Top 20 western (n.7 e n.6)

Top20 western 7-6Un’altra puntata della nostra classifica dei film western più meritevoli. Una lunga cavalcata che ci sta portando vicini al traguardo. Questa volta ci occupiamo di due opere che, al di là dell’averle scelte con Paolo per questa classifica, sono nel mio personale Olimpo delle migliori pellicole di genere e il cui valore, mi auguro, trasparirà almeno un po’ dalle recensioni. Buona lettura (e visione)! Continua a leggere “Top 20 western (n.7 e n.6)”

Top 20 western (n.11 e n.10)

Top20 western 11-10Prosegue la nostra Top 20 dei film western. Questa volta vi proponiamo i numeri 11 e 10 della classifica, sforando quindi la metà e iniziando a parlare di pezzi da novanta (non che i precedenti fossero mezze cartucce). Come ribadiamo sempre, non abbiamo la pretesa di aver individuato la classifica per eccellenza, ma intendiamo porvi di fronte ad alcune grandi opere che a nostro avviso meritano di essere scoperte o ri-scoperte.

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Top 20 western (dal n.17 al n.15)

Top20 western 17-15Prosegue la nostra classifica dei migliori film western di sempre, ovviamente secondo il nostro sindacabile giudizio! Come al solito, sono ben accetti pareri e commenti: avreste inserito le tre opere di cui parliamo qui?

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Top 20 western

thumbnail_western top20 2Chi, in fondo, non ama le classifiche, di qualsiasi tipo esse siano? Ognuno sa che, soprattutto quando si parla di valori estetici e gusti personali, non possono essere “esatte”, scientificamente ineccepibili. Eppure il piacere di mettere in ordine le proprie preferenze, così come di confrontarsi con quelle degli altri, è una costante di buona parte del genere umano, spettatori di cinema inclusi. Così anche noi de L’ultimo spettacolo abbiamo deciso di intraprendere l’ardua e rischiosa via che porta a stilare le Top dei film di vario genere, partendo da quello prediletto da me e Paolo, il western. Continua a leggere “Top 20 western”

contemporary stuff: Wind River, di Taylor Sheridan

Wind River 01Taylor Sheridan, (quasi) al suo esordio alla regia, decide di andare sul sicuro, puntando su ciò che sa fare meglio: narrare una vicenda ambientata nella moderna frontiera americana, traendone un thriller interessante come i suoi “predecessori”, Sicario (2015) e Hell or High Water (2016), entrambi sceneggiati dallo stesso Sheridan. A differenza di questi ultimi, però, non è ambientato nel soleggiato sud degli USA, bensì nelle fredde atmosfere del Wyoming.

Nella riserva indiana di Wind River – realmente esistente e una delle più estese del Paese – viene ritrovato il cadavere di una giovane nativa. Cory Lambert – del Fish and Wildlife Service – e Jane Banner – dell’FBI – si metteranno sulle tracce del colpevole: o meglio, a fare quasi tutto sarà il “forestale”, perché la giovane agente federale è decisamente impreparata per il clima della riserva (sia ambientale che sociale). Continua a leggere “contemporary stuff: Wind River, di Taylor Sheridan”

contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman

The Wall 01Doug Liman, i cui lavori da regista più noti sono probabilmente Mr. & Mrs. Smith, The Bourne Identity e Edge of Tomorrow, ha fatto capolino quest’anno nelle sale italiane con Barry Seal – Una storia americana. Qualche mese fa, però, è uscito in vari Paesi del mondo un’altra sua produzione, meno nota ma abbastanza interessante: The Wall.

Come si evince dalla sua produzione, Liman si dedica perlopiù a thriller, pur con sfumature differenti a caratterizzarli. Non c’è da stupirsi, dunque, se anche in The Wall l’azione è elemento predominante. Il contesto è quello della guerra in Iraq, probabilmente il conflitto più avversato negli U.S.A. dai tempi del Vietnam.  Continua a leggere “contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman”

Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola

L'inganno 01Durante la Guerra Civile americana, in Virginia, un gruppo di donne rimaste in collegio nonostante la vicinanza dei combattimenti accoglie un caporale nordista – quindi, un nemico – ferito e bisognoso di cure. Questo è l’incipit dell’ultima fatica di Sofia Coppola, rifacimento dell’omonimo film del 1971 (La notte brava del soldato Jonathan nella traduzione italiana), a sua volta ispirato ad un romanzo.

L’inganno è stato premiato al festival di Cannes per la regia e ha al suo attivo un cast di tutto rispetto, capace da solo di incuriosire lo spettatore, così come l’ambientazione chiusa ed estremamente “femminile”, potenziale innesco di interessanti approfondimenti psicologici. Inoltre, ovviamente, c’è la curiosità del raffronto con il suo predecessore.  Continua a leggere “Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola”

contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael

Mr. Nobody 01Il cinema di fantascienza, se ben studiato, può offrire validissimi spunti di riflessione, ponendo lo spettatore di fronte a dei quesiti che vengono solitamente mascherati da problemi tipici di un futuro prossimo ma che, è evidente, sono significativi anche per l’uomo contemporaneo. Mr. Nobody è sì uno sci-fi, ma in maniera abbastanza soft, mescolando elementi fantasy ed essendo pervaso di drammi sentimentali e della vita di tutti i giorni. Quando uscì ricevette il plauso di critica e pubblico e anche a me non dispiacque affatto, per questo ho deciso di parlarne con i lettori del blog.

Il protagonista è Nemo Nobody (nessuno in latino e nessuno in inglese, insomma, un signor nessuno, proprio): a 118 anni, nell’anno 2092, viene intervistato da un giornalista circa la sua lunghissima vita, essendo ormai l’ultima persona sul pianeta ancora mortale. L’uomo, apparentemente non troppo lucido di mente, rivela invece una personalità decisamente interessante e una storia tutt’altro che noiosa. Anzi, più storie. Continua a leggere “contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael”

touch of modern: Il clan dei siciliani, di Henri Verneuil

Il clan dei siciliani 01Non nutro un grande interesse per il poliziesco francese e fino a qualche anno fa anche il “crime film” mi faceva storcere il naso, nondimeno con il tempo ho iniziato ad approcciarmi al genere e così sono giunto a questa pellicola d’epoca, tratta da un romanzo di Auguste Le Breton.

Protagonista è un criminale francese, Roger Sartet, interpretato dal sempre bel pischello Alain Delon. Un bel giorno si intrufola nel potente clan malavitoso dei Manalese, siciliani come il titolo lascia intuire. Prima che nelle grandi produzioni di Hollywood (da Il padrino a Quei bravi ragazzi), quindi, la mafia italiana espatriata è al centro della trama, ma si muove in questo caso non nell’ambiente delle metropoli americane, cui siamo abituati, ma in quello delle città e delle campagne d’Oltralpe. Continua a leggere “touch of modern: Il clan dei siciliani, di Henri Verneuil”

Confronti: Rivisitare il mito, gli indiani nel western anni ’70

Pro-indiani 11Negli anni ’70, sulla scia di un progressivo revisionismo che coinvolse un po’ tutti i generi, anche il western subisce in America una serie di cambiamenti tematici e stilistici. È l’epoca della New Hollywood che, come evidenziato nell’approfondimento del nostro Vincenzo, impone una nuova generazione di autori e nuovi valori all’industria cinematografica. Nel caso del mio genere prediletto, oltre ad una almeno parziale smitizzazione della frontiera e della sua epopea eroica, ad emergere è chiaramente una maggiore simpatia nei confronti degli indiani, da sempre il nemico classico nei western. Continua a leggere “Confronti: Rivisitare il mito, gli indiani nel western anni ’70”