contemporary stuff: Benvenuti a Zombieland, di Ruben Fleischer

Regola 1555: Mangiare troppa carne fa male.

Regola 1566: Mangiare carne infetta dal virus della mucca pazza fa diventare degli zombie.

O almeno così è successo negli Stati Uniti dove buona parte della popolazione ha cambiato aspetto e soprattutto abitudini alimentari…

Tranquilli: non è assolutamente vero! È solo l’inizio rivisitato del film Zombieland, capolavoro horror umoristico diretto da Ruben Fleischer, dove la trasformazione degli americani in tanti zombie viene spiegata come un effetto causato dal consumo di carne infetta. Un contagio così diffuso (si sa gli statunitensi di carne ne mangiano molta, troppa) che i pochi “sani” rimasti hanno ribattezzato la loro patria “Zombieland”.

E tra i normali che tentano in tutti i modi di non finire mangiati e zombificati, spicca (si fa per dire) Columbus (Jesse Eisenberg), un ragazzo alquanto maldestro e piuttosto fifone, autore di uno scrupoloso elenco di regole che devono essere assolutamente rispettate se si vuole restare in vita. Un manuale molto valido per evitare rischi, dato che “del senno di poi son piene le fosse”.

Columbus vuole raggiungere il paese dove vivono i genitori, che si trova nell’Ohio, ma un incidente “zombico” lo priva dell’automobile e si ritrova così appiedato.

Ma, per sua fortuna, camminando lungo un’autostrada piena di veicoli abbandonati, viene raggiunto da un’autovettura guidata da un altro essere umano. Columbus lo chiama Tallahassee (Woody Harrelson), il nome del paese dove è diretto, poiché questi gli risponde che “non è solito dare confidenza agli estranei” e di conseguenza dire a chiunque il suo nome.

Tallahassee è una via di mezzo tra Dinamite Sam e Mr. Crocodile Dundee, insomma un vero duro che non solo disprezza gli zombie, ma trova immenso piacere nell’eliminarne il maggior numero possibile. Tuttavia, ha un punto debole: adora alla follia le merendine Twinkie, un tronchetto di pan di Spagna spugnoso ripieno di una soffice crema, un dolce che gli ricorda un periodo sereno, quando gli zombie non esistevano.

Ripresa la strada, giungono in un supermercato dove trovano due ragazze: Wichita (Emma Stone) e Little Rock (Abigail Kathleen Breslin). Sono sorelle, sole, disarmate e come non bastasse uno zombie ha morso Little Rock. Lei sa che non le resta molto da vivere e vorrebbe che loro la uccidessero prima di trasformarsi in uno zombie. Tallahassee e Columbus esitano a fare fuoco e allora Wichita propone di farlo lei. Prende il fucile di Tallahassee e lo punta contro i due uomini, disarmandoli. Wichita e Little Rock, dopo aver preso le loro armi e la Cadillac Escalade di Tallahassee, se ne vanno via lasciandoli a piedi e… disarmati.

Tuttavia, la sorte gli è benigna: Tallahassee trova una jeep Hammer H2, di un indecente color giallo canarino, piena di fucili e mitragliatori. Un evento che lo mette di buon’umore e lo invoglia a comporre una breve filastrocca:

Ti ringraziamo, Signore!
Nel mega jeeppone del texano cafone
era nascosto un bel cannone!

Armati fino ai denti e dotati di un mezzo adeguato, partono alla ricerca delle ragazze, Tallahassee vuole recuperare la sua automobile, che trovano ferma in mezzo a una strada, sembra guasta, ma è solo una nuova trappola nella quale cadono facilmente.

Di fronte al pericolo di restare nuovamente appiedati, Columbus ha una buona idea: propone a Whichita e a Little Rock una tregua. Se loro sono gli ultimi esseri umani esistenti al mondo perché farsi la guerra? Le ragazze accettano, a una sola condizione, che raggiungano Pacific Playland, un parco giochi situato in California, dove si dice gli zombie non siano presenti.

Per giungere al parco, i quattro attraversano una Hollywood oramai brulicante di zombie e Tallahassee suggerisce di passare la notte nella villa del suo attore preferito, Bill Murray. La casa sembra abbandonata ma con grande stupore da parte di Tallahassee e Wichita, intenti a ballare sulle note di Ghostbusters, nel salone più che pacchiano della casa appare Bill Murray diventato anche lui uno zombie. Ma in realtà si è travestito da zombie per continuare la vita di sempre, muoversi indisturbato, andare a giocare a golf.

Signore e Signore, Benvenuti a Zombieland, un film che riesce ad essere così sopra le righe, così “trash” da sublimare in chiave comica e spettacolare gli aspetti più sanguinolenti del film. Perché l’impegno profuso nella realizzazione di questo film horror fa di questo lungometraggio un piccolo capolavoro del genere.

A cominciare dalla storia, ricca di colpi di scena, di capovolgimenti che riaprono situazioni apparentemente già definite, che parte lenta per acquisire velocità nella seconda parte, sempre accompagnata da una coinvolgente colonna sonora.

L’aspetto psicologico dei protagonisti, il loro passato, i loro sentimenti, il loro carattere sono stati ben strutturati (per un film horror-trash ovviamente). Tallahassee e Wichita sono dei duri, un po’ coatti (o tamarri), umorali e abbastanza cinici, ma in realtà molto sotto la scorza batte un cuore d’oro, l’importante è trovarlo. Little Rock è un’adolescente, con una identità ancora in formazione ma che lascia già intravedere un carattere molto determinato.

Columbus è… il personaggio più complesso e pieno di problemi. Un ragazzo fissato per le regole necessarie per sopravvivere in Zombieland, che riferisce assiduamente rivolgendosi a un pubblico immaginario, mentre appaiono in sovraimpressione sempre e dovunque, come in un videogioco sparatutto.

Altri dettagli della sua esistenza vengono rivelati mediante dei flash back, come le sue manie, paure e, soprattutto, il desiderio di trovare una ragazza, innamorarsi e mediante lei conoscere una famiglia normale, visto che la sua lasciava a desiderare. Malauguratamente, l’unica occasione che gli capiterà letteralmente tra le braccia, la ragazza 406 (Amber Heard), una vicina di casa, non andrà a finire bene. Ah, i morsi dell’amore….

Altrettanto impegnativo è stato il lavoro che la regia ha eseguito per ricostruire un mondo post apocalittico, popolato da pochissimi esseri umani e da molti zombie. Ad esempio, sono state ricostruite ex novo molte strutture, come il negozio di souvenir, riempito di oggetti e mobili scelti apposta per la scena che sarebbe stata girata. Un’analoga iniziativa è presa per quanto riguarda il supermercato, i cui frigoriferi sono stati riempiti di cibo finto (fotografie), mentre l’appartamento di Columbus è stato ricostruito in un teatro di posa.

Molte riprese effettuate in esterno sono state “zombificate”, ad esempio l’autostrada, inserendo mezzi abbandonati di ogni tipo, mentre nelle città non sono visibili segni tangibili di degrado, come vegetazione incolta o edifici distrutti, perché gli zombie si sono diffusi da poco tempo.

Infine, Pacific Playland è un vero parco giochi, ubicato però in un’altra parte degli Stati Uniti ovvero nella cittadina Valdosta (Georgia), la cui popolazione è stata reclutata per fare le comparse (zombie).

E proprio nel Parco giochi ha luogo lo scontro finale. Come promesso, Wichita ha portato Little Rock nella “terra promessa”, un luogo che si è ben presto popolato di zombie, attratti dalle luci e dal suono dei giochi. Ma quando sembra che la fine sia vicina, giungono in soccorso Tallahassee e Columbus, i quali in un duello epico abbattono tutti i loro avversari, dimostrando di tenere alla vita delle ragazze più di quanto Wichita e Little Rock abbiano fino a quel momento mostrato nei loro confronti.

E, in quel mondo alienato, tutti e quattro scopriranno di essere la cosa più simile a una famiglia.

(Columbus): Finalmente avevo capito che quelle due furbette nel jeppone nero e quel bambinone con la giacca di serpente erano la cosa più vicina a quello che avevo sempre desiderato ma non avevo mai avuto… Una famiglia. Io mi fidavo di loro e loro di me.

Regola numero 32: “goditi le piccole cose!”

Tallahassee aveva il suo Twinkie e anche se la vita non sarebbe stata mai più semplice o innocente, mentre lui assaporava il suo spugnoso tronchetto alla crema, potevamo sperare, eravamo insieme. Perché senza gli altri, be’, tanto vale essere uno zombie!

E quando toccherà a voi, ricordate: allenamento, cinture di sicurezza e visto che ci siete, una scorta della vostra merendina preferita! E ora Columbus, in diretta da Zombieland, vi augura sogni d’oro!

___

Benvenuti a Zombieland (Usa, 2009, 84 min),

Regia: Ruben Fleischer

Fotografia: Michael Bonvillain

Musiche: David Sardy

Interpreti principali: Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Emma Stone, Abigail Breslin, Bill Murray, Amber Heard

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