Al cinema: Tenet, di Christopher Nolan (recensione espresso – no spoiler)

[Più che una recensione – per la quale in questo caso, più che mai, servirebbe una seconda visione – una serie di impressioni e riflessioni a caldo, rigorosamente in modalità no spoiler; anche perché fare spoiler di un film così, senza perdersi in almeno un paio di paginette (e senza perdere il lettore dopo poche righe), è davvero molto difficile…]

[1] Chissà cosa penserebbero i Lumière di Tenet. Del fatto che la loro intuizione – semplice, ma allora già geniale – illustrata in Demolition d’un mur, avrebbe potuto portare, oltre centoventi anni dopo, a quest’opera intricatissima e contorta, sicuramente avvincente, ma non di immediata comprensione.

Perché Tenet è un film che si divide tra un abstract che potrebbe tranquillamente sintetizzarsi in una ventina di parole, senza troppe difficoltà, e un intreccio che invece diventa estremamente complicato qualora si voglia tentare di scendere nei dettagli o illustrare come quella trama si dipana. Se mai ci fosse il bisogno di farlo.

[2] Non so se questo possa essere, come si sperava, il film del rilancio dei cinema, dopo oltre tre mesi di chiusura e due di desolazione, per le incertezze del pubblico (restio a tornare nelle sale) e, soprattutto, dei distributori, tra annunci e contro-annunci, spostamenti vari e sottrazione di uscite importanti, inizialmente previste per il grande schermo, per dirottarle sulle piattaforme di streaming. Il “botto”, almeno per il primo giorno, c’era da aspettarselo. E così è stato (relativamente parlando, si intende).

Ma resta il dubbio sul fatto che un film simile possa effettivamente attirare il grande pubblico (quello che fa i numeri) nelle sale, dato che già si sta spargendo la voce circa la sua non immediata comprensibilità (per usare un eufemismo). Insomma: non so quanta gente (tra gli spettatori generalisti) abbia voglia di spaccarsi il cervello per 150 minuti dentro una cosa simile, sebbene, innegabilmente, ne valga la pena. E in America c’è già chi ironizza sul fatto che gli incassi il film li farà eccome, semplicemente perché la gente, per capirci qualcosa, andrà a rivederlo più volte.

[3] Ad ogni modo, c’è tutto Nolan in Tenet, da Memento a Inception a Interstellar, con gli intrecci temporali, la fisica moderna e, soprattutto, il thriller, genere prediletto dal nostro, in una versione spionistica inconsueta (come inconsueto era il war-thriller, se così si può definire, di Dunkirk).

Qui Nolan finisce inevitabilmente per spostare l’attenzione dello spettatore dal lato narrativo a quello formale, sia perché è egli stesso, in vari punti, a spiegare all’innominato protagonista (che quando cerca di capire cosa stia accadendo diventa alter ego dello spettatore) che deve accettare ciò che vede, senza farsi troppe domande; e sia perché l’aspetto formale finisce di fatto per dominare la scena, grazie al modo in cui viene rappresentata la tematica degli intrecci temporali, alla colonna sonora (efficacissima) e alle scene d’azione, innegabilmente avvincenti.

[4] Resterà il caso cinematografico dell’anno (e che anno), ma non son convinto che entrerà nelle top ten di gradimento del 2020 (o forse lo farà, ma per mancanza di rivali).

[5] Si era ipotizzato – visto il titolo (e il suo significato), ma anche, e soprattutto, vista la fama di “manipolatore temporale” di Nolan – che Tenet avrebbe potuto essere un film-palindromo. Ebbene, per certi versi lo è. Non perfettamente palindromico, ma lo è sicuramente in alcuni elementi della sua struttura.

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Tenet (2020, USA / Regno Unito, 150 min)

Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Christopher Nolan

Fotografia: Hoyte van Hoytema

Musiche: Ludwig Göransson

Interpreti principali: John David Washington (il Protagonista senza nome), Robert Pattinson (Neil), Elizabeth Debicki (Kat Sator), Dimple Kapadia (Priya Singh), Michael Caine (Sir Michael Crosby), Kenneth Branagh (Andrei Sator)

17 pensieri riguardo “Al cinema: Tenet, di Christopher Nolan (recensione espresso – no spoiler)

  1. Non vedo l’ora! Dovrei andare sabato e non mi si tiene!

    Per quanto riguarda il rilancio purtroppo temo che tu abbia ragione: ieri sera sono andato a vedere Dogtooth e temevo di trovare la ressa di gente lì per Tenet, invece nulla. Un mio amico poi è andato il primo giorno di proiezione, ed erano in quattro gatti in sala.

  2. Concordo.
    E’ un film bondesco. Stavolta il protagonista è made in USA e non british, ma lo schema è lo stesso: da una parte i “buoni” che alla fine inculano il supercattivo e, en passant, seducono una bella donna.
    Detta così è facile a raccontare.
    Se poi ci cerca di dipanare la matassa spazio-temporale viene il mal di testa.

    1. Proprio così. L’omaggio a Bond è del resto dichiarato. In più, rispetto a una Spy story tradizionale, c’è il fattore tempo che rende il tutto nolaniano fino al midollo

      1. Una settimana fa ho visto Inception al cinema, come è giusto. Era preceduto da un piccolo documentario su Inception stesso e Tenet. Mi sono parsi molto simili, per questo vorrei vederlo al cine… Però temo che non mi sarà possibile!

      2. Eh vabbè si fa quel che si può. Se proprio non si può vedere al cinema, meglio sul piccolo schermo che niente, ovviamente!😉

  3. Articolo equlibritassimo da incorniciare e invidiare (io che ho vomitato su Tenet il mio consueto disprezzo su un Nolan per me quasi sempre aria fritta almeno al 90%)…
    A vederlo al cinemino sotto casa, alle 4 del pomeriggio, eravamo in dieci, e io ero l’unico a non aver diritto allo sconto anziani…
    Non sono riuscito a carpire le opinioni dei componenti del pubblico cioè singole persone (non c’era nessuna coppia di nessun tipo) che non avendo nessuno con cui parlare se ne sono andate in silenzio… ma alla mia tarda uscita (dopo i titoli finali per vedere i doppiatori) ho sentito i gestori del cinema discutere di questa o quella implicazione della trama, benché più con stanchezza che con fervida curiosità ed entusiasmo…

    1. Grazie per l’equilibratissimo😉
      Diciamo che è più che altro un giudizio tiepido…
      Ho letto la tua recensione, ma non tutta perché era tardi, e ho notato la tua acredine, che ricordavo, su Nolan e la sua ultima fatica… per ora il pubblico è molto diviso

  4. Da più parti ho letto che, come recita un dialogo all’interno del film, “la pellicola vada più sentita che capita”… Guardo sempre con molto sospetto a posizioni del genere, che di solito reputo il rifugio di chi ha in sostanza ben poco da dire, e punta alla “pancia” più che alla testa e al cuore. Io sono rimasto, come te, tiepido: ma concordo che vada comunque visto!

    1. Sono d’accordo. È un discorso che puoi fare per 2001, quello di sentire/capire… Non con Tenet… e cito 2001 solo per spiegare il concetto, non perché voglia anche solo accostare i due film…😏😏

  5. Anche io, come Sam, sicuramente non vedrò Tenet al cinema, ma sicuramente prima o poi lo vedrò e sono sicura che, come per Inception, mi servirà più di una visione per capire tutto… Fin’ora ho letto tutte reazioni piuttosto tiepide riguardo a Tenet, ma credo fosse inevitabile che un film caricato di aspettative all’inverosimile alla fine deludesse qualcuno. Bella la tua recensione a sprazzi e senza spoiler!

    1. Grazie. Sì, hai ragione, il film è stato caricato un po’ troppo, ma del resto Nolan ha ormai raggiunto una fama tale da rendere ogni sua opera molto attesa. E poi c’era il discorso del covid e delle speranze di rilancio per le sale. Gli va dato sicuramente atto di un grande coraggio, sia per il film in sé, sia per la scelta di uscire ora, e di non aspettare tempi migliori, come invece hanno fatto tanti altri

  6. Io sono, forse tra i pochi, che ha apprezzato molto questo film (nonostante i vistosi difetti di sceneggiatura e di empatia mancata). Ma penso che lo stupore che il comparto tecnico di questo film ci lascia (soprattutto se visto al cinema), sia una delle poche cose che ancora danno un senso ad una sala cinematografica. Colonna sonora e montaggio poi sono da urlo.

    1. Sono d’accordo, un film assolutamente da vedere al cinema e che sotto l’aspetto formale compensa quelle lacune che possono esserci dal punto di vista narrativo. Ma infatti, come scrivevo, piaccia o meno è un film da vedere, un’esperienza da fare (e al cinema, ovviamente). Nolan potrà aver sbagliato qualcosa, potrà essere stato pretenzioso, ma ha avuto coraggio e gliene va dato atto…

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