touch of modern: Il nostro agente Flint, di Daniel Mann

Il mondo è in pericolo: tornado, slavine, eruzioni, tempeste flagellano il pianeta senza che nessuno possa fare nulla per impedirlo. Autore di tali e tanti disastri è Galassia, un’organizzazione criminale mondiale guidata da tre scienziati: il dottor Krupov (Rhys Williams), il dottor Wu (Benson Fong) e il dottor Schneider (Peter Brocco).

Convinti di poter migliorare la qualità della vita degli abitanti del pianeta e delusi dal comportamento egoistico dei vari governi, usano la tecnologia in loro possesso per scatenare eventi disastrosi e in questo modo costringere i governanti a sottomettersi al loro volere, rinunciando alle armi e all’energia nucleare.

Il compito di contrastare questa organizzazione è affidato al ZOWIE (Zonal Organization World Intelligence Espionage), guidato da Cramden (Lee J. Cobb), il quale, tuttavia, dopo l’ennesimo fallimento chiede ai rappresentanti delle nazioni di indicare una persona alla quale affidare la missione. Il cervello elettronico, letti i nomi e fatte le dovute operazioni di calcolo, presenta il nome del candidato: l’agente Derek Flint (James Coburn).

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books about movies: La paura fa Totò, di Giuseppe Cozzolino e Domenico Livigni

Un altro libro su Totò? Verrebbe da chiedersi.

Ma non ne sono stati scritti già centoventi, più dei film ai quali ha preso parte il Principe della risata, che, tra l’altro, erano “appena” novantasette? Sì, certo, ma questo non era stato ancora scritto.

Perché mancava un saggio che affrontasse la produzione cinematografica del grande Attore sotto un profilo nuovo, quello delle opere che hanno come argomento il sentimento della Paura e dell’Ignoto.

Antonio de Curtis nella sua lunga carriera cinematografica, dal 1937 al 1967, ha abbracciato quasi tutti i generi, persino la fantascienza, con una particolare attenzione al tema della commedia e a quello “orrorifico”.

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touch of modern: I criminali della galassia, di Antonio Margheriti

Quando si parla di cinema italiano degli anni Sessanta vengono in mente gli Spaghetti western oppure i film della Commedia all’italiana, eppure il decennio ha avuto una produzione cinematografica molto più articolata, seppure, per diversi motivi, passata in secondo piano. Oggi semisconosciuta, quasi dimenticata.

Mi sto riferendo ai film di spionaggio e, in particolare, ai film di fantascienza, che hanno avuto all’epoca un’intensa produzione. Non sono state sempre delle opere di qualità eccelsa, come, per esempio, La decima vittima di Elio Petri con Marcello Mastroianni e Ursula Andress, ma non per questo devono essere tutte ignorate.

Hanno senza dubbio risentito di una certa carenza di fondi e di alcuni topos, luoghi comuni legati alla fantascienza dell’epoca e… alla necessità di sfruttare più volte set, attori, mezzi, che ha finito per attribuire al genere cinematografico caratteristiche comuni, una specie di marchio di fabbrica.

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books about movies: Professioni del cinema, di Claudio Biondi

La rivoluzione digitale ha senza dubbio modificato alcuni aspetti del lavoro dell’industria cinematografica, ma quali siano stati i settori interessati e quanto siamo cambiati non è facile da capire. Per questo motivo Claudio Biondi, produttore, regista e sceneggiatore, ha deciso di realizzare una seconda edizione del suo libro Professioni del cinema, edito da Dino Audino, per verificare se lo sviluppo delle nuove tecnologie abbia modificato l’assetto organizzativo del lavoro e abbia creato delle nuove professioni nel settore. Le conclusioni sono molto interessanti.

Secondo l’autore, ruoli professionali, regole e mezzi utilizzati per realizzare un film restano gli stessi, che si tratti della stesura di una sceneggiatura o della gestione della parte contabile di un’opera cinematografica. Cambiamenti, invece, ci sono stati sotto il profilo dei costi, nella capacità di generare scene realistiche mediante un computer e nella possibilità di montare in modo più complesso – ma al tempo stesso più veloce – le singole scene. Ma anche, ovviamente, nella possibilità di fruizione, rendendo possibile vedere un film perfino sul piccolo schermo del cellulare.

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Cinema & Finanza. Intervista a Monica Catalano

Il cinema come forma di intrattenimento, cultura, formazione e – perché no? – comprensione della realtà circostante. Sì, perché il cinema a volte è in grado di raccontare in modo semplice ed immediato fenomeni molto complessi che accadono attorno a noi. Perché, fin dal suo esordio, ha saputo rappresentare i diversi aspetti della realtà: tracolli e rinascite finanziarie, sogni e speranze, malfattori e onesti. In altre parole, tutta l’umanità.

Ecco perché Monica Catalano, consulente finanziario iscritta all’Albo e Formatore ANASF (Associazione Nazionale Consulenti Finanziari), per il progetto “Economic@mente – metti in conto il tuo futuro”, di formazione presso le scuole secondarie superiori, ha scelto di realizzare un libro Cinema e Finanza – Dalla Bolla dei Tulipani al Coronavirus, un testo che serve a spiegare le crisi economico-finanziarie che avvengono ciclicamente e gli effetti che queste producono sulla vita delle persone.

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touch of modern: Conan il barbaro, di John Milius

Fin dal primo articolo uscito su “L’ultimo Spettacolo” avevo già preso la decisione che prima o poi avrei parlato di questo film. E non avrei potuto fare altrimenti, perché fa parte delle opere che ho scelto di inserire nella mia scheda personale assieme a Blade Runner ed Hellzapoppin.

Restava, quindi, da definire due parametri: “in quale momento” e “in che modo”. In altre parole, il periodo adatto e con quale chiave di lettura avrei affrontato l’analisi di un film molto conosciuto e studiato.

Il “quando” è stato risolto scegliendo questo periodo, perché lo vidi per la prima volta una sera d’estate in un cinema all’aperto. Ero con alcuni amici e siamo rimasti tutti così favorevolmente impressionati dal film che ci siamo trattenuti nell’arena per assistere alla seconda proiezione.

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contemporary stuff: High Rise – La rivolta, di Ben Wheatley

Nella primavera del 2015, durante un corso di scrittura creativa, mi era stata consigliata la lettura del libro Il condominio di James Graham Ballard (1930-2009).

L’autore, celebre scrittore di fantascienza britannico, aveva descritto nella sua opera la discesa negli abissi della follia e della violenza degli abitanti di un lussuoso condominio, concepito per offrire ogni genere di servizio. Una struttura che, invece, si era rivelata incapace di assicurare ai suoi inquini i servizi minimi necessari per garantire una convivenza civile.

All’epoca, da appassionato lettore di Science Fiction, avevo trovato il libro interessante, nella trama e nello stile, ma un pochino datato, figlio di quelle atmosfere surreali, molto british, degli anni ‘70 (il romanzo era uscito nel 1975 con il titolo High Rise).

Mi ero sbagliato. E di molto.

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contemporary stuff: Arca russa, di Aleksandr Sokurov

Uno schermo nero e una voce fuori campo:

Apro gli occhi e non vedo niente.

Niente finestre, niente porte. Ricordo… ricordo che è accaduta una disgrazia e… tutti fuggivano per mettersi in salvo, ognuno come poteva. Quanto a me… non ricordo, no”.

E all’improvviso sullo schermo appare un gruppo di persone, ufficiali in alta uniforme e donne magnificamente vestite, che stanno scendendo da una carrozza. Sono euforici, scherzano affettuosamente fra loro.

Che strano, dove sono? Dagli abiti si direbbe il 1800. Interessante! Dove andranno così di fretta?

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touch of modern: Blow-Up, di Michelangelo Antonioni

Londra metà anni sessanta. Thomas (David Hemmings) è un apprezzato fotografo di moda, dal carattere scorbutico, che ha successo con le donne e gira la metropoli a bordo della sua Rolls Royce decapottabile alla ricerca di scoop e affari.

Tuttavia, non è del tutto soddisfatto della vita che conduce, ha la sensazione che la città non gli fornisca quegli stimoli necessari al suo lavoro, insoddisfazione che manifesta al suo amico Ron (Peter Bowles) durante un pranzo nel ristorante El Blason di Chelsea.

E in questo vagabondare inquieto alla ricerca d’ispirazione, Thomas giunge in un parco della periferia, dove nota una coppia di amanti. Preso dall’ispirazione, di nascosto scatta loro delle foto, ma la donna, Jane (Vanessa Redgrave), si accorge della sua presenza, lo avvicina e gli chiede di avere il rullino.

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