Speciale Box Office – Quattro mesi di cinema post-Covid

A quattro mesi dalla riapertura dei cinema in era Covid, quando ormai è trascorso dunque un terzo d’anno con le nuove regole dettate per il cinema in tempo di pandemia, andiamo a vedere come stanno andando i dati delle presenze in sala.

Ci eravamo lasciati, a metà settembre, con il duplice dato positivo di Tenet e After 2, che avevano finalmente dato la spinta al rialzo a numeri fino a quel momento davvero modesti. Tuttavia, si rilevava già un calo dovuto all’assenza di un titolo di grande richiamo successivo ad After 2.

Ebbene: la tendenza al ribasso è stata confermata in queste 4 settimane, come dimostra il grafico sottostante.

Dopo aver ampiamente superato le 700.000 presenze nella settimana in cui coesistevano al cinema i due film sopra citati, Tenet e After 2, si è registrata una consistente discesa a quota 368.000 (nella settimana dal 14 al 20 settembre). I numeri hanno poi fortunatamente avuto un incremento, per assestarsi, nelle tre settimane successive, attorno ai 500.000 spettatori a settimana.

In costante aumento, invece, il numero delle sale, anche se ormai (e soprattutto nelle ultime tre settimane) gli incrementi viaggiano nell’ordine delle poche decine di sale in più. Segno che l’offerta si è ormai stabilizzata, a fronte però di una domanda che ha subito un calo importante rispetto ai picchi di inizio settembre.

Purtroppo, continuano però ad arrivare brutte notizie per quanto riguarda la distribuzione dei grandi titoli hollywoodiani: dal rinvio al 2021 dell’ultimo capitolo di James Bond, No Time to Die, a quello del cinecomic Marvel Black Widow, che inaugurerà la fase quattro del Marvel Cinematic Universe soltanto il prossimo maggio (salvo ulteriori rinvii).

La Disney ha anche annunciato che Soul, l’atteso film di animazione per famiglie (uno di quei titoli su cui dunque puntavano gli esercenti per avere numeri di un certo tipo), non sarà più distribuito in sala, bensì sulla piattaforma Disney+, con uscita prevista nel giorno di Natale (e quindi con la possibilità di togliere pubblico dalle sale nei giorni tradizionalmente più redditizi per i cinema).

Sono tempi difficili, e i contagi in drammatico e costante aumento sicuramente ci portano – giustamente – a pensare prima alla salute che ad altre cose. Eppure, questa lenta agonia del grande schermo non può che far sprofondare gli appassionati in una condizione di tristezza e preoccupazione.

5 pensieri riguardo “Speciale Box Office – Quattro mesi di cinema post-Covid

  1. Un’angoscia ormai. Il mio cinema di fiducia mi ha anche lasciato molte perplessità su come ognuno interpreta le misure di sicurezza, quarantene a macchia, sta diventando difficile, ma entrare in sala, qualsiasi essa sia, è una gioia che spero di riprendere settimanalmente il prima possibile.

    1. Io nel mio piccolo sto andando al cinema regolarmente, vedo uno/due film a settimana.
      C’è poca gente, ma pensavo peggio. Anche se sti numeri fanno pensare.
      Forse però sono i multisala ad essere in crisi, non lo so, più che i cinema di quartiere…

      1. Questa è una buona domanda, diciamo che sarebbe l’ideale per fare uno studio sul consumo cinematografico e capire in quale luogo risiede la fiducia degli spettatori.
        Io sono finito in isolamento, quindi sono già una decina di giorni senza cinema, ma in effetti stavo riprendendo, anche se solo grazie al multisala…

      2. urka, l’isolamento :-O
        no, lo dicevo perché qui a Torino da febbraio non ha più riaperto uno dei più grandi multisala del Piemonte (forse addirittura il più grande)… e difficilmente lo farà ora che le cose si stanno di nuovo mettendo male…
        anno funesto, non ci resta altro che sperare che il 2021 sia migliore

  2. Soul è stato un brutto colpo, non me lo aspettavo e non mi piace come idea. Ho paura però dopo l’esperimento di Mulan possa diventare una prassi comune, il che darebbe il definitivo colpo di grazia alla sala cinematografica.
    Purtroppo secondo me ci si dovrà preparare ad assistere a una nuova chiusura delle sale a breve. Sono convinto che, visto l’aumento costante dei contagi, si tornerà alla chiusura almeno dei servizi non essenziali – anche se spero di sbagliarmi e di essere smentito, ovviamente.

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