina di Saba, di King Vidor (1959)

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Chris Adams ne I magnifici sette, di John Sturges (1960)

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Taras Bulba in Taras il magnifico, di J. Lee Thompson (1962)

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Il protagonista di Indio Black, sai che ti dico: Sei un gran figlio di…, di Gianfranco Parolini (1970)

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Il robot pistolero de Il mondo dei robot, di Michael Crichton (1973)

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