books about movies: il “Castoro” di Fellini

Chi legge di cinema sa bene cosa siano i “castorini” o i “quadrati”, due dei nomi con cui vengono chiamati i libri della casa editrice Il Castoro (in precedenza pubblicati da La Nuova Italia), di formato quadrato, che analizzano vita e opere dei maggiori registi della storia del cinema.

Sono tra le monografie più ricercate tra i cinefili, le più autorevoli e intramontabili.

Furono pubblicate a partire dal 1974, nella collana Il Castoro Cinema, diretta da Fernaldo Di Giammatteo.

Il terzo numero della collana era dedicato a Federico Fellini (dopo i primi due, Antonioni e Godard) e fu scritto da Franco Pecori nel ‘74, quando Fellini era nel pieno della sua attività e aveva appena diretto Amarcord e vinto il suo quarto premio Oscar per il miglior film straniero.

Vent’anni più tardi, nel 1994, dopo la morte di Fellini (31 ottobre 1993 – uno come Fellini non poteva che andarsene nel giorno di Halloween) fu pubblicato un nuovo volume, stavolta a cura di Mario Verdone, critico, saggista e accademico italiano che ha (anche) dato i natali al regista e attore Carlo.

Ebbene, a differenza di altri autori, per i quali il “castorino” può essere spesso considerato il libro definitivo (almeno tra quelli in italiano), la stessa cosa non può essere detta per quest’opera di Mario Verdone. Già esistevano libri più approfonditi e analitici sul Maestro riminese, e l’anno scorso, centenario della nascita di Fellini, ne sono usciti pure degli altri.

Lo sguardo di Verdone verso Fellini è spesso quello dell’amico e conoscente – quale era, del resto.

Il suo approccio è meno oggettivo di quello che ci si aspetterebbe da un “castoro” ma non per questo l’opera manca di attrattiva.

Intanto, è proprio questo suo essere uno sguardo partecipato e talvolta emozionato a dare una visione diversa dal solito e sicuramente suggestiva e peculiare. Nonostante arrivi da un uomo dell’accademia (e peraltro da uno dei pionieri dell’insegnamento di studi cinematografici nelle università), ha un taglio molto poco accademico.

E infatti i punti di forza sono proprio quelli che derivano dall’esperienza diretta di Verdone, come nelle (non poche) pagine in cui dà conto del suo ruolo nella querelle relativa al presunto plagio del soggetto de Il miracolo, o quando parla del mancato brindisi a Fellini da parte di alcuni registi italiani invitati in Russia dalla Mosfilm, a causa del pregiudizio ideologico molto diffuso tra gli intellettuali del tempo contro un autore che aveva sempre rifiutato di fare politica con i suoi film.

Il “castoro” di Verdone è un’ottima introduzione a Fellini, oppure – meglio ancora – un’ottima postfazione, un ripasso veloce ma generoso, considerato anche lo spazio (in taluni casi, forse, eccessivo) che viene dedicato alle sinossi dei 24 film del Maestro.

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Federico Fellini, di Mario Verdone (1994, Il Castoro, 141 pagg.)

2 pensieri riguardo “books about movies: il “Castoro” di Fellini

  1. Ricordo che questo volumetto di Verdone era stato concepito anche un po’ come risarcimento dovuto a Fellini per farsi perdonare il Castoro precedentemente dedicatogli, che era uscito in tutt’altro clima politico e culturale ed era stato giudicato dall’editore che aveva rilevato il catlogo della Nuova Italia eccessivamente critico e negativo

    1. ciao Alberto,
      intanto mi fa piacere che tu sia tornato a trovarci.
      raccolgo questo retroscena che non fatico a inquadrare nel contesto storico-cinematografico degli anni ’90 (e degli anni ’70).
      Nel ’94 era appena morto Fellini e si sa che, particolarmente in Italia, si viene apprezzati soprattutto (o per alcuni, soltanto) post-mortem.
      Il fatto che negli anni ’70 Fellini fosse inviso a certa critica credo che emerga dal Castoro di Verdone, soprattutto in quella parte – che ho citato – del brindisi a lui dedicato, a un convegno della Mosfilm a Mosca, da Tarkovskij, al quale alcuni critici italiani presenti si rifiutarono di partecipare…
      e capisco anche come mai sia stato affidato il libro a Verdone, che poteva considerarsi una voce amica per Fellini…
      grazie per il commento e per lo spunto, soprattutto perché giungono da chi ha scritto uno dei Castori che sento più spesso citare (e in maniera positiva, ovviamente), ma che ancora non ho avuto la possibilità di leggere, perché ahimè introvabile, anche nell’usato (restano le biblioteche, è vero, ma non vorrei farmelo mancare nella mia collezione)…
      grazie, un saluto.

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