Merry Redneck Christmas!

Per quest’anno niente balocchi o dolci ma solo piombo! Un originale auguro natalizio da parte della casa di produzione Spaghetti Larp.

Sperduto villaggio del Far West. Una ragazza si affaccia da una casa. Lei vorrebbe fuggire da quel tetro posto, ma le strade pullulano di zombie. La situazione sembra senza via di uscita, ma per fortuna che Natale è vicino…

Redneck Christmas è un corto che unisce le ambientazioni Western e Horror, creato appositamente per le Feste di Natale, realizzato in sinergia tra Spaghetti Larp, allievi e docenti del corso Filmaker Factory di Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto, Gabriele Berretta di Rambaldi Promotions e Antes (associazione nazionale trucco effetti speciali).

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Al cinema: Diabolik, dei Manetti Bros.

Del “Re del Terrore” ho due ricordi: uno in bianco e nero e l’altro a colori.

Il primo risale agli anni Settanta, quando ero ragazzino e leggevo con avidità gli albi di Diabolik, rigorosamente in bianco e nero. Ero affascinato dalle sue invenzioni, su tutte le maschere che utilizzava per assumere l’identità di un’altra persona.

Il colore appartiene, invece, agli anni Ottanta, quando ho visto per la prima volta il film girato da Mario Bava. Devo confessare di essere rimasto molto deluso dall’opera: i due protagonisti principali erano lontani anni luce dagli “autentici” Diabolik ed Eva Kant.

Ed è comprensibile con quale stato d’animo, speranzoso e insieme timoroso, sia andato a vedere il film dei Manetti Brothers.

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contemporary stuff: Riders of Justice, di Anders Thomas Jensen

Le festività natalizie sono vicine e a Tallinn, in Estonia, un anziano signore con la barba bianca assieme alla sua giovane nipote stanno osservando una bicicletta rossa messa in vendita nello stand del mercatino di Natale della capitale. La ragazzina vorrebbe tanto avere una bicicletta in regalo, ma la preferirebbe blu e pur di averla di quel colore è disposta ad aspettare. Il nonno le fa presente che il Natale è ancora lontano e nulla è certo nella vita, forse la riceverà, forse no. Mentre i due se ne vanno via, il negoziante prende un cellulare, fa una telefonata e di lì a poco in una stazione ferroviaria danese qualcuno ruba una bicicletta di colore blu.

Mathilde (Andrea Heick Gadeberg) la proprietaria della bicicletta rimane così appiedata e si vede costretta a chiedere un passaggio in automobile alla madre, Emma (Anne Birgitte Lind), che tuttavia non glielo può concedere perché l’autovettura si è guastata. Madre e figlia decidono, pertanto, di prendersi una vacanza, di andare a fare un giro in centro a fare shopping utilizzando la metropolitana.

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contemporary stuff: Benvenuti a Zombieland, di Ruben Fleischer

Regola 1555: Mangiare troppa carne fa male.

Regola 1566: Mangiare carne infetta dal virus della mucca pazza fa diventare degli zombie.

O almeno così è successo negli Stati Uniti dove buona parte della popolazione ha cambiato aspetto e soprattutto abitudini alimentari…

Tranquilli: non è assolutamente vero! È solo l’inizio rivisitato del film Zombieland, capolavoro horror umoristico diretto da Ruben Fleischer, dove la trasformazione degli americani in tanti zombie viene spiegata come un effetto causato dal consumo di carne infetta. Un contagio così diffuso (si sa gli statunitensi di carne ne mangiano molta, troppa) che i pochi “sani” rimasti hanno ribattezzato la loro patria “Zombieland”.

E tra i normali che tentano in tutti i modi di non finire mangiati e zombificati, spicca (si fa per dire) Columbus (Jesse Eisenberg), un ragazzo alquanto maldestro e piuttosto fifone, autore di uno scrupoloso elenco di regole che devono essere assolutamente rispettate se si vuole restare in vita. Un manuale molto valido per evitare rischi, dato che “del senno di poi son piene le fosse”.

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Al cinema: Dune, di Denis Villeneuve

Da appassionato di cinema e di letteratura di fantascienza non potevo non andare a vedere Dune. Anche solo per rendermi conto se questa volta produzione e regia fossero riusciti a trasportare in modo adeguato sul grande schermo quello che è un libro molto complesso, un’opera che non racconta una semplice storia ma descrive una civiltà. Un capolavoro del genere fantascientifico, opera prima di una epopea letteraria.

Insomma, più che una analisi dell’opera filmica, piuttosto la sua capacità di aver saputo intercettare e riprodurre lo spirito del libro, concepito nei favolosi anni Sessanta, ricchi di fermenti culturali. Dato che l’ho scritta di getto, il giorno dopo la visione del film, questa recensione è un pò “davinottata”, istintiva e corta, ma spero che risulti ugualmente interessante.

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touch of modern: Nirvana, di Gabriele Salvatores

Tre giorni a Natale e nevica incessantemente. In teoria il clima giusto per trascorrere delle buone feste. Solo in teoria perché per Jimi (Christopher Lambert), il protagonista principale del film, questa ricorrenza lo rende doppiamente infelice.

La sua donna, Lisa (Emmanuelle Seigner), se n’è andata da almeno un anno, senza fornire alcuna spiegazione, aprendo nel suo cuore una ferita così profonda che nessuna droga, nemmeno quelle fornitegli da Corvo Rosso (Claudio Bisio), un tassista tuttofare, riesce a rimarginare. Come non bastasse, la sua ultima creazione, un videogioco, che si chiama Nirvana, è stato infettato da un virus.

Non c’è molto tempo per porre rimedio al danno, ma questo diventa ben presto un problema secondario quando Solo (Diego Abatantuono), il personaggio principale del gioco, prende coscienza di sé, si accorge dell’esistenza di Jimi, il suo creatore, e inizia a fargli delle domande molto imbarazzanti, alle quali è difficile dare delle risposte esaurienti e soprattutto definitive: chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo.

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touch of modern: La decima vittima, di Elio Petri

In un futuro prossimo la pace regna sulla Terra. Dopo tanti conflitti e altrettante vittime, la guerra è stata abolita, ma per evitare che nuove ostilità possano iniziare è stata istituita “La Grande Caccia” e un ministero ad hoc che sovrintende a una simile attività. Si tratta di una competizione a livello mondiale dove è permesso agli iscritti uccidere gli altri concorrenti senza rischiare alcun processo e relativa condanna per omicidio volontario.

Un calcolatore elettronico forma le coppie, ciascuna composta da un Cacciatore e da una Vittima. Il fortunato vincitore ovvero colui che riuscirà a sopravvivere a dieci competizioni, cinque nella parte di Cacciatore e cinque da Vittima, riscuoterà un consistente premio ed entrerà a far parte del Decathlon, una elitaria istituzione che garantisce ai suoi fortunati membri onori e privilegi.

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touch of modern: L’aereo più pazzo del mondo, di Zucker-Abrahams-Zucker

Ted Striker (Robert Hays) è un ex pilota militare, che tira a campare facendo il taxista. Lo choc subito, una missione bellica finita tragicamente, ha distrutto la sua vita e la relazione sentimentale con Elaine Dickinson (Julie Hagerty), un’assistente di volo della Trans American.

Di fronte alla decisione della donna di lasciarlo, Ted, pur di riconquistarla, decide di imbarcarsi sul medesimo aeroplano, un Boeing 707 diretto a Chicago. Durante il volo, ai tre piloti del velivolo e a parte dei passeggeri viene servito del pesce che provoca una grave intossicazione alimentare. In capo a poco tempo, l’aereo rimane senza piloti in grado di portarlo a destinazione.

Elaine decide, quindi, di contattare la torre di controllo di Chicago, dove il supervisore Steve McCroskey (Lloyd Bridges) le dice di attivare il pilota automatico, in realtà un pupazzo gonfiabile di nome Otto. Tuttavia, il pilota automatico non è in grado di far atterrare il velivolo, serve un vero pilota, ed Elaine alla fine si decide a chiedere aiuto proprio a Ted Striker.

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touch of modern: Heavy Metal, di Gerald Potterton

Pianeta Terra, anni Ottanta del Ventesimo secolo. Dalla pancia di uno Space Shuttle, che orbita attorno al pianeta, fuoriesce un’automobile modello Corvette. Alla guida del mezzo c’è Grimaldi, un astronauta che utilizza l’autovettura per atterrare sul globo e, servendosi di una strada nel deserto, giungere davanti a una villa isolata, dove al suo interno l’aspetta la figlia.

L’uomo ha con sé un regalo per la bambina, una sfera luminosa di colore verde, un oggetto che all’improvviso si anima e per prima cosa polverizza lo stesso Grimaldi.

La sfera racconta alla bambina di chiamarsi Loc-Nar, un oggetto malefico eppure così tanto desiderato dagli uomini che pur di ottenerlo sono disposti a compiere azioni orribili.

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