Speciale Venezia 75: Gloria – Una Notte d’Estate, di John Cassavetes

immIl decennio più pop della nostra storia moderna si inaugura, alla Mostra di Venezia, con la premiazione di un film decisamente particolare, diviso tra l’intrattenimento e il prodotto autoriale, tra la commedia e il dramma di denuncia. John Cassavetes dirige per l’ennesima volta la moglie Gena Rowlands in un buddie movie sui generis, con una coppia assolutamente disfunzionale costretta a fuggire rocambolescamente tra le vie di una New York malfamata e ben lontana dallo splendore del sogno americano; un soggetto non troppo originale, in realtà, ma trattato in modo tale da rendere Gloria – Una Notte d’Estate una storia ancora fresca e interessante grazie alla brillante sceneggiatura e all’atmosfera divisa tra un disincantato realismo e un fiabesco di stampo quasi disneyano.

Continua a leggere “Speciale Venezia 75: Gloria – Una Notte d’Estate, di John Cassavetes”

Al cinema: Hereditary – Le Radici del male, di Ari Aster

Hereditary

L’horror sta rivivendo una specie di rinascimento, o almeno questa è la mia impressione. Accanto ai vari remake di personaggi iconici dei decenni passati, infatti, stanno vedendo la luce una serie di pellicole originali decisamente interessanti che urlo dopo urlo scrivono sotto ai nostri occhi la storia di un genere che, forse molto più altri, rischia velocemente di diventare asfittico e bisognoso di aria fresca. A tenere alta la fiaccola dell’horror ci pensa ora Hereditary, opera prima del regista Ari Aster, sicuramente una personalità da tenere d’occhio in futuro.

Continua a leggere “Al cinema: Hereditary – Le Radici del male, di Ari Aster”

Speciale Venezia 75: Rashomon, di Akira Kurosawa

locandinaUn uomo ucciso, e ben quattro versioni diverse della verità riportate di seconda mano da due uomini sconvolti intorno a un fuoco improvvisato mentre infuria la tempesta. Su questo scheletro, Akira Kurosawa costruisce Rashomon, una lucida riflessione sulla verità e la fiducia riposta nell’essere umano, in un’alternanza di nichilismo e speranza che, come la storia raccontata, non fornisce risposte definitive. Può un singolo atto di carità assolvere un essere umano? O, al contrario, a che punto la dannazione dell’uomo risulta irreversibile e l’umanità impossibile, e immeritevole, di essere salvata?

Continua a leggere “Speciale Venezia 75: Rashomon, di Akira Kurosawa”

Top 20 fantascienza (n.2)

fanta 12Se sei qui a leggere probabilmente hai anche tu un blog sul quale scrivi, per cui ti domando: non ti viene mai l’ansia quando devi parlare di qualche mostro sacro davanti al quale ti senti ancora in fasce? Magari hai fatto i compiti e sai tutto dell’argomento, ma appena ti siedi davanti al computer e appoggi le dita alla tastiera… vuoto. Ti senti un po’ come Leopardi davanti alla siepe che gli copre la vista sull’orizzonte. Come Dante di fronte all’Amor che move il Sole e l’altre stelle. Che poi, ti piacerebbe essere come Leopardi e Dante, eh? Ma non è questo il punto. Il punto è che alla fine qualcosa ti devi spremere fuori, possibilmente qualcosa di buono. Il risultato, è quello che segue.

Continua a leggere “Top 20 fantascienza (n.2)”

Top 20 fantascienza (n.4)

fanta 16Sono sicuro che non te l’aspettavi. Che mai avresti pensato di trovare questo film così in alto, e, giuro, neanche io lo credevo. Magari ti sei chiesto dove fosse, spulciando la classifica dei migliori film di fantascienza senza successo e sperando che arrivasse ad aiutarti tua mamma dicendoti “scommettiamo che se vengo io lo trovo subito?!”. O forse ne eri segretamente contento, e immaginavi che fosse stato escluso dalla selezione; d’altronde si sa che ogni film ha il suo detrattore. Pura miopia, io credo. Perché cosa c’è di meglio di un rocambolesco giro sulle montagne russe mentre si attende di uscire nuovamente dall’utero materno? Ti ho confuso, eh? Bé, allora parliamone più chiaramente, và!

Continua a leggere “Top 20 fantascienza (n.4)”

Al cinema: Dogman, di Matteo Garrone

30420767-160224807978263-4557987999146023396-o_187a.jpgDopo la breve e fortunata divagazione fantastica de Il Racconto dei Racconti, Matteo Garrone torna agli ambienti e ai personaggi più tipici della sua filmografia con una storia al tempo stesso brutale e delicata, poetica e squallida. Dogman è un puro Garrone certificato al 100%, incentrato su personaggi ambigui e spesso controversi impegnati a sopravvivere in città disumanizzate e vittime delle proprie idiosincrasie, che li porta lentamente ma inesorabilmente alla rovina; un soggetto cupo, bilanciato da un leggero tocco di realismo magico per cui realtà e immaginazione, soggettivo e oggettivo si fondono fino a risultare impossibili da distinguere.
Continua a leggere “Al cinema: Dogman, di Matteo Garrone”

Al cinema: L’Isola dei Cani, di Wes Anderson

isola_cani_locWes Anderson è arrabbiato. Ma non irritato, proprio furioso come una pantera e pronto a fare del male fisico, se ne avesse la possibilità. Per fortuna, però, è un artista, e riesce a incanalare in modo costruttivo questa animosità nel suo lavoro, producendo un film altrettanto arrabbiato e disilluso che segna un notevole passo avanti all’interno del suo già notevole personale percorso artistico. L’Isola dei Cani (Isle of Dogs) allarga enormemente lo sguardo del regista, che si allontana dai microcosmi disfunzionali che aveva messo in scena nelle sue opere precedenti per parlare di un mondo globale che va alla deriva attraverso una fiaba.

Continua a leggere “Al cinema: L’Isola dei Cani, di Wes Anderson”

Speciale Russia: Jolly Fellows, di Felix Mikhailov

la-locandina-di-jolly-fellows-163444_jpg_191x283_crop_q85La Russia è un Paese ancora fortemente antiliberale, per quanto riguarda l’omosessualità. Questo è un dato da tenere sempre a mente parlando di Jolly Fellows, il film del 2009 scritto e diretto da Felix Mikhailov che tratta l’argomento, ancora controverso in patria, del travestitismo e della fluidità dell’identità sessuale intesa come un divenire costante e uno spettro di possibilità. Mikhailov prese ispirazione, per il suo film, dai racconti di vere drag queen che si esibivano in un night club: rielaborando le storie che gli erano state raccontate, Mikhailov diede forma a un mosaico di vite apparentemente discontinuo ma decisamente coerente e narrativamente molto solido, realizzando non solo un buon film, ma anche una sonora denuncia contro una società che ancora marginalizza e discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale. Forse proprio per questo motivo l’opera richiese così tanto tempo per essere realizzata: i film a tema LGBT sono prodotti ancora molto raramente in Russia, e Mikhailov impiegò dieci anni per portare a termine il suo progetto. La cosa inquietante, è che in questo lasso di tempo la sua storia non è invecchiata affatto. Continua a leggere “Speciale Russia: Jolly Fellows, di Felix Mikhailov”

Al cinema: A Quiet Place – Un posto tranquillo, di John Krasinski

7aquietplace201800_450E’ difficile, ormai, trovare nuovi modi in cui declinare il monster movie. Alla ricerca di un’originalità sempre più ardua da raggiungere nel cinema horror, John Krasinski quadra il suo cerchio inventandosi un accorgimento stilistico che influenza pesantemente anche la narrazione del film: tutta l’azione dovrà svolgersi in un silenzio il più possibile assoluto. Prende così forma A Quiet Place, un horror decisamente atipico che rinuncia a un elemento, quello sonoro, che fin dalla nascita del genere ha contribuito a decretarne il successo. O forse no? Perché in fin dei conti, A Quiet Place non è un film muto, e non rinuncia ai jumpscare o ai rumori inquietanti. Quindi dove è posto il filo del rasoio su cui è costretto a camminare? Semplice: la parola chiave è tensione.

Continua a leggere “Al cinema: A Quiet Place – Un posto tranquillo, di John Krasinski”