i migliori film del 2020 (secondo noi)

Che sia stato un anno diverso dagli altri ce lo siamo ripetuti a non finire, ed è inutile circostanziarlo per l’ennesima volta. Che lo sia stato anche da un punto di vista cinematografico è altresì notorio, sebbene per molti la cosa abbia costituito soltanto un corollario di ben più gravi vicissitudini (non però per gli addetti ai lavori, visto che per loro il cinema è anche – e in certi casi soprattutto – una fonte di sostentamento).

Sono arrivate le piattaforme di streaming a dar manforte (ai cinefili, non di certo agli esercenti). Ne sono sorte addirittura di nuove, che puntano a inserirsi in un mercato che pare in continuo sviluppo (abbiamo parlato qualche settimana fa – per fare un esempio di una nuova piattaforma di nicchia – del caso di FarEastream, specializzata in cinema dell’estremo oriente).

Ad ogni modo, contando i film usciti al cinema e quelli rilasciati per la prima volta in streaming, non si può dire che l’offerta del 2020 sia stata scarsa. Sicuramente inferiore agli anni precedenti e probabilmente inferiore da un punto di vista qualitativo, ma comunque i vari mesi di lockdown hanno lasciato ai cinefili l’imbarazzo della scelta.

Anche perché all’offerta per così dire tradizionale, si è aggiunto il mercato – questo totalmente nuovo – dei festival in streaming, una novità quasi del tutto inedita che una piattaforma come MyMovies ha saputo intelligentemente cavalcare diventando leader in Italia.

Tutto ciò premesso, anche quest’anno proviamo a indicare le nostre personali preferenze riguardo i film distribuiti in Italia (al cinema o in streaming) nel corso dell’anno solare, limitandoci a una segnalazione di cinque film.

***

Daniele

  1. La famiglia Willoughby, di Kris Pearn

Una commedia nera cinica e spietata che fa sua la lezione di Roald Dahl e trasmette un messaggio molto coraggioso: non sempre i genitori amano i propri figli. Coloratissimo e irriverente, è uno dei migliori film d’animazione dell’anno.

  1. Favolacce, dei fratelli D’Innocenzo

Nella malsana periferia romana i bambini ti vedono. E ti giudicano. E prendono misure estreme alla desolazione della vita che gli adulti, gli infantili, repressi, invidiosi e squallidi adulti, costruiscono loro intorno.

  1. Jojo Rabbit, di Taika Waititi

Un po’ fiaba, un po’ commedia nera, Jojo Rabbit racconta l’orrore dal punto di vista di chi, quell’orrore, non ha i mezzi per capirlo fino in fondo ma ci prova lo stesso. Ti fa ridere e poi ti tira un cazzotto in piena faccia, così per due ore; e alla fine ringrazi pure.

  1. 1917, di Sam Mendes

L’orrore della prima guerra mondiale emerge da ogni singolo fotogramma di questo film estenuante, sorretto da una regia e una fotografia eccezionali sebbene ormai i piani sequenza siano una mossa un po’ furba per far eccitare l’Academy. Tre Oscar meritatissimi per un film che deve diventare un sempreverde della cinematografia.

  1. Volevo nascondermi, di Giorgio Diritti

Toccante e disperato come la vita che racconta, un film fisico e viscerale ma ricchissimo di elegante bellezza. Date subito a Elio Germano un Oscar o un qualsiasi altro premio, presto!

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Marco

  1. La vita nascosta – Hidden life, di Terrence Malick

Mentre in genere Malick sembra un megalomane narcisista qui invece, ecco, uguale. Però il film è bello, probabilmente per la trama ancorata alla microstoria, che non gli permette eccessivi svolazzi metafisici; la storia di una questione di principio.

  1. 1917, di Sam Mendes

Quanto doveva essere bello lanciarsi di corsa verso della gente che ti spara col fucile e la mitraglia. E quante emozioni. E quanto è meglio sentircisi dentro vedendole al cinema.

  1. Jojo Rabbit, di Taika Waititi

Ho riso almeno per tutta la prima mezz’ora, smontare Hitler guardandolo dal basso è sempre un’operazione divertente, e poi ho capito che nel 2010 stavo per tornare dall’Australia ed ero al cinema a vedere un film che si chiamava Boy. Di questo regista qua. E mi son commosso.

  1. Undine – Un amore per sempre, di Christian Petzold

Non c’è motivo di vedere melensaggini d’altrove, quando puoi vedere un film a suo modo romantico CRUCCHISSIMO e onirico, con la morte che si avvita alla storia d’amore.

  1. Favolacce, dei fratelli D’Innocenzo

Due fratelli, che sembrano hobbit gemelli usciti dal Signore degli anelli, alla loro seconda regia piazzano già il film italiano dell’anno, rimestando nel torbido della provincia romana denuclearizzata ecc.

***

Vincenzo

  1. 1917, di Sam Mendes

Un film dimenticato forse un po’ troppo in fretta e troppo in fretta liquidato con giudizi concentrati sui soli aspetti tecnico-formali. E invece resterà un ottimo film sulla Prima guerra mondiale, che forse apprezzeremo maggiormente col passare degli anni.

  1. Il processo ai Chicago 7, di Aaron Sorkin

Prendete uno sceneggiatore premio Oscar come Aaron Sorkin e dategli in mano una storia rimasta a lungo nel development hell, che ha il vantaggio di uscire nel momento più opportuno per innescare tutta la sua potenza politica.

  1. Diamanti grezzi, dei fratelli Safdie

Allacciate le cinture e lasciatevi trasportare da questo profluvio di parole, situazioni surreali e follia  innestato perfettamente dai fratelli Safdie in un contesto tipicamente americano, sia dal punto di vista spaziale (il diamond district di Manhattan), sia sotto il profilo temporale (i playoff NBA del 2012).

  1. Alla mia piccola Sama, di Waad Al-Khateab e Edward Watts

Un documento potentissimo, di straordinaria efficacia, in cui le finalità perseguite, la forza dello sguardo e la genuinità dell’operazione hanno la meglio su qualsiasi possibile rimostranza sulla forma.

  1. I miserabili, di Ladj Ly

Il tema delle periferie non è sicuramente nuovo nel cinema francese. Forse lo è, invece, quello delle prevaricazioni della polizia, che si pensava essere un fenomeno più che altro statunitense. Un film solidissimo, un esordio straordinario, un’opera di grande impatto sociale, stratificata e ricca di contenuti.

4 pensieri riguardo “i migliori film del 2020 (secondo noi)

    1. sì è l’unico film in comune a tutti e tre…
      ed è strano, perché è stato bistrattato da tanti… o, per meglio dire, non ha convinto tanta gente, che ne sottolineava i soli pregi formali…
      buon anno!

Commenti

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