touch of modern: La decima vittima, di Elio Petri

In un futuro prossimo la pace regna sulla Terra. Dopo tanti conflitti e altrettante vittime, la guerra è stata abolita, ma per evitare che nuove ostilità possano iniziare è stata istituita “La Grande Caccia” e un ministero ad hoc che sovrintende a una simile attività. Si tratta di una competizione a livello mondiale dove è permesso agli iscritti uccidere gli altri concorrenti senza rischiare alcun processo e relativa condanna per omicidio volontario.

Un calcolatore elettronico forma le coppie, ciascuna composta da un Cacciatore e da una Vittima. Il fortunato vincitore ovvero colui che riuscirà a sopravvivere a dieci competizioni, cinque nella parte di Cacciatore e cinque da Vittima, riscuoterà un consistente premio ed entrerà a far parte del Decathlon, una elitaria istituzione che garantisce ai suoi fortunati membri onori e privilegi.

La coppia prescelta dal calcolatore è quanto più eterogenea possa esistere. Caroline Meredith (Ursula Andress) è una giovane americana, che nelle scene iniziali del film ha eliminato, al temine di un lungo inseguimento per le vie di Manhattan, il suo cacciatore (George Wang). Marcello Poletti (Marcello Mastroiannni) è, invece, un romano indolente che nel ruolo di cacciatore ha fatto saltare per aria la sua sesta vittima, un nobile cavaliere tedesco venuto a Roma per prendere parte al concorso ippico di Piazza di Siena.

Tra i due, Caroline sembrerebbe avere maggiori possibilità di vittoria, perché ha grinta, inventiva, è giunta alla sua ultima competizione nel ruolo di Cacciatrice, sente la vittoria a portata di mano. Invece Marcello è preso da numerosi problemi: debiti, un matrimonio fallito con la glaciale e venale Lidia Poletti (Luce Bonifassy) e per di più è tormentato da un’amante invadente, Olga (Elsa Martinelli). Ma a cambiare l’esito quasi scontato della caccia, ci pensa una emittente televisiva americana, che vorrebbe trasformare lo scontro tra i due in uno spettacolare spot pubblicitario all’ombra del Colosseo.

Caroline accetta la proposta e, pur di farlo cadere nella sua trappola pubblicitaria, avvicina Marcello presentandosi come una giornalista, giunta nel Belpaese per fare una indagine sul comportamento sessuale dell’uomo italiano. Ma non sarà facile far cadere la Vittima nella trappola, perché lui è solito diffidare del prossimo.

Ispirato al racconto “La settima vittima” di Robert Scheckley, Elio Petri ha realizzato un film che appartiene al sottogenere della fantascienza sociale, un mix di pop art e surrealismo puro con un tocco di gusto retrò, una corrosiva denuncia delle ipocrisie della società occidentale. Pur essendo uscito nel 1965, il film mantiene ancora oggi un evidente fascino visivo, musicale, estetico, rappresentando una fedele riproduzione dell’idea di futuro che regnava a metà degli anni Sessanta. Per di più “La decima vittima” rappresenta un’occasione per vedere luoghi (in alcuni casi oggi non più esistenti) e verificare quanto di ipotizzato sia poi diventato realtà.

Cominciano dalle locations scelte per girare il film, come il Colosseo e l’arco di Tito, simboli della Roma immortale, e il quartiere ultra-periferico dell’Eur dalle architetture surreali, un luogo alieno rispetto al resto della città, quanto di più avveniristico c’era all’epoca. Non è un caso che abbiano scelto l’Eur per ubicare il ministero della Grande Caccia e la Relaxing service station, una casa per appuntamenti (entrambi i posti facevano parte del complesso del velodromo olimpico oramai demolito).

Un ambiente surreale dove hanno luogo sparatorie tra cacciatori e vittime, che si svolgono sotto gli occhi dei passanti, forze dell’ordine comprese, le quali in un caso multeranno un Cacciatore perché, pur di eliminare la sua Vittima, ha parcheggiato contromano. Tutto sotto controllo, insomma, come ribadisce una voce femminile, diffusa da un megafono, che invoglia i passanti ad aderire alla grande caccia: “Vivete pericolosamente ma nella legge”.

Ed è sempre nel quartiere dell’Eur che un Marcello annoiato incontra per la prima volta una vivace Caroline proprio al Bar dietetico (in realtà il teatro all’aperto sulla terrazza del Palazzo dei Congressi) e dove è possibile assistere alla protesta di Cacciatore, seccato dalle troppe regole che ne limitano il raggio di azione. Nel Bar dietetico non si può uccidere la Vittima.

Sul litorale tra Fiumicino e Focene si trova, invece, la spiaggia dei Tramontisti, una stilettata neanche celata alle prime sette che si andavano diffondendo in quegli anni, in molti casi un’occasione di business per sedicenti guru.

Le riprese effettuate in interno, nella palestra di addestramento dove Marcello Poletti incontra il suo “maestro d’armi”, il professore (Salvo Randone), non consentono di capire dove questa si trovasse (ammesso che sia veramente esistita), ma i combattimenti ricordano i primi film di James Bond e gli italian spy movies che in quegli anni si vedevano nelle sale dei cinema.

Ma è proprio sull’aspetto dei costumi che il film apre nuove interessanti finestre sul futuro. È ammessa la prostituzione ma è difficile divorziare. E se liberarsi di un coniuge non è facile, non si può dire la stessa cosa degli anziani, considerati un peso della società, da riallocare in una qualche istituzione parastatale non ben definita.

Per quanto riguarda le case e i vestiti predominano i colori forti, tipici della pop art e del periodo (a titolo informativo i vestiti della Andress sono delle sorelle Fontana), gli arredi vistosi (poco funzionali), che contribuiscono non poco a determinare l’idea del futuro espressa dall’opera. Così come la colonna sonora, realizzata da Piero Piccioni, con Mina che esegue la canzone “La decima vittima “e “Spiral Waltz”, la quale supporta in modo egregio il film e permette a occhi chiusi di rivedere un film unico nel panorama italiano, almeno per una trentina d’anni fino all’arrivo di Nirvana di Gabriele Salvatores.

L’unica nota stonata è il finale posticcio, imposto dal produttore, Carlo Ponti, che ha deciso di terminare il film con un lieto fine (il racconto di Robert Scheckley finisce in tutt’altra maniera), fonte di vivaci contrasti con Elio Petri. Eppure, senza volere, una così brusca inversione di rotta ha prodotto un finale aperto, ancora più inquietante perché non è affatto sicuro che il futuro di Caroline e Marcello sarà poi così sereno come loro hanno deciso di programmarlo.

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La decima vittima (Italia, Francia 1965, 92’)

Regia: Elio Petri

Sceneggiatura: Tonino Guerra, Giorgio Salvioni, Ennio Flaiano, Elio Petri

Fotografia: Gianni Di Venanzo

Musiche: Piero Piccioni

Genere: Fantascienza

Interpreti principali: Marcello Mastroianni, Ursula Andress, Elsa Martinelli, Salvo Randone

Un pensiero riguardo “touch of modern: La decima vittima, di Elio Petri

  1. Gran film, molto particolare. L’ho sempre ammirato paragonandolo alla fantascienza italiana di oggi, la quale avrebbe bisogno di un po’ di coraggio per uscire dallo stallo di certe produzioni. Qualcuno ce l’ha, speriamo che riesca a metterlo in pratica come ha fatto Elio Petri.

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