Contemporary stuff: Il Traditore, di Marco Bellocchio

locandinaIo non amo i film sulla mafia, non perché pensi che non siano importanti, ma semplicemente perché mi fanno stare male. Sono storie che hanno il potere di accendere tutta la rabbia e l’odio che c’è in me, e che mi portano a pensare che una soluzione in stile Dexter non sarebbe poi così male come idea. Sono però storie fondamentali, che è necessario conoscere, soprattutto in un Paese come il nostro in cui anche, e soprattutto, la storia recente è spesso sconosciuta e ignorata, trascurando in modo imperdonabile eventi e personaggi che ancora oggi gettano la loro ombra sull’attualità, la cronaca e, purtroppo, la politica italiana. Questo è già un merito che Bellocchio deve vedersi riconosciuto parlando di Il Traditore, al quale si aggiungono, ovviamente, i pregi inconfutabili di un film bellissimo, tecnicamente impeccabile e impreziosito da un’interpretazione perfetta da parte della sua star. Continua a leggere “Contemporary stuff: Il Traditore, di Marco Bellocchio”

Al cinema: Edison – L’uomo che illuminò il mondo, di Alfonso Gomez-Rejon

downloadSono uno spettatore semplice: vedo dei nomi sul cartellone, compro il biglietto e guardo il film. Questa abitudine, vedere dei film senza sapere altro che i nomi dei coinvolti, porta a volte a discrete sorprese, altre a cocenti delusioni, e a volte ancora verso film che non sai bene come giudicare: belli, sì, che ti intrattengono, ma che non riescono a toglierti di mente l’idea che si poteva fare di più. È esattamente questa l’impressione che mi ha lasciato Edison – L’uomo che illuminò il mondo, autoesplicativo titolo italiano scelto al posto del ben più evocativo The Current War, un biopic molto tradizionale che si concentra su uno degli snodi fondamentali della storia, che ha plasmato il mondo per come lo conosciamo oggi.

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Fly Me to the Moon: #5 – La Storia della Principessa Splendente, di Isao Takahata

La-storia-della-Principessa-Splendente-poster-italianoCambiamo le carte in tavola e invertiamo la direzione: e se per una volta non fossimo noi a voler raggiungere la Luna ma un suo abitante a sognare la Terra? Il risultato potrebbe essere una fiaba dolce e delicata, fragile come un fiore di ciliegio e malinconica come una melodia suonata al koto; è La Storia della Principessa Splendente, l’ultimo film di Isao Takahata realizzato sotto l’egida dello Studio Ghibli, in cui l’autore ha dato fondo a tutto il suo talento per realizzare quello che non può non essere considerato il suo capolavoro. Ispirato da una celebre fiaba tradizionale giapponese, la storia di una principessa lunare che scende sulla Terra non è del tutto nuova nel panorama dell’animazione giapponese (basti pensare al famigerato Sailor Moon, che parte dalla medesima premessa, ma anche a moltissimi altri manga e anime), ma il film di Takahata si distingue per una grande fedeltà al testo originale e, soprattutto, per la raffinata eleganza della messa in scena, caratterizzata da un’animazione originale e suggestiva.

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Al cinema: Toy Story 4, di Josh Cooley (recensione espresso)

ToyStory4-Locandina-2Nel 1995, Toy Story ha fatto la storia dell’animazione: primo film realizzato interamente in computer grafica, ha aperto la strada a una rivoluzione che ha cambiato radicalmente l’immaginario animato. Allo stesso tempo, la storia dei giocattoli che cercano di ritornare dal loro bambino si è scavato un posto inalienabile nei cuori di tutti i fan, diventando probabilmente il franchise Pixar più amato di sempre. Per cui la domanda che frullava in testa a tutti era: è necessario un quarto capitolo? La risposta, piuttosto ovvia, è: chiaramente no.

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Fly Me to the Moon: #3 – Moon, di Duncan Jones

47314E se smettessimo di sognare la Luna, e finalmente riuscissimo ad arrivarci non solo come visitatori, ma in modo stabile? Non solo, cosa succederebbe se scoprissimo che la panacea ai peggiori mali del mondo, principalmente la crisi energetica, si trovasse proprio sulla superficie del nostro satellite, lontano, certo, ma relativamente a portata di mano? Da questo esile spunto narrativo parte Duncan Jones nel dirigere Moon, il suo lungometraggio di debutto, un film che rientra in quel filone della fantascienza introspettiva che viaggia lontano nello spazio per ritornare all’uomo e a tutto ciò che lo rende tale (và che bella frase, non l’avevo neanche pianificata, è uscita da sola).

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Al cinema: X-Men: Dark Phoenix, di Simon Kinberg

X-Men-Dark-Phoenix-675x905È interessante notare come entrambe le saghe cinematografiche dedicate ai mutanti creati da Stan Lee abbiano deciso di concludersi adattando per il grande schermo la Saga di Fenice Nera, uno degli eventi fumettistici più famosi e amati della lunga produzione Marvel. Segno, sicuramente, di quanto questo arco narrativo sia stato fondamentale per la storia degli X-Men, una storia a tratti controversa e che culmina con la prima delle molte morti di Jean Grey, segnando un punto fisso nella cronologia della serie, e forse del fumetto in generale. È ugualmente interessante vedere però come, in entrambe le sue versioni cinematografiche, questa Saga non sia riuscita ad avere il trattamento che merita, dando vita a film pasticciati e poco riusciti: X-Men: Dark Phoenix non riesce infatti a risollevare le sorti della Fenice cinematografica, già bistrattata in X-Men: Conflitto Finale, presentandosi come un adattamento fiacco e poco ispirato di un ottimo materiale di partenza.

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Wes Anderson compie 50 anni: vita e opere dell’autore più hipster di Hollywood

MV5BMTY1MjgzODIwNF5BMl5BanBnXkFtZTcwNTM2NzExMw@@._V1_UY317_CR10,0,214,317_AL_Tagliare il traguardo del mezzo secolo è sempre un momento importantissimo nella vita di una persona, in cui, oltre a festeggiare come si deve, immagino sia inevitabile fermarsi un secondo e tirare le somme di una vita che ha già compiuto un buon numero di giri intorno a una stella. Oggi compie 50 anni Wes Anderson, probabilmente l’artista più hipster di Hollywood, uno degli autori dallo stile più immediatamente riconoscibile grazie alle peculiari palette cromatiche cui ci ha abituato e alle sue fiabe spesso agrodolci. Nell’unirci tutti a fargli i migliori auguri di compleanno, ho deciso di addossarmi l’onere di ripercorrere la carriera di questo grande artista, facendo il punto sui suoi traguardi e sulla sua speciale poetica; per l’occasione ho finalmente colmato anche le ultime lacune della sua filmografia recuperando tutti i suoi film e, soprattutto, i corti; te li consiglio, sono deliziosi!

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Al cinema: Avengers: Endgame, di Anthony e Joe Russo

Custom-Printing-Canvas-Decor-Marvel-Avengers-EndGame-Poster-Superheroes-Avengers-Infinity-War-Stickers-Home-Room-Wall.jpg_640x640ATTENZIONE: questo articolo, oltre a essere lungo infinito, CONTIENE SPOILER!

È la fine, annunciata, di un’era. Dopo undici anni di storie, il Marvel Cinematic Universe chiude non solo un capitolo, ma un volume della sua storia, risolvendo la lunga linea narrativa dedicata al Guanto e alle Gemme dell’Infinito, introdotta già nel 2011 in Thor, e congedandosi in maniera definitiva da molti dei suoi personaggi principali. Quello che seguirà sarà qualcosa di necessariamente diverso, non solo perché, per la prima volta, verrà a mancare una linea narrativa principale su cui costruire tutti i vari stand-alone, ma soprattutto per l’assenza dei protagonisti più amati e carismatici del franchise. Dove questo ci porterà, solo il tempo potrà dircelo (Doctor Strange sicuramente già lo sa, ma, intervistato dalla nostra redazione, si è rifiutato di rilasciare spoiler); per ora, noi ci troviamo a parlare di Avengers: Endgame. Continua a leggere “Al cinema: Avengers: Endgame, di Anthony e Joe Russo”

Al cinema: Una Giusta Causa, di Mimi Leder

54961Come tutti gli anni, anche questa volta ho approfittato dei CinemaDays, e, come tutti gli anni, grazie al prezzo ridotto all’osso mi sono buttato a vedere cose che altrimenti avrei considerato con interesse ma rimandato a un futuro indefinito. Ho visto così il sorprendente Captive State e, soprattutto, Una Giusta Causa, del quale non sapevo nulla e che mi ha invece molto favorevolmente colpito, soprattutto grazie alla sua protagonista, Felicity Jones, della quale ho deciso di recuperare tutto. D’altronde l’estate si avvicina, e a cos’altro servono le lunghe giornate di sole?

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