Al cinema: Cafarnao – Caos e miracoli, di Nadine Labaki

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Bambini perfetti: ***

Senso dell’abbandono: *******

Furberia e scaltrezza: ***

Sindrome del “dateme la statuetta”: *********

Di Nadine Labaki avevo visto Caramèl e l’avevo amato tantissimo. Lì, in quel centro estetico casinista nel bel mezzo della Turchia, c’era tanto amore e tanta tristezza da otturare le arterie di tutto il mondo. Nadine come regista e attrice era perfetta e la costruzione dei personaggi non era mai banale. Il dolore non era banale: veniva fuori nella poesia dei momenti di solitudine, nelle inquadrature in cui il personaggio rimaneva abbandonato con la sua mera intimità.

Qui….beh qui è andata diversamente. Qui è andata peggio.

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Quell’assurda decina: #10 – Denti, di Mitchell Lichtenstein

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Sesso consenziente: ****

Sesso non consenziente: **

Creatività anatomica umana: ***

Qualità del maschio medio: *

Volevate l’assurdo? E beccatevi una vagina dentata.

La storia di Denti è molto, molto semplice: Dawn è una ragazza molto carina e timorata di Dio che ha deciso di rimanere illibata fino al matrimonio ed è una motivatrice in un gruppo cristiano per l’astinenza sessuale. I suoi piani di verginità intoccabile pre-matrimoniale le sfuggono di mano nel momento in cui Tobey, affascinante suo coetaneo dagli stessi principi religiosi, fa irruzione (agitando il ciuffo) nella sua vita. E nella sua vagina, purtroppo per entrambi. Durante una romantica passeggiata nel parco terminata in una bacerìa reciproca, il ragazzo osa troppo e cerca di avere un rapporto sessuale con la ragazza: quando lei si oppone, finisce per violentarla. Mai decisione fu peggiore: la vagina di lei si oppone allo stupro e trancia in due il pene di lui, che muore dissanguato poco dopo.

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Al cinema: La casa di Jack, di Lars Von Trier

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Managing del rigor mortis: ****

tensione assassina: *****

Lars che si autocompiace: **

Versatilità del seno femminile: ***  (questa la si capisce guardando il film)

L’ultima volta che avevo visto un film di Lars (l’ottimo Lars, l’emotivamente equilibratissimo Lars) si trattava di Nymphomaniac. Quattro stramaledettissime ore in overdose di scene di sesso, violenza ricercata, musica classica, pianoforte, regia vontrierana, narratore prolisso e compagnia bella. Rigorosamente director’s cut, rigorosamente volume uno e volume 2 uno dopo l’altro. Bello? Difficile a dirsi. È come quando qualcuno su Facebook pubblica una bella foto scattata tra le macerie in Siria: non capisci se mettendo il like stai dicendo che ti piacciono le macerie, o chi le ha create, o la foto in sé, e dopotutto, le macerie belliche si possono definire artisticamente belle in qualche contesto? Lars direbbe di sì, temo. Tu, nel dubbio, non metti like ma commenti: “foto bellissima, ma quanta crudeltà”.

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Speciale Oscar 2019: Cafarnao, di Nadine Labaki

Nelle sale italiane, Cafarnao arriverà solo il 18 aprile, in definitivo D.O. (Dopo Oscar). Quello che possiamo fare, dunque, è fornire una

RULLO DI TAMBURI

fanta-recensione-approssimativa-e-non-troppo-affidabile del film, che da quando è uscito a Cannes ha seminato un bel po’ di guazzabuglio e quindi ci dà comunque di che discutere.

La trama è semplice: in un Libano sofferente, i genitori di Zain non si prendono alcuna cura del loro bambino e della sorellina 11enne di lui. Del piccolo non sanno manco la data di nascita, della seconda sanno solo di volerla dare in sposa a un uomo adulto che, incurante del suo fisico abbozzato e ancora inadeguato, la metterà incinta. La bella bambina morirà di emorragie da parto mentre il fratellino, esausto della povertà, della noncuranza e dell’analfabetismo emotivo dei suoi genitori deciderà di scappare a vivere con una prostituta e il suo bimbo neonato.

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Al cinema & Speciale Oscar 2019: Roma, di Alfonso Cuarón

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Bianco e nero: ****

Qualità media del maschio adulto: **

Importanza dell’acqua: ****

Ricerca dell’Oscar alla regia: *******

In notevole ritardo sulla tabella di marcia cinematografica, sono andata a vedere Roma di Alfonso Cuarón.

Ora, al di là del fatto che ci ho messo 2 ore di film e un giro su Wikipedia a capire perché il film si intitola Roma (ve la facilito: è il nome del quartiere dove vive la famiglia protagonista), per il resto non staremo a discutere del fatto che ci sono ottime possibilità che Cuarón vinca come Miglior Film, nonché la semi-certezza che vinca come Miglior Film Straniero.

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